Oltre al temerario Raffaele che si è
spinto fino all’Elefantentreffen,
la redazione si è 'sciroppata' oltre 1000 km alla
guida del People 250, nei mesi di dicembre e gennaio,
mettendo a dura prova più i tester che lo scooter...
Una percorrenza più che sufficiente per verificare
se il People mantiene su strada quanto promesso sul cavalletto.
POSIZIONE IN SELLA
La sella è un esempio di compromesso progettuale:
per mantenere un piano seduta ad un’altezza accessibile,
senza intaccare la capienza record del vano sottosella,
i tecnici taiwanesi ne hanno forzatamente limitato larghezza
e imbottitura.
Le gambe si posizionano ad angolo retto e hanno poco spazio
per allungarsi, ma i piedi possono muoversi lateralmente,
visto che la pedana è perfettamente piatta. Il
busto rimane eretto mentre le braccia si protendono verso
un manubrio compatto e moderatamente avanzato. Il retroscudo
non interferisce con le ginocchia e lo spazio a disposizione
è sufficiente anche per i più alti.
Gli specchi retrovisori, oltre che piacevoli, garantiscono
una visuale sufficientemente panoramica grazie alla posizione
ravvicinata.
Il passeggero siede su una porzione di sella appena sollevata,
non particolarmente ampia e imbottita e dalla conformazione
bombata e sfuggente, ma può poggiare i piedi su
pedane retrattili e reggersi alle maniglie integrate al
portapacchi.
CITTA’
Anche se la cilindrata ne suggerisce un utilizzo polivalente,
la città risulta l’ambiente più naturale
per il People 250.
Le dimensioni contenute, la posizione non ingombrante
degli specchi ed un ampio angolo di sterzo consentono
infatti di muoversi anche nel traffico più intenso.
Lo sterzo risulta però eccessivamente pesante a
bassa velocità, e il People 250 tende a 'cadere'
all'interno delle curve, provocando anche un precoce affaticamento
delle braccia in caso di guida prolungata.
Le sospensioni se la cavano sui fondi stradali ben tenuti,
ma risultano troppo rigide sullo sconnesso faticando ad
assorbire le 'voragini urbane' e l'insidioso pavé.
I freni vanno usati simultaneamente, con una certa decisione
all'avantreno e minore incisività al posteriore,
per non rischiare transitori fenomeni di bloccaggio.
Il propulsore si apprezza per regolarità di funzionamento
e mostra anche una ripresa piuttosto brillante, merito
della disponibilità di coppia sin dai regimi inferiori,
ma anche dell’indovinata taratura della trasmissione,
che assicura uno spunto da fermo di tutto rispetto.
Un appunto va mosso, almeno al nostro esemplare e nella
stagione fredda, allo starter automatico che risulta eccessivo
nell'intervento iniziale, facendo ruotare vorticosamente
la ruota motrice, e insufficiente pochi minuti dopo, provocando
fastidiosi spegnimenti ai semafori nei primi chilometri.
Da rivedere l’indicatore della benzina: la lancetta
rimane praticamente ferma sul massimo livello per un'ottantina
di chilometri, poi precipita velocemente a fondo scala,
mettendo in apprensione il pilota.
STRADE EXTRAURBANE
Una potenza non eccessiva, ma ben distribuita e le ruote
da 16 ne suggerirebbero un favorevole utilizzo extraurbano
e turistico, ma le premesse sono mantenute solo in parte.
La guida risulta infatti poco intuitiva, non concedendo
quella confidenza nell'affrontare e percorrere le curve
che si auspicherebbe sia per il neofita che per lo scooterista
esperto. Probabilmente l'intervento alla forcella anteriore
ha si migliorato il comportamento dinamico con bauletto
e parabrezza, ma non ha raggiunto quell'equilibrio dinamico
caro agli amanti della bella guida. Questo non esclude
che ci si possa esibire in pieghe fino al limite posto
dal cavalletto.
Sempre piuttosto rigide le sospensioni che influiscono
in particolar modo sul comfort del passeggero.
Il motore gira sempre regolare ed offre una spinta sufficiente
in ogni situazione, salite comprese, da soli e in due.
La velocità di 90-100 km/h si raggiunge in scioltezza,
poi la progressione si fa meno autorevole e per i sorpassi
occorre uno spazio adeguato.
Le vibrazioni sono sempre contenutissime e contribuiscono
in larga misura a mantenere il comfort di marcia su livelli
più che accettabili, sia che vi troviate su una
veloce strada statale sia che stiate affrontando un tortuoso
percorso collinare.
Anche in quest'ambiente spicca l’ottima taratura
della trasmissione, principale artefice dei buoni risultati
ottenuti in ripresa.
Non andrebbe fatto, ma alleggerendo la presa sul manubrio,
particolarmente in fase di rilascio, fra gli 80/60 km/h
si notano accenni di 'shimmy', che Kymco sostiene eliminabili
con pneumatici dal diverso profilo.
AUTOSTRADA
Fatte queste premesse, si comprende come l’autostrada
non sia l’ambiente d'elezione del People 250, che
naturalmente non disdegna tangenziali e brevi tratti di
trasferimento. Infatti, se la trasmissione privilegia
accelerazione e ripresa e se si pensa che questo risultato
è stato ottenuto nonostante un peso non proprio
contenuto, inevitabilmente si deve mettere in conto qualche
piccola rinuncia nella velocità di punta. Il tachimetro
ci mostra agevolmente i 120km/h, più saltuariamente
i 125.
Sul dritto la stabilità è buona, segno che
l'intervento sulla forcella ha colpito nel segno, e solo
in caso di pronunciate giunture trasversali dell'asfalto,
o di curve impegnative affrontate a gas spalancato, si
possono innescare limitate oscillazioni.
In compenso si ha modo di apprezzare la buona protezione
aerodinamica garantita dal piccolo ma efficace parabrezza
solidale al manubrio, che abbinata all'assenza di vibrazioni
anche alla massima velocità, ne garantisce un buon
comfort di marcia, limitato solo dalla modesta imbottitura
della sella.
CONSUMI
Il consumo di carburante è decisamente buono: mediamente
si percorrono 25,5 km/l, con un minimo di 21 ed un massimo
di 27 nella guida più tranquilla
L’autonomia è invece piuttosto ridotta, non
tanto per la capienza del serbatoio, ma per la sua sfruttabilità
e per la difficoltà nel valutarne lo riempimento
attraverso lo strumento.
CONCLUSIONI FINALI
People 250 è il primo scooter a ruote alte con
un sottosella in grado di ospitare un casco integrale
e tante altre cose. Unito alla pedana piatta, elemento
insostituibile per alcuni, e al portapacchi di serie,
ne fanno un gran 'trasportatore'.
Aggiungiamo la linea piacevolmente retrò, la qualità
dei materiali, delle finiture ed una dotazione di primo
piano, fra cui spiccano anche raffinatezze come il tappo
rifornimento 'automatico' e la presa di corrente con spia,
ma anche la mancanza del contachilometri parziale. Abbiniamolo
ad un motore ben disposto a fornire potenza regolare ad
ogni regime, coadiuvato da una trasmissione ben a punto.
Ci troveremmo di fronte ad uno scooter da vertici della
classifica. Il condizionale deriva dalle doti ciclistiche
che ci sono sembrate ancora perfettibili, con una guidabilità
inferiore ai contendenti, sospensioni rigide e freni poco
omogenei.
Ma se alle sensazioni di guida anteponete un prezzo d'acquisto
di 3.190 Euro (con promozione), inarrivabile dai suoi
concorrenti diretti, e addirittura concorrenziale con
molti 125/150cc, abbinato a consumi fra i più contenuti
della sua categoria, il People 250 potrebbe fare al caso
vostro. Del resto è il modello più venduto
della casa taiwanese e nel 2003 ha convinto oltre 4.200
scooteristi italiani.
Testo: Fabio Scotti
Foto: Fabrizio Villa
Tester: Fabio
Jacopini, Francesco
Roberti, Fabio
Scotti, Fabrizio Villa
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