| Il
modello che abbiamo 'strapazzato' è stato
quello motorizzato 152cc e quindi utilizzabile anche
in autostrada per i soli possessori di patente A
POSIZIONE
IN SELLA
Come già accennato, la sella è abbastanza
alta da terra, questo consente di distendere sufficientemente
le gambe nonostante l'estrema compattezza del veicolo.
Va detto che lo spazio per i piedi è piuttosto
ridotto, a causa del tunnel e della pedana piuttosto
rastremata, in compenso le ginocchia hanno spazio
sufficiente e non si cozza con lo scudo o col manubrio
nemmeno facendo inversione.
Posizione di guida con busto dritto e gambe ad angolo
retto, corretta per un uso dinamico del veicolo.
Sella essenziale, con leggero dislivello per la
porzione, ridotta, dedicata al passeggero, che deve
stare molto attaccato al conducente.
Cavalletto che permette di issare l'F18 senza sforzo.
Da segnalare la presenza della pedivella di avviamento,
un elemento pressoché sparito dalla produzione
mondiale. L'utilità è evidente, visto
che con il cambio automatico non è possibile
avviare il veicolo a spinta, in caso di batteria
scarica. Peccato che i tentativi di avviamento a
pedale non sempre risvegliano il motore, e spesso
solo se è già in temperatura.
CITTÀ
Luogo d'elezione per l'F18 è stato teatro
della maggior parte dei chilometri percorsi, proprio
nell'utilizzo casa-lavoro nelle ore di punta, oltre
che per le esigenze di test vero e proprio.
Le dimensioni parlano da sole, l'agilità
è confermata a livello di un cinquantino
e quindi lo slalom fra le auto e la conquista delle
'prime posizioni' ai semafori sono il suo pane;
però alla fine l'utilizzo è stato
piuttosto stancante, perché? Innanzitutto
per le vibrazioni presenti un po' a tutti i regimi,
su sella, manopole e pedana, poi per le sospensioni
tarate sul rigido, che offrono anche scarse doti
di scorrimento e che non riescono a filtrare le
frequenti buche ed il micidiale pavé urbano,
infine per il fatto che lo starter automatico si
inserisce dopo ogni sosta, anche a motore caldo,
facendoci percorrere i primi chilometri con il motore
che sussulta e vibra, oltre a consumare, più
del dovuto.
Le prestazioni garantite del propulsore permettono
accelerazioni solo discrete, se la cava meglio in
ripresa, anche dalle basse velocità, grazie
alla coppia massima posta ad un basso regime di
giri ed alla trasmissione regolare; peccato che
permanga una certa ruvidità di funzionamento.
Il passeggero ha una porzione di sella ridotta all'osso
e risente delle vibrazioni e degli scossoni trasmessi
dalla sospensione posteriore ad ogni buca.
STRADE
EXTRAURBANE
Data la buona rigidità del gruppo telaio-sospensioni
abbiamo cercato il giusto habitat per mettere alla
prova le sue qualità e l'abbiamo trovato
facendo il sopralluogo per la gita
in Val Vestino del CyberScooter
Club: un percorso che alterna tornanti a
curve ampie e strette, salite, discese e fondi dei
più disparati, un valido 'strumento' per
valutare qualunque mezzo.
In effetti la guida è redditizia, gli inserimenti
in curva repentini e i cambi di direzione velocissimi,
tanto che si desiderebbe qualcosa di più
dalle prestazioni del motore. Tutto ciò a
patto che il fondo stradale sia un biliardo, perché
sullo sconnesso l'F18 salta l'ostacolo e le buche
alla lunga si ripercuotono sulla schiena del pilota,
che già subisce i massaggi 'vibratori' del
propulsore.
I freni hanno un comportamento poco omogeneo, con
l'anteriore molto modulabile che però fatica
a chiudere la frenata e il posteriore più
potente che giunge presto al bloccaggio.
Data la lunghezza del percorso di circa 300 chilometri,
abbiamo preferito non creare dissapori con il passeggero...
AUTOSTRADA
Non è sicuramente l'ambiente più adatto,
ma abbiamo fatto comunque una tirata da casello
a casello per verificare il comportamento.
Molto buona la direzionalità e l'insensibilità
alle scie degli altri veicoli, assente ogni accenno
di serpeggio e sicuro il controllo del veicolo anche
alla massima velocità.
La velocità massima
è stata intorno ai 110 km/h, nascosti dietro
al minuscolo cupolino, ma in posizione eretta, in
molti tratti la stessa è scesa anche a 95-100.
La velocità di crociera si potrebbe quindi
attestare di poco sotto i 100km/h, facendo però
i conti con la totale esposizione all'aria e alle
vibrazioni. Il consumo, spremendo al massimo il
propulsore, scende, anche se di poco, sotto i 20
km/litro.
Viaggiando alla massima velocità, anche I
freni sono un po' al loro limite fisiologico, ma
non si può dire che in autostrada si usino
molto, se non in caso d'emergenza!
AL LIMITE
Abbiamo riposto buone speranze in questa prova e
in effetti la sincerità del telaio e la rigidità
complessiva dell'F18 ne fanno un brutto concorrente
nei percorsi piuttosto tortuosi, a patto però
di lasciare a casa il cavalletto! Si perché
questo sporge in modo eccessivo, e nelle curve a
sinistra risulta praticamente impossibile non farlo
strisciare rumorosamente sull'asfalto. La cosa limita
di fatto la guida al limite, imponendo un ingresso
prudenziale nelle curve a sinistra per non rischiare
che il contatto del cavalletto con l'asfalto (in
caso si voglia insistere), provochi perdite di aderenza
della ruota posteriore... Potrete certo rifarvi
nelle curve a destra, dove non siamo 'riusciti'
a toccare alcunché, ma capirete che il ritmo
complessivo ne soffra parecchio.
Il propulsore non è proprio un fulmine ma
tenendolo a regime e con una guida fluida ci si
muove spediti.
I freni spremuti al massimo mancano di mordente
all'anteriore, mentre, se vi piace una guida stile
supermotard, il posteriore vi aiuterà con
lunghe strisciate da gestire a piacimento.
Le gomme Maxxis vanno riscaldate un po', poi risultano
prevedibili, ma non offrono il grip necessario ad
una guida al limite.
PROTEZIONE
Data la destinazione del veicolo, non se ne può
parlare in senso stretto. L'assenza del parabrezza
e la forma sagomata dello scudo puntano decisamente
sull'immagine sportiva. Malaguti ha in catalogo
un parabrezza opzionale, ma a nostro avviso snatura
parecchio l'immagine dello scooter, così
come il montaggio di un bauletto posteriore.
Quindi consigliamo il tipico abbigliamento protettivo
da motociclista e via, ne guadagnerà anche
il look complessivo.
CONSUMI
E COSTI
Non l'abbiamo proprio risparmiato 'il guerriero'
e alla fine i consumi medi sono stati intorno ai
23 km/litro, con picchi di 19 km/litro a manetta
in autostrada, e di 26 km/litro nei pochi momenti
ad andatura più turistica. Da notare che
l'indicatore del carburante è piuttosto pessimista
e il led della riserva comincia a lampeggiare quando
si ha ancora a disposizione quasi metà serbatoio.
Per quanto riguarda la manutenzione, il libretto
di uso e manutenzione invita, dopo il primo controllo
a 500 km, a far controllare l'olio ogni 1.000 chilometri
e a sostituirlo ogni 2.000. Sempre ogni 2000 km
vanno controllati i freni, mentre ogni 3000, 7000
e 10000 km sono necessari interventi di controllo
più completi. Una frequenza alternata che,
apparentemente, richiede interventi ogni 1000-2000
chilometri, troppi per chi ne fa un utilizzo quotidiano.
Interessanti invece i prezzi medi di ricambi ed
accessori.
CONCLUSIONI
DINAMICHE
i risultati sono discordanti: ad una ciclistica
rigorosa che permette un buon controllo in velocità
e un'agile danza tra una curva e l'altra, fanno
contrasto un cavalletto che limita le possibilità
di piega e sospensioni ideali per la pista, ma troppo
rigide per le strade di tutti i giorni.
Il motore ha prestazioni nella media, ma produce
vibrazioni piuttosto fastidiose. Anche i freni abbisognerebbero
di maggiore potenza all'anteriore e meno al posteriore.
CONCLUSIONI
FINALI
All'esame statico esprime grinta e sportività
da tutti i pori, ma poi su strada mantiene le promesse
solo parzialmente: per via di una ciclistica che
fatica a convivere con le tormentate strada di tutti
i giorni, di un motore sicuramente affidabile ma
non certo sportivo oltre che soggetto ad evidenti
vibrazioni ed anche a causa di freni poco accordati
fra di loro.
Non potendo esprimere
al meglio le sue caratteristiche sportive, rimane
comunque un mezzo elegante ma poco adatto ad un
uso quotidiano di tipo utilitario. Insomma Malaguti
ci perdonerà (speriamo), ma il giudizio non
può essere quello, più che positivo,
già espresso su altri modelli.
Sono probabilmente necessari alcuni interventi,
al fine di rendere la prossima versione più
appetibile, all'interno dell'affollato mercato dei
125/150cc.
Un'ultima considerazione sul prezzo che, competitivo
al momento del lancio, risente delle quotazioni
spregiudicate di alcuni modelli concorrenti, e infatti
le promozioni attualmente in atto lo ricollocano
a livello della concorrenza più accreditata.
Testo e foto: Fabrizio,
Monica
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