Possiedo un fantastico Piaggio Beverly
500, colore rosso cherry metallizzato e dopo 4 mesi di
utilizzo ho percorso circa 3500 km, sia in città
che fuori.
Premetto che non ho mai posseduto uno scooter di cilindrata
superiore ai 50 cc, per cui le impressioni che riporterò
di seguito non sono dettate da un confronto diretto con
altri scooter, ma sono derivate esclusivamente da sensazioni
personali.
La linea è soggettiva e può piacere oppure
no. Nel mio caso è stata determinante per l’acquisto.
Trovo che il Beverly abbia una linea splendida, moderna
e allo stesso tempo strizza l’occhio al passato
con il grande faro a forma di goccia e l’abbondanza
di cromature. Sicuramente ha un aspetto più personale
e non anonimo come i fratellini minori. Altro elemento
fondamentale che mi ha spinto all’acquisto del Beverly
è stato il prezzo, molto contenuto e inferiore
di gran lunga a tutto il resto della concorrenza di pari
cilindrata. Certamente un minor prezzo si traduce in una
minore cura nell’assemblaggio dei materiali e della
rifinitura degli stessi.
Ho acquistato lo scooter con inclusi il bauletto originale
Piaggio in tinta con la carrozzeria e il parabrezza originale
montato sul faro e non sullo scudo.
Il bauletto, per quanto esteticamente bello, è
stato sostituito dopo appena due mesi, in quanto piccolo
per le mie esigenze. Ho montato un Givi Maxia nero che
esalta ancora di più il poderoso gruppo posteriore,
rendendolo più massiccio di quanto già non
sia. A parte qualche piccola oscillazione verticale sullo
sconnesso, il Maxia non ha dato mai nessun problema, neanche
alle alte velocità in autostrada.
Il parabrezza è perfetto per la mia statura (sono
alto m 1.70). Si ferma circa 2 cm sopra la linea degli
occhi e ripara completamente busto e testa. Basta far
scivolareleggermente in avanti il bacino per essere completamente
riparati dal vento, mentre quando piove basta allungare
il collo per avere una visuale perfetta. Inoltre non dà
nessun fastidio in autostrada. Fino a 150 km/h di tachimetro
il parabrezza non fa oscillare lo sterzo e non influisce
minimamente sulla guida. Nelle giornate di vento o quando
si sorpassano dei camion la guida ne risente un pò,
ma in maniera abbastanza contenuta. Peccato che non copra
la zona delle mani, sarebbe perfetto per la stagione invernale.
Uso molto lo scooter in città per il tragitto
casa lavoro e sicuramente le metropoli non sono il suo
terreno ideale. Soffre molto nel traffico sia a causa
della potenza del suo motore che per il ridotto angolo
di sterzo. Certamente è più agevole dei
vari Burgman o Silverwing, ma comunque il Beverly ha bisogno
di spazio per dare il meglio di sé. Nel traffico
si viaggia spesso con un filo di gas e questo porta il
motore a girare sovente sotto coppia, non permettendo
al poderoso “master” di trasmettere tutta
la potenza di cui dispone. Il gruppo frizione/trasmissione
è il più penalizzato in questo caso. Infatti
il dover accelerare e decelerare comporta il continuo
attacco e stacco della frizione sulla campana della trasmissione
e alla lunga si produce il famoso “rumore”
comune a tutti i motori “master” della Piaggio.
Peccato per questo difetto così fastidioso che
non si riesce a risolvere e che si presenta appena la
frizione si riscalda un po’ e il motore va sotto
sforzo. Alla Piaggio dicono che il problema non influenza
minimamente la meccanica e consigliano una pulizia frequente
del gruppo frizione, ovviamente a carico dell’acquirente
finale. Non mi sembra una politica molto corretta, ma
tant’è…
In autostrada e sulle statali il Beverly offre il meglio
di sé. La seduta confortevole e naturale permette
spostamenti anche lunghi e viaggiando a velocità
codice la guida risulta essere piacevole e intuitiva.
Rimane comunque a disposizione una bella riserva di potenza
per eventuali sorpassi o allunghi fino ai 170 km/h.
Nei percorsi misti il Beverly si comporta egregiamente,
passando da una piega all’altra con precisione e
sicurezza. Richiede comunque una certa forza per l’inserimento
in curva, probabilmente per il passo lungo e per via bel
baricentro non proprio bassissimo. Una volta trovata la
traiettoria ideale per affrontareuna curva, bisogna “buttare
giù” il Beverly con forza lavorando con gambe
e bacino, in quanto lo scooter tende a raddrizzarsi, comportamento
ancora più accentuato se si entra con i freni tirati.
I consumi fino ai 110 km/h sono abbastanza ridotti e l’autonomia
di viaggio si attesta intorno ai 210 km con un pieno di
13 l, mentre per le tirate autostradali a 140 km/h e oltre,
si scende fino ai 160 km di autonomia. Naturalmente il
discorso cambia per l’utilizzo in città,
dove a causa delle continue ripartenze al semaforo e del
traffico, l’autonomia risulta inferiore.
Sul pavé e sulle sconnessioni più accentuate
le sospensioni lasciano a desiderare trasmettendo parecchie
vibrazioni e colpi sia al guidatore che al passeggero,
anche se regolate al minimo tramite il precarico dell’ammortizzatore
posteriore. La sella invece risulta sempre comoda e confortevole,
anche dopo parecchie ore passate in scooter. La posizione
degli occupanti è naturale e non tende minimamente
ad affaticare braccia e gambe. Solo alla lunga le notevoli
vibrazioni del motore a velocità sostenuta e costante
possono risultare fastidiose, ma a velocità intorno
ai 100 km/h non si avverte nessun problema.
Le leve dei freni, nel mio caso, si trovano tra la prima
e seconda falange dell’indice e del medio della
mano sinistra, per cui non necessitano di alcuna regolazione,
peraltro non possibile. La frenata è sempre pronta
e decisa, ma bisogna applicare una certa forza per un
rallentamento in spazi brevi. Personalmente apprezzo molto
la frenata integrale che mi dà un senso di sicurezza
in più.
I comandi si trovano tutti a portata di “dito”
e sono facilmente azionabili. Manca il comando del hazard
e personalmente avrei preferito che il passing fosse posizionato
nella parte anteriore della manopola, come accade sulle
moto. Trovo grave invece che la casa costruttrice non
abbia pensato al freno a mano, che risulta utilissimo
quando si deve parcheggiare in pendenza.
In conclusione, ritengo che il Beverly sia un ottimo
scooter sia per potenza che per maneggevolezza. Si pone
sul mercato come una valida alternativa per tutti coloro
che non vogliono o non possono spendere cifre intorno
agli 8000 Euro per l’acquisto di uno scooter (perché
in fondo sempre di uno scooter si tratta e non di una
moto), ottenendo con un rapporto qualità/prezzo
ai vertici del mercato uno scooter divertente e, nel complesso,
più che soddisfacente.
Testo: Enzo Gendusa
Foto: originali Piaggio
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