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Dopo tre case giapponesi, una tedesca all'ottanta percento
(Piaggio), la Malaguti si affianca all'Aprilia per portare
lo stile italiano nel settore maxi.
La migrazione dalle piccole cilindrate non deve essere
stata semplice, ma il prodotto è all'altezza della
concorrenza.
Ancora una volta si è dovuto andare a cercare il
motore in Giappone, in particolare l'azzeccato mono quattro
tempi Yamaha Majesty che equipaggia anche il Leonardo
Aprilia.
Speriamo che il motore 250/400 della Franco Morini che
si è visto al salone del ciclo e motociclo di Milano
diventi presto una realtà commerciale per vivacizzare
il mercato.
Le dimensioni sono abbondanti, alleggerite da una linea
sportiveggiante. Pilota e passeggero sono ben alloggiati
e quest'ultimo con le gambe più distese che su altri
concorrenti, la sella è forse meno sontuosa, ma fa
il suo dovere.
L'andamento del frontale è, a nostro avviso, un po'
troppo elaborato e la protezione offerta dal parabrezza
originale poteva essere migliore.
Gli specchietti sporgenti sono di ostacolo nella guida
urbana e non offrono una visuale adeguata.
Lo spazio per il bagaglio è garantito dal sottosella,
dallo scomparto nello scudo che offre una comoda presa
a 12 volt tipo accendino, oltre ad un pozzetto nel tunnel
centrale e ad una scomparto per i biglietti autostradali
nel cruscotto di tipo automobilistico.
Veniamo alle doti dinamiche, queste sono in linea con
il suo sicuro ispiratore, il Majesty, anche se le ruote
da 13" offrono qualcosa in più, almeno sulla carta.
Teniamo presente che lo Yamaha è, secondo noi, il
più equilibrato ciclisticamente e non è certo
facile fare meglio.
La frenata di tipo integrale è a metà strada
tra l'ottimo Foresight e il migliorabile Burgman.
Concludendo, pur non avvantaggiandosi per una spiccata
personalità, è già all'altezza della concorrenza
in campo da anni, e quindi Malaguti non potrà che
migliorarsi.
Forse con un motore italiano ed uno stile più sobrio
(il tunnel in plastica simil-alluminio e l'inserto simil-carbonio
al cruscotto sono bruttini), i numeri del mercato daranno
ragione all'intraprendente costruttore Bolognese.
Prezzo intorno ai dieci milioni, qualcosa meno della concorrenza
giapponese.
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