Dopo la presentazione di Xciting
500, ambizioso progetto dedicato agli 'scooter-turisti',
Padana Ricambi presenta il nuovo People
S 125/200, un prodotto pensato e disegnato in Italia
per l'utilizzo quotidiano nelle nostre metropoli. La linea
moderna, le ruote da 16 pollici, l'abitabilità
e le dotazioni sono infatti quelle che si aspetta di trovare
l'esigente cliente europeo. Al know how, all'ingenierizzazione
e alla produzione a costi competitivi ci pensa Kymco,
il colosso taiwanese capace di 1.000.000 di veicoli l'anno.
Rispetto al People 125/150, che sostituisce, si tratta
di un vero Salto di qualità
(ecco a cosa può essere riferita la 'S' del nome):
abbandonato lo stile retrò e le quote da 'ciclomotore',
People S ha le carte in mano
per diventare un protagonista del mercato, ed è
già in vendita. Scopriamolo nel dettaglio.
DESCRIZIONE
Diciamo subito che le due versioni differiscono solo a
livello prestazionale, ma sono identiche per tutto il
resto.
L'impatto visivo è accattivante e c'è piaciuto
subito, sin dalla sua
presentazione ad Intermot 2004. La linea
è moderna pur senza eccedere nello spigolo, il
frontale con il doppio faro ha un fare 'accigliato' con
la griglia 'da radiatore' inutile, ma sbarazzina.
Anche la vista laterale è armoniosa e bilanciata,
fino al caratteristico (fin troppo) gruppo ottico posteriore.
L'utilizzo diffuso dei led, per faro e indicatori di direzione
rivela una cura dei dettagli che ritroviamo anche nella
precisione degli accoppiamenti e nei materiali utilizzati,
col solo limite di qualche vite a vista.
Quattro le colorazioni metallizzate,
ispirate alle zone del bresciano: Nero Maggiore, Argento
Metal, Rosso Franciacorta e Blu Verbania.
La ciclistica, pur derivando
dalla versione precedente, è più corposa,
con interventi nella zona del cannotto di sterzo e misure
incrementate in ogni direzione, tranne l'altezza sella
(positivamente) e il peso (inevitabilmente).
Ecco le quote caratteristiche: lunghezza 2050mm, larghezza
719mm, altezza 1296mm, interasse 1400mm, altezza sella
79mm e peso di 121kg.
Notevole il passo avanti anche per quanto riguarda le
sospensioni, più solide
e a maggiore escursione, troviamo infatti una forcella
con perno in asse, steli da 33mm ed escursione di 95mm
e due ammortizzatori posteriori regolabili su 4 posizioni
con escursione di 74mm.
Anche analizzando le ruote,
in lega leggera a cinque razze, entrambe da 16 pollici,
si nota la maggiore gommatura, con pneumatici tubeless
da 100/80 e 120/80, davanti e dietro.
Cresce anche il freno anteriore,
che arriva a 260mm di diametro, mentre al posteriore ritroviamo
il tamburo da 130mm, scelta 'obbligata' per contenere
i costi. L'azionamento è di tipo tradizionale.
Invariato il serbatoio carburante
da 6,8litri, con rifornimento da sotto la sella. Due i
cavalletti: un centrale dal
facile utilizzo ed uno scomodo laterale con ritorno a
molla.
Veniamo quindi alle dotazioni, da sempre punto forte nei
prodotti Kymco. Partiamo dalla strumentazione,
elegante e ben leggibile, che sfoggia un display digitale
dedicato al contachilometri totale e parziale e all'orologio/datario.
Troviamo l'immancabile tachimetro, con doppia scala in
km e miglia (vale anche per il contachilometri) e l'indicatore
del livello carburante, ma non la spia della riserva.
Completano il tutto le quattro spie per indicatori di
direzione e luci abbaglianti/anabbaglianti.
I blocchetti comandi prevedono
il flash abbagliante e l'interruttore di sicurezza, ma
non la possibilità di spegnere le luci. Ordinari
gli specchi retrovisori. Scendendo troviamo il blocchetto
a chiave centralizzato, che comanda sia l'avviamento del
veicolo e il bloccasterzo che l'apertura dello sportello
retroscudo e della sella, quest'ultima anche a motore
acceso.
Per quanto riguarda i vani bagagli,
abbiamo un vano anteriore spazioso, ma poco sfruttabile,
perché manca di un sostegno (basterebbe una retina),
un gancio appendiborse con sicura e un sottosella ridotto,
come spesso capita quando ci si 'scontra' con una ruota
da 16". Non è illuminato, ma c'è la
presa di corrente a 12 volt e contiene un casco demi-jet,
ma controllate il vostro modello perché il GIVI
non permetteva la chiusura della sella. C'è anche
un solido portapacchi a cui legare oggetti voluminosi
o agganciare il classico bauletto, disponibile anche come
accessorio originale Kymco, così come il parabrezza
maggiorato.
A muovere il tutto due propulsori
monocilindrici a quattro tempi, raffreddati ad aria forzata
e alimentati a carburatore, made in Kymco. Anche questi
derivati dalle unità montate sui modelli precedenti,
ma sottoposti ad una cura ricostituente ed ecologica che
ha dato buoni frutti.
Il 125cc è uno dei
pochi già rispondente alle future normative antinquinamento
Euro 3, grazie al catalizzatore
e al sistema d'aria secondaria che immette aria fresca
all'altezza del collettore di scarico. Eroga 7,59kW a
7.500giri e 10,36Nm a 6.750 giri di potenza e coppia massima,
per una velocità massima dichiarata di 92km/h.
Il 163cc, ottimisticamente
definito '200', è una maggiorazione del 125 mediante
l'incremento dell'alesaggio, risponde alle attuali normative
Euro 2 (oltre 125cc sono più esigenti) ed eroga
8,27kW a 7.000giri e 12,6Nm a 5.500 giri, che gli consentono
di raggiungere la velocità massima di 96km/h.
Caso orami più unico che raro, sono dotati della
pedivella d'avviamento, sostegno
psicologico e non, in caso di batteria a terra.
Si tratta di propulsori dalle prestazioni allineate alla
concorrenza raffreddata ad aria, più orientati
ad affidabilità e consumi (non dichiarati), che
alle performance.
SU STRADA
Con tante premesse la prova dinamica era molto attesa,
anche se la location: i dintorni del lago d'Iseo era forse
più adatta ad una 'motard' che ad uno scooter cittadino.
La posizione in sella è
comoda e soprattutto spaziosa, cosa non frequente in questo
segmento di mercato, lo scudo e il manubrio non interferiscono
e si poggiano bene i piedi a terra anche se si sta sotto
al metro e settanta, grazie a sella e pedana sagomate.
La sella poi è sufficientemente
morbide e spaziosa, anche per il passeggero, che dispone
di poggiapiedi retrattili e ancoraggio al portapacchi.
L'avviamento a pulsante è
immediato e silenzioso, mentre a pedale occorre faticare
parecchio. Ho testato prevalentemente il 200, che offre
quel qualcosa in più, soprattutto in salita e ai
regimi intermedi, ma le differenze sono sembrate leggere,
in linea con quanto promesso dai dati numerici.
Il rumore è contenuto e lo spunto più che
sufficiente, è mancato il confronto tipico con
i competitor al semaforo, ma salendo al Passo dei Tre
Termini (con il gas ben spalancato), si è tenuto
un passo discreto. Tradotto in termini 'urbani' significa
che People S ha la potenza
necessaria per svincolarsi dal traffico automobilistico,
pur senza offrire prestazioni 'sportive', probabilmente
non richieste dall'utente tipo. In allungo
si vedono con facilità i 90km/h e insistendo si
sfiorano i 110, mostrando con una certa disponibilità
del propulsore a salire di giri. In queste condizioni
si gode di una buona stabilità,
frutto della ciclistica ben dimensionata, a patto di non
'appendersi' al manubrio. Agile
e con un ampio raggio di sterzo, People S dovrebbe muoversi
bene anche nel traffico, pur senza il guizzo di veicoli
più compatti, ma anche meno abitabili. Scende bene
in piega, (anche se un lievissima
disomogeneità fra anteriore e posteriore si arriva
a notare) e 'gratta' l'asfalto coi cavalletti solo ad
inclinazioni importanti, quindi ci si può anche
togliere qualche sfizio.
Favorevole l'impressione sulle sospensioni
che assorbono le asperità senza trasmettere forti
scossoni a chi guida, mostrando un'efficacia superiore
alla media, pur nei limiti di una ridotta escursione.
I freni sono stati messi
a dura prova nelle numerose 'staccate' in discesa e alla
potenza e modulabilità dell'anteriore ha fatto
riscontro un tamburo più incostante, ma sufficiente.
In generale lo scooter pare
ben equilibrato fra ciclistica e propulsore e si guida
in modo facile ed intuitivo, adatto quindi sia ai neofiti,
che come secondo mezzo per chi guida moto di grossa cilindrata.
COMPETITOR
Nella categoria dei ruote alte con motori da 125 a 200cc
raffreddati ad aria troviamo: Malaguti
Ciak 125/150, che utilizza il propulsore Kymco
del People 'non S' e risulta dimensionalmente più
simile al precedente, ma offre un sottosella più
ampio e prezzo più aggressivo. Peugeot
Looxor 125/150, dimensionalmente simile al Malaguti,
ma con ruota da 14" dietro e motore Piaggio, offre
un sottosella simile, e il bauletto compreso in un prezzo
allineato. Il Piaggio
Liberty 125/200 appare il concorrente più
diretto, per quotazioni e prestazioni, anche se risulta
più compatto e privo del sottosella, nonostante
la ruota posteriore da 14".
L'Honda
SHi 125/150 sarebbe di un'altra categoria, visti i
più prestanti motori raffreddati a liquido e un
prezzo superiore di circa 400 Euro, ma non avendo fretta,
il paragone si può fare. Idem se pensiamo all'Aprilia
SportCity, il più sportivo e prestante,
fra l'altro con 200cc veri e doppio disco.
CONCLUSIONI
Mi sento di fare i complimenti a Kymco per il prodotto,
a Padana Ricambi per le 'dritte' e al designer per la
linea non scontata. Si tratta di un prodotto semplice,
ma ben armonizzato, caratterizzato da una buona abitabilità
anche in due, con sospensioni e freni efficaci, dotazione
di prim'ordine e propulsori onesti per l'utilizzo quotidiano.
In più si guida, è simpatico e disponibile
in belle colorazioni. Il 125 è anche Euro 3.
Infine i prezzi, da sempre
un must del marchio taiwanese, qui sembrano più
allineati alla concorrenza, ma se si tiene presente la
validità complessiva del prodotto, che sembra porsi
come attuale riferimento del segmento, i 2445
e 2595 Euro richiesti risultano
adeguati. Ben più aggressivi calcolando la promozione,
valida fino al 30 settembre, che 'assorbe' i costi di
messa in strada, rendendo i prezzi citati
'chiavi in mano'.
Testo: Fabrizio Villa
Foto: MCP
e Fabrizio Villa
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