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PREGI
Sottosella da riferimento
Pedana piatta
Finiture
Materiali
Dotazioni
Erogazione
Ripresa
Consumi
Prezzo da riferimento

 

 

 

 

 

ABBIGLIAMENTO
Casco: Vemar Dual
Giacca:
Arlen Ness 'MDF 738'
Guanti: Arlen Ness
Giacca:
Spidi 'Studio'
Guanti: Klan 'Cordura Tech'

 

 

 · KYMCO PEOPLE 250
24/03/04
PROVA SU STRADA
pag. 2/2
Vedi anche: Descrizione,

Oltre al temerario Raffaele che si è spinto fino all’Elefantentreffen, la redazione si è 'sciroppata' oltre 1000 km alla guida del People 250, nei mesi di dicembre e gennaio, mettendo a dura prova più i tester che lo scooter...
Una percorrenza più che sufficiente per verificare se il People mantiene su strada quanto promesso sul cavalletto.

POSIZIONE IN SELLA
La sella è un esempio di compromesso progettuale: per mantenere un piano seduta ad un’altezza accessibile, senza intaccare la capienza record del vano sottosella, i tecnici taiwanesi ne hanno forzatamente limitato larghezza e imbottitura.
Le gambe si posizionano ad angolo retto e hanno poco spazio per allungarsi, ma i piedi possono muoversi lateralmente, visto che la pedana è perfettamente piatta. Il busto rimane eretto mentre le braccia si protendono verso un manubrio compatto e moderatamente avanzato. Il retroscudo non interferisce con le ginocchia e lo spazio a disposizione è sufficiente anche per i più alti.
Gli specchi retrovisori, oltre che piacevoli, garantiscono una visuale sufficientemente panoramica grazie alla posizione ravvicinata.
Il passeggero siede su una porzione di sella appena sollevata, non particolarmente ampia e imbottita e dalla conformazione bombata e sfuggente, ma può poggiare i piedi su pedane retrattili e reggersi alle maniglie integrate al portapacchi.

CITTA’
Anche se la cilindrata ne suggerisce un utilizzo polivalente, la città risulta l’ambiente più naturale per il People 250.
Le dimensioni contenute, la posizione non ingombrante degli specchi ed un ampio angolo di sterzo consentono infatti di muoversi anche nel traffico più intenso.
Lo sterzo risulta però eccessivamente pesante a bassa velocità, e il People 250 tende a 'cadere' all'interno delle curve, provocando anche un precoce affaticamento delle braccia in caso di guida prolungata.
Le sospensioni se la cavano sui fondi stradali ben tenuti, ma risultano troppo rigide sullo sconnesso faticando ad assorbire le 'voragini urbane' e l'insidioso pavé.
I freni vanno usati simultaneamente, con una certa decisione all'avantreno e minore incisività al posteriore, per non rischiare transitori fenomeni di bloccaggio.
Il propulsore si apprezza per regolarità di funzionamento e mostra anche una ripresa piuttosto brillante, merito della disponibilità di coppia sin dai regimi inferiori, ma anche dell’indovinata taratura della trasmissione, che assicura uno spunto da fermo di tutto rispetto.
Un appunto va mosso, almeno al nostro esemplare e nella stagione fredda, allo starter automatico che risulta eccessivo nell'intervento iniziale, facendo ruotare vorticosamente la ruota motrice, e insufficiente pochi minuti dopo, provocando fastidiosi spegnimenti ai semafori nei primi chilometri.
Da rivedere l’indicatore della benzina: la lancetta rimane praticamente ferma sul massimo livello per un'ottantina di chilometri, poi precipita velocemente a fondo scala, mettendo in apprensione il pilota.

STRADE EXTRAURBANE
Una potenza non eccessiva, ma ben distribuita e le ruote da 16 ne suggerirebbero un favorevole utilizzo extraurbano e turistico, ma le premesse sono mantenute solo in parte.
La guida risulta infatti poco intuitiva, non concedendo quella confidenza nell'affrontare e percorrere le curve che si auspicherebbe sia per il neofita che per lo scooterista esperto. Probabilmente l'intervento alla forcella anteriore ha si migliorato il comportamento dinamico con bauletto e parabrezza, ma non ha raggiunto quell'equilibrio dinamico caro agli amanti della bella guida. Questo non esclude che ci si possa esibire in pieghe fino al limite posto dal cavalletto.
Sempre piuttosto rigide le sospensioni che influiscono in particolar modo sul comfort del passeggero.
Il motore gira sempre regolare ed offre una spinta sufficiente in ogni situazione, salite comprese, da soli e in due. La velocità di 90-100 km/h si raggiunge in scioltezza, poi la progressione si fa meno autorevole e per i sorpassi occorre uno spazio adeguato.
Le vibrazioni sono sempre contenutissime e contribuiscono in larga misura a mantenere il comfort di marcia su livelli più che accettabili, sia che vi troviate su una veloce strada statale sia che stiate affrontando un tortuoso percorso collinare.
Anche in quest'ambiente spicca l’ottima taratura della trasmissione, principale artefice dei buoni risultati ottenuti in ripresa.
Non andrebbe fatto, ma alleggerendo la presa sul manubrio, particolarmente in fase di rilascio, fra gli 80/60 km/h si notano accenni di 'shimmy', che Kymco sostiene eliminabili con pneumatici dal diverso profilo.

AUTOSTRADA
Fatte queste premesse, si comprende come l’autostrada non sia l’ambiente d'elezione del People 250, che naturalmente non disdegna tangenziali e brevi tratti di trasferimento. Infatti, se la trasmissione privilegia accelerazione e ripresa e se si pensa che questo risultato è stato ottenuto nonostante un peso non proprio contenuto, inevitabilmente si deve mettere in conto qualche piccola rinuncia nella velocità di punta. Il tachimetro ci mostra agevolmente i 120km/h, più saltuariamente i 125.
Sul dritto la stabilità è buona, segno che l'intervento sulla forcella ha colpito nel segno, e solo in caso di pronunciate giunture trasversali dell'asfalto, o di curve impegnative affrontate a gas spalancato, si possono innescare limitate oscillazioni.
In compenso si ha modo di apprezzare la buona protezione aerodinamica garantita dal piccolo ma efficace parabrezza solidale al manubrio, che abbinata all'assenza di vibrazioni anche alla massima velocità, ne garantisce un buon comfort di marcia, limitato solo dalla modesta imbottitura della sella.

CONSUMI
Il consumo di carburante è decisamente buono: mediamente si percorrono 25,5 km/l, con un minimo di 21 ed un massimo di 27 nella guida più tranquilla
L’autonomia è invece piuttosto ridotta, non tanto per la capienza del serbatoio, ma per la sua sfruttabilità e per la difficoltà nel valutarne lo riempimento attraverso lo strumento.

CONCLUSIONI FINALI
People 250 è il primo scooter a ruote alte con un sottosella in grado di ospitare un casco integrale e tante altre cose. Unito alla pedana piatta, elemento insostituibile per alcuni, e al portapacchi di serie, ne fanno un gran 'trasportatore'.
Aggiungiamo la linea piacevolmente retrò, la qualità dei materiali, delle finiture ed una dotazione di primo piano, fra cui spiccano anche raffinatezze come il tappo rifornimento 'automatico' e la presa di corrente con spia, ma anche la mancanza del contachilometri parziale. Abbiniamolo ad un motore ben disposto a fornire potenza regolare ad ogni regime, coadiuvato da una trasmissione ben a punto.
Ci troveremmo di fronte ad uno scooter da vertici della classifica. Il condizionale deriva dalle doti ciclistiche che ci sono sembrate ancora perfettibili, con una guidabilità inferiore ai contendenti, sospensioni rigide e freni poco omogenei.
Ma se alle sensazioni di guida anteponete un prezzo d'acquisto di 3.190 Euro (con promozione), inarrivabile dai suoi concorrenti diretti, e addirittura concorrenziale con molti 125/150cc, abbinato a consumi fra i più contenuti della sua categoria, il People 250 potrebbe fare al caso vostro. Del resto è il modello più venduto della casa taiwanese e nel 2003 ha convinto oltre 4.200 scooteristi italiani.

Testo: Fabio Scotti
Foto: Fabrizio Villa
Tester: Fabio Jacopini, Francesco Roberti, Fabio Scotti, Fabrizio Villa

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DIFETTI
Comfort sella
Guida poco intuitiva
Frenata disomogenea
Sospensioni rigide
Oscillazioni in rilascio

 

 

 

 

 

 


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