Uno scooter di 125 cc, con ruote da
12”, una linea filante ma priva di ardimenti stilistici
e un motore parco nei consumi.
Pensereste: un ottimo commuter cittadino, come ce ne sono
tanti.
E invece no: la differenza è tutta in una giornata
di pioggia intensa, quando il solito automobilista indisciplinato
vi taglia la strada senza rispettare il vostro sacrosanto
diritto all’incolumità. In questo frangente,
il comportamento più istintivo è quello
di premere energicamente le leve dei freni: con la maggior
parte degli scooter, soprattutto a ruote basse, questa
reazione provoca spesso il bloccaggio della ruota posteriore
e, nella peggiore delle ipotesi, anche di quella anteriore,
con conseguente scivolata.
Con il Peugeot Elystar tutto questo non accade, perché,
come le automobili più moderne, è dotato
di un efficacissimo impianto ABS.
No, non stiamo parlando di un inedito bicilindrico di
750 cc da 9500 euro e 300 Kg di peso, ma sempre dello
stesso 125 di cui sopra…
Ecco, questa caratteristica basterebbe da sola a giustificare
l’acquisto dell’ultimo modello della casa
francese.
Ma c’è dell’altro. Dite la verità:
ogni volta che, nello stesso vano sottosella destinato
ad accogliere il casco, riponete la catena che è
rimasta a contatto con il suolo e che magari è
divenuta bersaglio delle marcature di territorio dei cani,
provate un po’ di disagio.
L’Elystar risolve questo inconveniente, in quanto
è dotato di una comoda catena tubolare integrata
al telaio ed estraibile dalla parte posteriore dello scooter!
Per il resto, lo scooter francese non si discosta dalla
concorrenza diretta e presenta soluzioni tecnologiche
del tutto analoghe a quelle dei modelli più diffusi.
Da rilevare però che il motore rispetta già
le future prescrizioni antinquinamento Euro 2; è
parco nei consumi, anche
se un po’ fiacco in accelerazione;
ma, d’altronde gli è precluso l’ingresso
anche in tangenziale, unico spazio in cui si potrebbe
dar legittimamente fondo a tutte le sue prestazioni, che
in città sono più che soddisfacenti.
Il vano sottosella consente
lo stivaggio di un casco integrale e di altri oggetti;
in alternativa al casco vi si può riporre, con
qualche piccola torsione, una borsa ufficio morbida.
Difetti? La sella è piuttosto alta, mentre il parabrezza
è decisamente basso, con il risultato che il busto
rimane quasi completamente esposto all’offensiva
dell’aria: è consigliabile montarne uno maggiorato,
che però non arrivi fino all’altezza degli
occhi, al fine di non compromettere la visibilità.
A proposito di visibilità: gli specchietti solidali
alla carena mi sono sembrati efficaci, anche se un po’
sporgenti; ma comunque non compromettono l’eccezionale
agilità di questo scooter, che, per chi non ha
ambizioni turistiche, è certamente una delle scelte
più azzeccate, soprattutto per un neofita delle
due ruote.
Testo: Fabio Scotti
Foto: originali Peugeot
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