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ABBIGLIAMENTO
Casco: Caberg '104 Solo'
Giacca:
Spidi 'Warm Up'
Guanti: M-Tech 'M-Touring'
Pantaloni: Spidi 'Tomcat'
Stivali: XPD 'X-Combat'

 

 

 · KYMCO XCITING 500
21/03/05
ANTEPRIMA SU STRADA
pag. 1/1

Con il proliferare di scooter sempre più sofisticati, con cilindrate e soluzioni tecnologiche che poco hanno da invidiare alle motociclette più moderne, sembra uno scherzo realizzarne uno monocilindrico da 500cc con soluzioni tutto sommato tradizionali, eppure, a parte Piaggio, Honda Suzuki e Yamaha, è Kymco l'unica altra azienda ad aver progettato e realizzato, motore compreso, uno scooter di questa cilindrata.
Si tratta quindi di un risultato di un certo prestigio, a dimostrazione di un potenziale tecnologico a livello di Aziende più blasonate. Kwang Yang Motor Company nasce nel 1963, attualmente occupa 3500 dipendenti in 8 stabilimenti nel Sud Est Asiatico e nel corso del 2004 ha venduto 435.000 veicoli in 64 paesi, di cui 135.000 in Europa e ben 30.000 in Italia, dove è rappresentata da Padana Ricambi e da circa 500 punti vendita.
Proprio per segnalare e promuovere Xciting 500, già in distribuzione presso la rete di vendita dagli inizi di marzo, è stata organizzata questa presentazione stampa nei dintorni del lago di Garda, dove se ne è potuto 'assaggiare' il comportamento dinamico.
Uno scooter che conferma un rapporto prezzo-dotazioni più che competitivo, come da tradizione Kymco, unito a soluzioni interessanti anche a livello tecnologico. Del resto il progetto parte diversi anni fa e ne potete seguire le tracce attraverso gli Speciali dai vari Saloni dove le versioni si sono via via affinate fino al prodotto finale. Partiamo dal Cruiser 400 del 2000, passiamo all'Xciting 250 del 2001 per arrivare alla versione 500 del 2003, affinata e riproposta come definitiva all'ultimo Intermot.

LINEA
Inutile 'girarci attorno', la linea richiama quella di Yamaha Tmax 500, soprattutto nella vista laterale, dove l'andamento dello scudo, della sella e della coda lo ricordano in modo evidente. Più originale la vista anteriore con il faro slanciato e i due specchi retrovisori bassi, in puro stile Grand Dink. La vista posteriore è invece caratterizzata dal moderno gruppo ottico a led e dalla sporgenza inusitata del gruppo trasmissione.
L'impressione complessiva è sicuramente positiva, da sport-touring, e di taglio più 'europeo' rispetto al Dink e derivati, ma uno stile più personale avrebbe donato maggiore autorevolezza ad un prodotto senza timori reverenziali nei confronti della concorrenza.
Tutto appare ben curato con l'utilizzo di plastiche di qualità, ben assemblate e con quasi nessuna vite a vista.
Quattro le colorazioni disponibili, tutte metallizzate: arancio Mantova, argento Metal, blu Benaco e nero Smoke.

DOTAZIONE
Qui c'è davvero da sbizzarrirsi, o da perdersi, vista la vastità di quanto offerto.
Partiamo dal parabrezza che è regolabile su due posizioni, va però smontato e rimontato utilizzando le chiavi in dotazione.
La strumentazione, raggruppata sotto una palpebra protettiva, consta di tre elementi circolari analogici, una serie di spie e un display digitale centrale. Offre il contagiri, il tachimetro, il livello carburante e temperatura del liquido refrigerante, il contachilometri totale e parziale, l'orologio e le spie relative a: pressione olio, ricarica batteria, indicatori di direzione, riserva carburante, vano sottosella, cavalletto laterale, luci abbaglianti, ricarica cellulare, cambio olio e freno di stazionamento. Volendo fare i pignoli manca un computerino di bordo, che poi per esperienza si usa ben poco, in compenso la strumentazione è intuitiva con il solo limite di alcune spie poco visibili in pieno sole.
Il blocchetto d'accensione è protetto da uno sportellino 'antiscasso' e comanda anche il bloccasterzo, l'apertura della sella e del serbatoio carburante, posto comodamente sul lato destro del retroscudo.
Poco sotto troviamo la leva dell'utile freno di stazionamento che agisce sul disco posteriore.
I comandi al manubrio sono di agevole funzionamento e comprendono il 'passing' (lampeggio diurno) e l'hazard (funzionamento contemporaneo delle quattro 'frecce'), da notare che le leve freno sono regolabili su quattro posizioni per adattarsi alle mani di chi guida.
Numerosi i vani bagaglio: se ne trova uno nel lato sinistro del retroscudo con serratura, un secondo in punta di sella con apertura a scatto, piuttosto dura, e infine il sottosella, che non entusiasma paragonato alle dimensioni complessive del veicolo, arrivando a contenere un solo casco integrale e poche altre cose, ma non una valigia 24ore. La scelta è motivata dal non aver voluto eccedere con le dimensioni della coda evitando anche al passeggero un eccessivo sbalzo rispetto al pilota, scelte che condividiamo, ma certo ci si sarebbe aspettato qualcosa di più. C'è da dire che è illuminato, ma non dal fondo sella e ospita, oltre alla presa 12volt, un vero e proprio alloggiamento per il cellulare, al sicuro da pericolosi sbattimenti durante la ricarica. Ai lati del vano bagaglio ci sono anche due comodi ganci a cui assicurare i caschi durante le soste a baule pieno, soluzione inspiegabilmente poco diffusa.
Sul fondo della sella si nota il comando a slitta per regolare velocemente lo schienale del pilota.
Lo spazio bagagli si conclude con il portapacchi posteriore, che ingloba le maniglie per il passeggero, dalla portata prudenziale di 5kg.
Sempre al passeggero sono dedicate le pedane estraibili, ben fatte, ma forse un po' elevate e una porzione di sella ampia ma piuttosto rigida.
In conclusione i due cavalletti, entrambi solidi e affidabili anche se il centrale richiede un certo sforzo, in linea col peso dello scooter.

CICLISTICA
La soluzione telaistica è classica da scooter, utilizza cioè il motore in funzione oscillante, solidale alla ruota posteriore, ma è nobilitato dalla forcella anteriore a doppia piastra, come nelle moto e negli scooter più evoluti.
Il telaio è un doppia culla in tubi di notevole spessore, con ampi rinforzi nelle zone più sollecitate per offrire la necessaria rigidità.
La forcella ha steli da 40mm e un'escursione di 110mm, mentre i due ammortizzatori, regolabili su 4 posizioni, arrivano a 100mm.
I cerchi a cinque razze hanno diametri differenziati: 15 pollici davanti e 14 dietro, montano pneumatici Maxxis senza camera d'aria da 120/70 e 150/70. Su di loro lavora un impianto frenante di tipo integrale, con valvola ripartitrice, attraverso due dischi anteriori da 260mm ed uno posteriore da 240mm con pinze Kymco e tubazioni in treccia metallica.
L'insieme appare molto solido e porta il peso in ordine di marcia a 230kg.
Le misure caratteristiche vedono 2255mm di lunghezza, 810 in larghezza e 1450 in altezza con un interasse di 1590mm, tutte superiori a quelle del 'modello' Tmax di cui dovrebbe invece condividere l'altezza sella, peraltro non dichiarata.
Il serbatoio per la benzina contiene 12,8litri, ma il consumo non è dichiarato.

PROPULSORE
Finalmente arriva un competitor di pari cilindrata per il diffuso Master 500 di Piaggio. Si tratta di un monocilindrico orizzontale interamente progettato e realizzata da Kymco con alesaggio e corsa di 92x75mm che portano alla cilindrata 'piena' di 498cc. È dotato di distribuzione a doppio albero a camme con testa a quattro valvole e un rapporto di compressione di 10,5:1. L'alimentazione utilizza un carburatore Keihin da 35mm e non l'impianto ad iniezione di cui si era parlato inizialmente, non per problemi tecnici, ma per facilitare il compito alla rete di assistenza, che può operare senza la costosa attrezzatura dedicata. Una soluzione che farà piacere anche agli amanti del 'fai da te'.
Il raffreddamento è ovviamente a liquido con il radiatore posizionato a ridosso della ruota anteriore e, per garantire un'affidabilità assoluta anche in piena estate, è stato utilizzato un piccolo radiatore specifico per il raffreddamento dell'olio motore, che entra in funzione al superamento di una data temperatura.
Grazie al sistema d'immissione d'aria secondaria e alla marmitta con catalizzatore, rispetta le norme antinquinamento Euro 2.
La potenza erogata all'albero è di 27,5kW a 7.500 giri/min con una coppia massima di 37,1Nm a 5.000giri. Valori simili o leggermente inferiori a quelli dichiarati dal Piaggio, a seconda degli allestimenti. D'altra parte Kymco ha sempre anteposto l'affidabilità alle prestazioni e il sovradimensionamento del gruppo trasmissione sembra dare rassicurazioni in tal senso, proprio sull'organo più stressato di uno scooter. Certo che la sporgenza del carter trasmissione è notevole e la colorazione 'champagne', pur ingentilendolo, non può nulla per attenuarla.
Piuttosto curata l'accessibilità meccanica con numerosi sportelli per le manutenzioni più frequenti, un esempio è il filtro dell'aria, occultato nel fianco sinistro della coda e accessibile dal baule, così come il carburatore.
Gli interventi di manutenzione, dopo il canonico a 1000km, sono previsti a 6.000 e a 12.000km, come il Piaggio.

PROVA SU STRADA
La linea lo snellisce, ma peso e dimensioni sono importanti e richiedono un certo rispetto, soprattutto per chi proviene da cilindrate inferiori.
La sella, piuttosto alta da terra e dai fianchi larghi, richiede almeno un metro e settanta per toccare con sicurezza e in questo aiutano le svasature della pedana. Una volta seduti, torna alla mente il bicilindrico Yamaha, visto che la posizione di guida, leggermente protesa verso il manubrio, in questo caso appena più largo, la ricorda molto. Una situazione di compromesso fra comfort e controllo del veicolo, anche se l'imbottitura della sella avrebbe potuto essere più morbida. Il poggiaschiena è facilmente regolabile, ma comunque arretrato, almeno per i miei gusti.
Regolate le leve freno, e inserita la chiave dò vita a questo inedito 498cc: il rombo è pieno e piacevole, non troppo soffocato dal silenziatore, mentre la rumorosità meccanica è estremamente contenuta, così come le vibrazioni, direi meglio del Piaggio.
Partendo si nota una trasmissione molto regolare, e una corsa dell'acceleratore forse eccessiva, abbinate, offrono un controllo millimetrico dell'erogazione a tutto vantaggio delle situazioni di traffico cittadino, meno nelle rapide accelerate in uscita di curva.
Prima di addentrarmi nei dettagli prestazionali devo segnalare che i modelli a disposizione erano ancora in rodaggio e quindi con qualche margine di miglioramento.
Accelerazione e ripresa sembrano di poco inferiori al Piaggio, ma anche più regolari, si riconosce quindi un orientamento più touring che sport, in linea con le aspettative dell'utenza a cui si rivolge.
A dispetto della mole la maneggevolezza è buona e anche le inversioni di marcia richiedono uno spazio contenuto, merito dell'ampio raggio di sterzo, che richiede braccia lunghe per essere sfruttato a fondo.
Bene anche le sospensioni che assorbono le piccole asperità senza trasmettere contraccolpi al manubrio e mantengono efficacia anche su quelle più pronunciate, pur non risultando eccessivamente morbide.
La guida è sufficientemente intuitiva ad andatura turistica, ma se si forza il ritmo l'avantreno tende un po' ad allargare, caratteristica che ritrovavamo anche nel Tmax 2001, in questo caso leggermente più accentuata. Non è quindi un fulmine nel passare da una curva all'altra in rapida successione e va calcolato per evitare di trovarsi 'lunghi' a metà curva.
Difficile dare giudizi sull'efficacia dei pneumatici, anch'essi una novità di Maxxis, per via dell'asfalto estremamente scivoloso, del percorso scelto per la presentazione.
Proprio l'asfalto inaffidabile ha limitato gli 'appoggi' in curva di cavalletto, marmitta e probabilmente anche carter motore, di certo più frequenti in situazioni di maggior grip. Anche in questo caso si evidenzia la natura paciosa di Xciting 500 più orientato al turismo, anche in due, che a lanciarsi in spericolate evoluzioni.
La frenata è di tipo integrale, quindi si usa prevalentemente la leva sinistra che comanda il disco posteriore e uno anteriore, la destra entra in gioco sul secondo disco anteriore, in caso sia richiesta maggiore potenza. Nel corso del test però mi sono trovato ad agire contemporaneamente su entrambe le leve e anche così facendo il mordente si è rivelato modesto, nonostante la forza esercitata. Va bene che negli scooter la frenata deve essere progressiva e scongiurare il più possibile il bloccaggio delle ruote nei 'panic stop', ma in questo caso sarebbe auspicabile una maggiore potenza del doppio disco anteriore. Forse le pastiglie necessitavano di un maggiore assestamento, come argomentato dai tecnici di Padana Ricambi, e quindi aspettiamo un'altra occasione per un giudizio più circostanziato.
La protezione è assicurata dall'ampio scudo e dal parabrezza regolabile che lascia scoperte solo le braccia, mentre le mani sono parzialmente protette dagli specchi retrovisori. Proprio questi ultimi si sono rivelati piuttosto inefficaci inquadrando alla perfezione le mani di chi guida, molto meno quello che si vorrebbe vedere. La scelta del loro posizionamento è stata dettata da considerazioni prevalentemente estetiche e in Kymco stanno già lavorando ad una soluzione più efficace, opzionale, che arriverà fra qualche mese.
Fin qui quanto emerso su strade tortuose e con poco grip, senza mai superare i 100km/h, visto che il percorso non prevedeva tratti veloci. Non posso quindi esprimermi proprio nelle situazioni in cui Xciting era più atteso: prestazioni, comfort e guidabilità alle velocità più elevate. Spero quindi che Padana Ricambi ci offra un'altra occasione per effettuare un test completo, sia in città che sul veloce e magari in viaggio col passeggero.

CONTESTO
Affollato: il settore dei monocilindrici da 400 a 500cc si arricchisce sempre più di agguerriti competitor ed Xciting sembra 'attrezzato' per ben figurare.
Dovrà vedersela con: Aprila Atlantic 500 Sprint, poco più costoso, ma con una guida più dinamica e performante, Scarabeo 500, ancora più costoso, ma inconfondibile e con ABS di serie; anche Malaguti SpiderMax è più costoso, ma vanta ruote da 16, telaio in alluminio e sottosella doppio; più urbano leggero e scattante Piaggio X9, meno protettivo, ma ancora più leggero e scattante il Piaggio Beverly, sempre 500.
La meno affollata classe dei 400cc vede l'accoppiata giapponese Suzuki Burgman e Yamaha Majesty: entrambi più costosi e meno prestanti, ma anche più 'famosi', leggeri, compatti e con sottosella da riferimento. Improponibile per prezzo, guida e prestazioni il confronto con lo Yamaha Tmax 500.

CONCLUSIONI
Trattasi di un'opera prima e in quanto tale va considerato con maggiore indulgenza, ma Xciting non ne richiede poi molta, soprattutto considerando la quotazione imbattibile a cui viene offerto: 4995 euro franco Concessionario. A questo prezzo potete contare su di un veicolo sovradimensionato, dall'estetica piacevole, anche se non proprio originale, ben costruito e rifinito, protettivo e con dotazioni al top, anche se con un sottosella un po' limitato.
Rimane da verificare con maggiore cura l'aspetto dinamico, che come detto non ha certo pretese sportive, con particolare attenzione ai freni e alla resa sul veloce. Speriamo di poter ritornare presto sull'argomento, pubblicando altre puntate su questo interessante scooter. Un prodotto chiave per una Kymco sempre più aggressiva che, non paga, sembra stia già lavorando ad un bicilindrico da 700cc...

Testo: Fabrizio Villa
Foto: MCP e Fabrizio Villa



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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