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ABBIGLIAMENTO
Casco: GIVI HPS 10.2
Giacca:
Tucano Urbano 'Aria&Acqua'
Guanti: Tucano Urbano 'Spring Hector'
Pantaloni: Spidi 'Tomcat'
Stivali: XPD 'X-Combat'

 

 

 · KYMCO PEOPLE S 125/200
15/06/05
ANTEPRIMA SU STRADA
pag. 1/1

Dopo la presentazione di Xciting 500, ambizioso progetto dedicato agli 'scooter-turisti', Padana Ricambi presenta il nuovo People S 125/200, un prodotto pensato e disegnato in Italia per l'utilizzo quotidiano nelle nostre metropoli. La linea moderna, le ruote da 16 pollici, l'abitabilità e le dotazioni sono infatti quelle che si aspetta di trovare l'esigente cliente europeo. Al know how, all'ingenierizzazione e alla produzione a costi competitivi ci pensa Kymco, il colosso taiwanese capace di 1.000.000 di veicoli l'anno. Rispetto al People 125/150, che sostituisce, si tratta di un vero Salto di qualità (ecco a cosa può essere riferita la 'S' del nome): abbandonato lo stile retrò e le quote da 'ciclomotore', People S ha le carte in mano per diventare un protagonista del mercato, ed è già in vendita. Scopriamolo nel dettaglio.

DESCRIZIONE
Diciamo subito che le due versioni differiscono solo a livello prestazionale, ma sono identiche per tutto il resto.
L'impatto visivo è accattivante e c'è piaciuto subito, sin dalla sua presentazione ad Intermot 2004. La linea è moderna pur senza eccedere nello spigolo, il frontale con il doppio faro ha un fare 'accigliato' con la griglia 'da radiatore' inutile, ma sbarazzina.
Anche la vista laterale è armoniosa e bilanciata, fino al caratteristico (fin troppo) gruppo ottico posteriore. L'utilizzo diffuso dei led, per faro e indicatori di direzione rivela una cura dei dettagli che ritroviamo anche nella precisione degli accoppiamenti e nei materiali utilizzati, col solo limite di qualche vite a vista.
Quattro le colorazioni metallizzate, ispirate alle zone del bresciano: Nero Maggiore, Argento Metal, Rosso Franciacorta e Blu Verbania.
La ciclistica, pur derivando dalla versione precedente, è più corposa, con interventi nella zona del cannotto di sterzo e misure incrementate in ogni direzione, tranne l'altezza sella (positivamente) e il peso (inevitabilmente).
Ecco le quote caratteristiche: lunghezza 2050mm, larghezza 719mm, altezza 1296mm, interasse 1400mm, altezza sella 79mm e peso di 121kg.
Notevole il passo avanti anche per quanto riguarda le sospensioni, più solide e a maggiore escursione, troviamo infatti una forcella con perno in asse, steli da 33mm ed escursione di 95mm e due ammortizzatori posteriori regolabili su 4 posizioni con escursione di 74mm.
Anche analizzando le ruote, in lega leggera a cinque razze, entrambe da 16 pollici, si nota la maggiore gommatura, con pneumatici tubeless da 100/80 e 120/80, davanti e dietro.
Cresce anche il freno anteriore, che arriva a 260mm di diametro, mentre al posteriore ritroviamo il tamburo da 130mm, scelta 'obbligata' per contenere i costi. L'azionamento è di tipo tradizionale.
Invariato il serbatoio carburante da 6,8litri, con rifornimento da sotto la sella. Due i cavalletti: un centrale dal facile utilizzo ed uno scomodo laterale con ritorno a molla.
Veniamo quindi alle dotazioni, da sempre punto forte nei prodotti Kymco. Partiamo dalla strumentazione, elegante e ben leggibile, che sfoggia un display digitale dedicato al contachilometri totale e parziale e all'orologio/datario. Troviamo l'immancabile tachimetro, con doppia scala in km e miglia (vale anche per il contachilometri) e l'indicatore del livello carburante, ma non la spia della riserva. Completano il tutto le quattro spie per indicatori di direzione e luci abbaglianti/anabbaglianti.
I blocchetti comandi prevedono il flash abbagliante e l'interruttore di sicurezza, ma non la possibilità di spegnere le luci. Ordinari gli specchi retrovisori. Scendendo troviamo il blocchetto a chiave centralizzato, che comanda sia l'avviamento del veicolo e il bloccasterzo che l'apertura dello sportello retroscudo e della sella, quest'ultima anche a motore acceso.
Per quanto riguarda i vani bagagli, abbiamo un vano anteriore spazioso, ma poco sfruttabile, perché manca di un sostegno (basterebbe una retina), un gancio appendiborse con sicura e un sottosella ridotto, come spesso capita quando ci si 'scontra' con una ruota da 16". Non è illuminato, ma c'è la presa di corrente a 12 volt e contiene un casco demi-jet, ma controllate il vostro modello perché il GIVI non permetteva la chiusura della sella. C'è anche un solido portapacchi a cui legare oggetti voluminosi o agganciare il classico bauletto, disponibile anche come accessorio originale Kymco, così come il parabrezza maggiorato.
A muovere il tutto due propulsori monocilindrici a quattro tempi, raffreddati ad aria forzata e alimentati a carburatore, made in Kymco. Anche questi derivati dalle unità montate sui modelli precedenti, ma sottoposti ad una cura ricostituente ed ecologica che ha dato buoni frutti.
Il 125cc è uno dei pochi già rispondente alle future normative antinquinamento Euro 3, grazie al catalizzatore e al sistema d'aria secondaria che immette aria fresca all'altezza del collettore di scarico. Eroga 7,59kW a 7.500giri e 10,36Nm a 6.750 giri di potenza e coppia massima, per una velocità massima dichiarata di 92km/h.
Il 163cc, ottimisticamente definito '200', è una maggiorazione del 125 mediante l'incremento dell'alesaggio, risponde alle attuali normative Euro 2 (oltre 125cc sono più esigenti) ed eroga 8,27kW a 7.000giri e 12,6Nm a 5.500 giri, che gli consentono di raggiungere la velocità massima di 96km/h.
Caso orami più unico che raro, sono dotati della pedivella d'avviamento, sostegno psicologico e non, in caso di batteria a terra.
Si tratta di propulsori dalle prestazioni allineate alla concorrenza raffreddata ad aria, più orientati ad affidabilità e consumi (non dichiarati), che alle performance.

SU STRADA
Con tante premesse la prova dinamica era molto attesa, anche se la location: i dintorni del lago d'Iseo era forse più adatta ad una 'motard' che ad uno scooter cittadino.
La posizione in sella è comoda e soprattutto spaziosa, cosa non frequente in questo segmento di mercato, lo scudo e il manubrio non interferiscono e si poggiano bene i piedi a terra anche se si sta sotto al metro e settanta, grazie a sella e pedana sagomate. La sella poi è sufficientemente morbide e spaziosa, anche per il passeggero, che dispone di poggiapiedi retrattili e ancoraggio al portapacchi.
L'avviamento a pulsante è immediato e silenzioso, mentre a pedale occorre faticare parecchio. Ho testato prevalentemente il 200, che offre quel qualcosa in più, soprattutto in salita e ai regimi intermedi, ma le differenze sono sembrate leggere, in linea con quanto promesso dai dati numerici.
Il rumore è contenuto e lo spunto più che sufficiente, è mancato il confronto tipico con i competitor al semaforo, ma salendo al Passo dei Tre Termini (con il gas ben spalancato), si è tenuto un passo discreto. Tradotto in termini 'urbani' significa che People S ha la potenza necessaria per svincolarsi dal traffico automobilistico, pur senza offrire prestazioni 'sportive', probabilmente non richieste dall'utente tipo. In allungo si vedono con facilità i 90km/h e insistendo si sfiorano i 110, mostrando con una certa disponibilità del propulsore a salire di giri. In queste condizioni si gode di una buona stabilità, frutto della ciclistica ben dimensionata, a patto di non 'appendersi' al manubrio. Agile e con un ampio raggio di sterzo, People S dovrebbe muoversi bene anche nel traffico, pur senza il guizzo di veicoli più compatti, ma anche meno abitabili. Scende bene in piega, (anche se un lievissima disomogeneità fra anteriore e posteriore si arriva a notare) e 'gratta' l'asfalto coi cavalletti solo ad inclinazioni importanti, quindi ci si può anche togliere qualche sfizio.
Favorevole l'impressione sulle sospensioni che assorbono le asperità senza trasmettere forti scossoni a chi guida, mostrando un'efficacia superiore alla media, pur nei limiti di una ridotta escursione.
I freni sono stati messi a dura prova nelle numerose 'staccate' in discesa e alla potenza e modulabilità dell'anteriore ha fatto riscontro un tamburo più incostante, ma sufficiente.
In generale lo scooter pare ben equilibrato fra ciclistica e propulsore e si guida in modo facile ed intuitivo, adatto quindi sia ai neofiti, che come secondo mezzo per chi guida moto di grossa cilindrata.

COMPETITOR
Nella categoria dei ruote alte con motori da 125 a 200cc raffreddati ad aria troviamo: Malaguti Ciak 125/150, che utilizza il propulsore Kymco del People 'non S' e risulta dimensionalmente più simile al precedente, ma offre un sottosella più ampio e prezzo più aggressivo. Peugeot Looxor 125/150, dimensionalmente simile al Malaguti, ma con ruota da 14" dietro e motore Piaggio, offre un sottosella simile, e il bauletto compreso in un prezzo allineato. Il Piaggio Liberty 125/200 appare il concorrente più diretto, per quotazioni e prestazioni, anche se risulta più compatto e privo del sottosella, nonostante la ruota posteriore da 14".
L'Honda SHi 125/150 sarebbe di un'altra categoria, visti i più prestanti motori raffreddati a liquido e un prezzo superiore di circa 400 Euro, ma non avendo fretta, il paragone si può fare. Idem se pensiamo all'Aprilia SportCity, il più sportivo e prestante, fra l'altro con 200cc veri e doppio disco.

CONCLUSIONI
Mi sento di fare i complimenti a Kymco per il prodotto, a Padana Ricambi per le 'dritte' e al designer per la linea non scontata. Si tratta di un prodotto semplice, ma ben armonizzato, caratterizzato da una buona abitabilità anche in due, con sospensioni e freni efficaci, dotazione di prim'ordine e propulsori onesti per l'utilizzo quotidiano. In più si guida, è simpatico e disponibile in belle colorazioni. Il 125 è anche Euro 3.
Infine i prezzi, da sempre un must del marchio taiwanese, qui sembrano più allineati alla concorrenza, ma se si tiene presente la validità complessiva del prodotto, che sembra porsi come attuale riferimento del segmento, i 2445 e 2595 Euro richiesti risultano adeguati. Ben più aggressivi calcolando la promozione, valida fino al 30 settembre, che 'assorbe' i costi di messa in strada, rendendo i prezzi citati 'chiavi in mano'.

Testo: Fabrizio Villa
Foto: MCP e Fabrizio Villa



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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