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 · Piaggio Beverly 500 (dopo 16.000 km)
by Enzo Gendusa
24/06/05

Possiedo un fantastico Piaggio Beverly 500, colore rosso cherry metallizzato e dopo 4 mesi di utilizzo ho percorso circa 3500 km, sia in città che fuori.
Premetto che non ho mai posseduto uno scooter di cilindrata superiore ai 50 cc, per cui le impressioni che riporterò di seguito non sono dettate da un confronto diretto con altri scooter, ma sono derivate esclusivamente da sensazioni personali.

La linea è soggettiva e può piacere oppure no. Nel mio caso è stata determinante per l’acquisto. Trovo che il Beverly abbia una linea splendida, moderna e allo stesso tempo strizza l’occhio al passato con il grande faro a forma di goccia e l’abbondanza di cromature. Sicuramente ha un aspetto più personale e non anonimo come i fratellini minori. Altro elemento fondamentale che mi ha spinto all’acquisto del Beverly è stato il prezzo, molto contenuto e inferiore di gran lunga a tutto il resto della concorrenza di pari cilindrata. Certamente un minor prezzo si traduce in una minore cura nell’assemblaggio dei materiali e della rifinitura degli stessi.

Ho acquistato lo scooter con inclusi il bauletto originale Piaggio in tinta con la carrozzeria e il parabrezza originale montato sul faro e non sullo scudo.
Il bauletto, per quanto esteticamente bello, è stato sostituito dopo appena due mesi, in quanto piccolo per le mie esigenze. Ho montato un Givi Maxia nero che esalta ancora di più il poderoso gruppo posteriore, rendendolo più massiccio di quanto già non sia. A parte qualche piccola oscillazione verticale sullo sconnesso, il Maxia non ha dato mai nessun problema, neanche alle alte velocità in autostrada.
Il parabrezza è perfetto per la mia statura (sono alto m 1.70). Si ferma circa 2 cm sopra la linea degli occhi e ripara completamente busto e testa. Basta far scivolareleggermente in avanti il bacino per essere completamente riparati dal vento, mentre quando piove basta allungare il collo per avere una visuale perfetta. Inoltre non dà nessun fastidio in autostrada. Fino a 150 km/h di tachimetro il parabrezza non fa oscillare lo sterzo e non influisce minimamente sulla guida. Nelle giornate di vento o quando si sorpassano dei camion la guida ne risente un pò, ma in maniera abbastanza contenuta. Peccato che non copra la zona delle mani, sarebbe perfetto per la stagione invernale.

Uso molto lo scooter in città per il tragitto casa lavoro e sicuramente le metropoli non sono il suo terreno ideale. Soffre molto nel traffico sia a causa della potenza del suo motore che per il ridotto angolo di sterzo. Certamente è più agevole dei vari Burgman o Silverwing, ma comunque il Beverly ha bisogno di spazio per dare il meglio di sé. Nel traffico si viaggia spesso con un filo di gas e questo porta il motore a girare sovente sotto coppia, non permettendo al poderoso “master” di trasmettere tutta la potenza di cui dispone. Il gruppo frizione/trasmissione è il più penalizzato in questo caso. Infatti il dover accelerare e decelerare comporta il continuo attacco e stacco della frizione sulla campana della trasmissione e alla lunga si produce il famoso “rumore” comune a tutti i motori “master” della Piaggio. Peccato per questo difetto così fastidioso che non si riesce a risolvere e che si presenta appena la frizione si riscalda un po’ e il motore va sotto sforzo. Alla Piaggio dicono che il problema non influenza minimamente la meccanica e consigliano una pulizia frequente del gruppo frizione, ovviamente a carico dell’acquirente finale. Non mi sembra una politica molto corretta, ma tant’è…
In autostrada e sulle statali il Beverly offre il meglio di sé. La seduta confortevole e naturale permette spostamenti anche lunghi e viaggiando a velocità codice la guida risulta essere piacevole e intuitiva. Rimane comunque a disposizione una bella riserva di potenza per eventuali sorpassi o allunghi fino ai 170 km/h.
Nei percorsi misti il Beverly si comporta egregiamente, passando da una piega all’altra con precisione e sicurezza. Richiede comunque una certa forza per l’inserimento in curva, probabilmente per il passo lungo e per via bel baricentro non proprio bassissimo. Una volta trovata la traiettoria ideale per affrontareuna curva, bisogna “buttare giù” il Beverly con forza lavorando con gambe e bacino, in quanto lo scooter tende a raddrizzarsi, comportamento ancora più accentuato se si entra con i freni tirati.
I consumi fino ai 110 km/h sono abbastanza ridotti e l’autonomia di viaggio si attesta intorno ai 210 km con un pieno di 13 l, mentre per le tirate autostradali a 140 km/h e oltre, si scende fino ai 160 km di autonomia. Naturalmente il discorso cambia per l’utilizzo in città, dove a causa delle continue ripartenze al semaforo e del traffico, l’autonomia risulta inferiore.
Sul pavé e sulle sconnessioni più accentuate le sospensioni lasciano a desiderare trasmettendo parecchie vibrazioni e colpi sia al guidatore che al passeggero, anche se regolate al minimo tramite il precarico dell’ammortizzatore posteriore. La sella invece risulta sempre comoda e confortevole, anche dopo parecchie ore passate in scooter. La posizione degli occupanti è naturale e non tende minimamente ad affaticare braccia e gambe. Solo alla lunga le notevoli vibrazioni del motore a velocità sostenuta e costante possono risultare fastidiose, ma a velocità intorno ai 100 km/h non si avverte nessun problema.

Le leve dei freni, nel mio caso, si trovano tra la prima e seconda falange dell’indice e del medio della mano sinistra, per cui non necessitano di alcuna regolazione, peraltro non possibile. La frenata è sempre pronta e decisa, ma bisogna applicare una certa forza per un rallentamento in spazi brevi. Personalmente apprezzo molto la frenata integrale che mi dà un senso di sicurezza in più.
I comandi si trovano tutti a portata di “dito” e sono facilmente azionabili. Manca il comando del hazard e personalmente avrei preferito che il passing fosse posizionato nella parte anteriore della manopola, come accade sulle moto. Trovo grave invece che la casa costruttrice non abbia pensato al freno a mano, che risulta utilissimo quando si deve parcheggiare in pendenza.

In conclusione, ritengo che il Beverly sia un ottimo scooter sia per potenza che per maneggevolezza. Si pone sul mercato come una valida alternativa per tutti coloro che non vogliono o non possono spendere cifre intorno agli 8000 Euro per l’acquisto di uno scooter (perché in fondo sempre di uno scooter si tratta e non di una moto), ottenendo con un rapporto qualità/prezzo ai vertici del mercato uno scooter divertente e, nel complesso, più che soddisfacente.

Testo: Enzo Gendusa
Foto: originali Piaggio

 


 

 

 

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