>> MALAGUTI



In piega, ingresso...

 


Al limite...

 

PREGI
Stabilità: elevata
Guida: agile e maneggevole
Dimensioni: compatte
Immagine: sportiva

 

 


In frenata a ruota bloccata

 · Malaguti F18 WARRIOR 150
10/06/02
TEST SU STRADA
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>>> Vedi anche: Descrizione

Il modello che abbiamo 'strapazzato' è stato quello motorizzato 152cc e quindi utilizzabile anche in autostrada per i soli possessori di patente A

POSIZIONE IN SELLA
Come già accennato, la sella è abbastanza alta da terra, questo consente di distendere sufficientemente le gambe nonostante l'estrema compattezza del veicolo. Va detto che lo spazio per i piedi è piuttosto ridotto, a causa del tunnel e della pedana piuttosto rastremata, in compenso le ginocchia hanno spazio sufficiente e non si cozza con lo scudo o col manubrio nemmeno facendo inversione.
Posizione di guida con busto dritto e gambe ad angolo retto, corretta per un uso dinamico del veicolo. Sella essenziale, con leggero dislivello per la porzione, ridotta, dedicata al passeggero, che deve stare molto attaccato al conducente.
Cavalletto che permette di issare l'F18 senza sforzo.
Da segnalare la presenza della pedivella di avviamento, un elemento pressoché sparito dalla produzione mondiale. L'utilità è evidente, visto che con il cambio automatico non è possibile avviare il veicolo a spinta, in caso di batteria scarica. Peccato che i tentativi di avviamento a pedale non sempre risvegliano il motore, e spesso solo se è già in temperatura.

CITTÀ
Luogo d'elezione per l'F18 è stato teatro della maggior parte dei chilometri percorsi, proprio nell'utilizzo casa-lavoro nelle ore di punta, oltre che per le esigenze di test vero e proprio.
Le dimensioni parlano da sole, l'agilità è confermata a livello di un cinquantino e quindi lo slalom fra le auto e la conquista delle 'prime posizioni' ai semafori sono il suo pane; però alla fine l'utilizzo è stato piuttosto stancante, perché? Innanzitutto per le vibrazioni presenti un po' a tutti i regimi, su sella, manopole e pedana, poi per le sospensioni tarate sul rigido, che offrono anche scarse doti di scorrimento e che non riescono a filtrare le frequenti buche ed il micidiale pavé urbano, infine per il fatto che lo starter automatico si inserisce dopo ogni sosta, anche a motore caldo, facendoci percorrere i primi chilometri con il motore che sussulta e vibra, oltre a consumare, più del dovuto.
Le prestazioni garantite del propulsore permettono accelerazioni solo discrete, se la cava meglio in ripresa, anche dalle basse velocità, grazie alla coppia massima posta ad un basso regime di giri ed alla trasmissione regolare; peccato che permanga una certa ruvidità di funzionamento.
Il passeggero ha una porzione di sella ridotta all'osso e risente delle vibrazioni e degli scossoni trasmessi dalla sospensione posteriore ad ogni buca.

STRADE EXTRAURBANE
Data la buona rigidità del gruppo telaio-sospensioni abbiamo cercato il giusto habitat per mettere alla prova le sue qualità e l'abbiamo trovato facendo il sopralluogo per la gita in Val Vestino del CyberScooter Club: un percorso che alterna tornanti a curve ampie e strette, salite, discese e fondi dei più disparati, un valido 'strumento' per valutare qualunque mezzo.
In effetti la guida è redditizia, gli inserimenti in curva repentini e i cambi di direzione velocissimi, tanto che si desiderebbe qualcosa di più dalle prestazioni del motore. Tutto ciò a patto che il fondo stradale sia un biliardo, perché sullo sconnesso l'F18 salta l'ostacolo e le buche alla lunga si ripercuotono sulla schiena del pilota, che già subisce i massaggi 'vibratori' del propulsore.
I freni hanno un comportamento poco omogeneo, con l'anteriore molto modulabile che però fatica a chiudere la frenata e il posteriore più potente che giunge presto al bloccaggio.
Data la lunghezza del percorso di circa 300 chilometri, abbiamo preferito non creare dissapori con il passeggero...

AUTOSTRADA
Non è sicuramente l'ambiente più adatto, ma abbiamo fatto comunque una tirata da casello a casello per verificare il comportamento.
Molto buona la direzionalità e l'insensibilità alle scie degli altri veicoli, assente ogni accenno di serpeggio e sicuro il controllo del veicolo anche alla massima velocità.
La velocità massima è stata intorno ai 110 km/h, nascosti dietro al minuscolo cupolino, ma in posizione eretta, in molti tratti la stessa è scesa anche a 95-100. La velocità di crociera si potrebbe quindi attestare di poco sotto i 100km/h, facendo però i conti con la totale esposizione all'aria e alle vibrazioni. Il consumo, spremendo al massimo il propulsore, scende, anche se di poco, sotto i 20 km/litro.
Viaggiando alla massima velocità, anche I freni sono un po' al loro limite fisiologico, ma non si può dire che in autostrada si usino molto, se non in caso d'emergenza!

AL LIMITE
Abbiamo riposto buone speranze in questa prova e in effetti la sincerità del telaio e la rigidità complessiva dell'F18 ne fanno un brutto concorrente nei percorsi piuttosto tortuosi, a patto però di lasciare a casa il cavalletto! Si perché questo sporge in modo eccessivo, e nelle curve a sinistra risulta praticamente impossibile non farlo strisciare rumorosamente sull'asfalto. La cosa limita di fatto la guida al limite, imponendo un ingresso prudenziale nelle curve a sinistra per non rischiare che il contatto del cavalletto con l'asfalto (in caso si voglia insistere), provochi perdite di aderenza della ruota posteriore... Potrete certo rifarvi nelle curve a destra, dove non siamo 'riusciti' a toccare alcunché, ma capirete che il ritmo complessivo ne soffra parecchio.
Il propulsore non è proprio un fulmine ma tenendolo a regime e con una guida fluida ci si muove spediti.
I freni spremuti al massimo mancano di mordente all'anteriore, mentre, se vi piace una guida stile supermotard, il posteriore vi aiuterà con lunghe strisciate da gestire a piacimento.
Le gomme Maxxis vanno riscaldate un po', poi risultano prevedibili, ma non offrono il grip necessario ad una guida al limite.

PROTEZIONE
Data la destinazione del veicolo, non se ne può parlare in senso stretto. L'assenza del parabrezza e la forma sagomata dello scudo puntano decisamente sull'immagine sportiva. Malaguti ha in catalogo un parabrezza opzionale, ma a nostro avviso snatura parecchio l'immagine dello scooter, così come il montaggio di un bauletto posteriore.
Quindi consigliamo il tipico abbigliamento protettivo da motociclista e via, ne guadagnerà anche il look complessivo.

CONSUMI E COSTI
Non l'abbiamo proprio risparmiato 'il guerriero' e alla fine i consumi medi sono stati intorno ai 23 km/litro, con picchi di 19 km/litro a manetta in autostrada, e di 26 km/litro nei pochi momenti ad andatura più turistica. Da notare che l'indicatore del carburante è piuttosto pessimista e il led della riserva comincia a lampeggiare quando si ha ancora a disposizione quasi metà serbatoio.
Per quanto riguarda la manutenzione, il libretto di uso e manutenzione invita, dopo il primo controllo a 500 km, a far controllare l'olio ogni 1.000 chilometri e a sostituirlo ogni 2.000. Sempre ogni 2000 km vanno controllati i freni, mentre ogni 3000, 7000 e 10000 km sono necessari interventi di controllo più completi. Una frequenza alternata che, apparentemente, richiede interventi ogni 1000-2000 chilometri, troppi per chi ne fa un utilizzo quotidiano. Interessanti invece i prezzi medi di ricambi ed accessori.

CONCLUSIONI DINAMICHE
i risultati sono discordanti: ad una ciclistica rigorosa che permette un buon controllo in velocità e un'agile danza tra una curva e l'altra, fanno contrasto un cavalletto che limita le possibilità di piega e sospensioni ideali per la pista, ma troppo rigide per le strade di tutti i giorni.
Il motore ha prestazioni nella media, ma produce vibrazioni piuttosto fastidiose. Anche i freni abbisognerebbero di maggiore potenza all'anteriore e meno al posteriore.

CONCLUSIONI FINALI
All'esame statico esprime grinta e sportività da tutti i pori, ma poi su strada mantiene le promesse solo parzialmente: per via di una ciclistica che fatica a convivere con le tormentate strada di tutti i giorni, di un motore sicuramente affidabile ma non certo sportivo oltre che soggetto ad evidenti vibrazioni ed anche a causa di freni poco accordati fra di loro.
Non potendo esprimere al meglio le sue caratteristiche sportive, rimane comunque un mezzo elegante ma poco adatto ad un uso quotidiano di tipo utilitario. Insomma Malaguti ci perdonerà (speriamo), ma il giudizio non può essere quello, più che positivo, già espresso su altri modelli.
Sono probabilmente necessari alcuni interventi, al fine di rendere la prossima versione più appetibile, all'interno dell'affollato mercato dei 125/150cc.
Un'ultima considerazione sul prezzo che, competitivo al momento del lancio, risente delle quotazioni spregiudicate di alcuni modelli concorrenti, e infatti le promozioni attualmente in atto lo ricollocano a livello della concorrenza più accreditata.

Testo e foto: Fabrizio, Monica

 

<<< DESCRIZIONE
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...e uscita

 


...del cavalletto

 

DIFETTI
Sospensioni: rigide
Freni: disomogenei
Prestazioni: poco sportive
Vibrazioni: presenti
Finiture: migliorabili
Cavalletto: sporgente

 


Se si striscia troppo...

 


Eccoci ai Piani di Rest

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