| Ecco qui la mia prova
personale partendo dal presupposto che più faccio
esperimenti e più rimango soddisfatto dal comportamento
di questo piccolo maxi.
Il prezzo è tra i più bassi (se non il più
basso in assoluto): ho comprato uno scooter Grand Dink
250, un casco jet, uno integrale apribile, il bauletto
Givi e il portapacchi. La spesa è stata 3800 Euro
e il primo tagliando mi è costato 65 Euro.
Credo che sia inutile darvi le mie opinioni, sull’estetica
del mezzo, basta andare in un concessionario e guardarlo.
Quello che voglio fare io è descrivervi tutto quello
che vorreste sapere, e che volevo sapere anche io, per
valutare un acquisto.
Iniziamo con alcuni dati:
• velocità max: 138 Km/h - voto 9
• potenza: 20 CV - voto 8
• peso: 163Kg
• rapporto peso potenza: 8,15 Kg/CV - voto 8
• capacità serbatoio: 9.5 lit - voto 7.5
• consumo urbano senza fretta: 28 Km/lit - voto
9.5
• consumo urbano con molta fretta: 24 Km/lit - voto
8.5
• consumo con passeggero autostrada 100 Km/h: 26
km/lit - voto 8
• consumo olio dalla fine del rodaggio: assente
in 4000 Km - voto 10
i dati sono stati rilevati dal mese di luglio al mese
di settembre
La guida del G.D. è intuitiva semplice e si va
presto a grattare il carterino di plastica o il cavalletto
sull’asfalto nelle curve più divertenti,
le ruote sono più piccole di quelle di molti concorrenti
le sospensioni sono secche, non è difficile saltare
sui dossi di abbondanti dimensioni. La stabilità
in città è sempre ottima, ad andature tipiche
da scooter!!! Il passo corto e gli specchietti elettrici
che si chiudono automaticamente con un tasto posto sul
semimanubrio destro, lo rendono agile nel traffico e nelle
colonne ai semafori ma, di contro, ne soffre la stabilità
ad andature elevate.
La stabilità ad andature elevate, appunto, è
un suo difetto, il parabrezza è a un’altezza
che crea turbolenze sul casco molto elevate, soprattutto
con vento contrario. Il passo corto, che in città
è indispensabile rende il baricentro molto arretrato
scaricando in fretta l’anteriore e dando un senso
di instabilità già nel misto veloce oltre
i 90 Km /h, ma la ruota anteriore è sempre ben
attaccata al terreno, basta imparare a fidarsi; nel dritto
la stabilità è ottima.
La velocità massima si attesta attorno ai 138km/h
di tachimetro, ma la spinta è sempre imponente
anche da 110 km/h basta accelerare per effettuare un sorpasso
in piena sicurezza e ritrovarsi con sorpresa oltre i 125
appena passata l’auto che prima ci precedeva. Il
variatore è a mio avviso perfetto, si viaggia a
60 Km/h senza stressare il motore e a qualunque andatura
è pronto per riprendere, sia con dolcezza, che
con vigore.
Il motore è pronto in ripresa da fermo e in velocità
anche in salite ripide e con passeggero. I consumi rimangono
bassi in ogni situazione, anzi, al contrario di quello
che si può pensare, consuma meno a 75 Km/h che
a 50 Km/h. Arrivati alla velocità di crociera è
sufficiente lasciare l’acceleratore per un secondo
e subito, riaccelerare con dolcezza, il risultato è
un calo di giri non corrispondente a un calo di velocità,
con abbattimento dei consumi. Questa manovra è
molto efficace tra i 65 e i 75 Km/h.
Sotto la sella ci sta un casco integrale e io, ho anche
messo, per tutelarmi in ogni evenienza:
un chilo di olio motore
pantaloni e giacca impermeabili
felpa di pile leggera
lucchetto rigido a ferro di cavallo
portamonete (per metterci il resto quando faccio benzina)
un piccolo straccio per il controllo del livello dell’olio
e quando fa caldo ho abbastanza spazio per riporre la
giacca di jeans che solitamente indosso quando faccio
i miei giri, mentre durante il freddo rimane lo spazio
per i guanti
In caso il vano fosse pieno posso sempre attaccare il
casco a uno dei ganci portacasco che si serrano chiudendo
la sella
Il vano è squadrato nella parte posteriore e arrotondato
nella parte anteriore
La prova delle bottiglie d’acqua rivela un contenuto
massimo di: 10 bottiglie di plastica da 1,5lit o una cassetta
d’acqua intera da 6 bottiglie di plastica e avanza
ancora dello spazio
Non esistono altri vani ma c’è un gancio
di plastica porta borsa dietro lo scudo.
La sella è ampia e permette una posizione di guida
arretrata con le gambe allungate, per il relax, ma anche
una posizione più avanzata a gambe piegate, per
la guida più creativa e veloce, anche se la mancanza
del tunnel centrale, non rende le giuste sensazioni per
la guida sportiva, infatti, la pedana è completamente
piatta.
La strumentazione è completamente digitale, è
chiara e, con i fari accesi è illuminata da una
luce soffusa verde acqua.
C’è un contachilometri parziale, il tachimetro,
il contachilometri totale.
Il livello carburante e la temperatura non hanno scala
numerica, ma sono indicati da delle caselle che si anneriscono
all’aumentare del valore, anche il contagiri è
dello stesso tipo con l’aggiunta di una legenda
numerica.
Sul contagiri vorrei spendere alcune parole, infatti,
sono rimasto un po’ deluso da quest’ultimo.
Partendo da presupposto che credo che qualunque contagiri,
sia esso analogico o digitale non è preciso, e
che su uno scooter sia pressoché inutile, devo
affermare che il contagiri del G.D. delude, infatti, è
composto da 10 segmenti che si anneriscono, uno ogni mille
giri quindi non è dato modo di sapere se il motore
è a 4000,4300 o 4800 giri.
I comandi al manubrio sono comodi e a portata di mano.
Il manubrio stesso convoglia l’aria dal radiatore
alle manopole scaldando i comandi, d’estate non
è fastidioso, perché le manopole sono immense
e, alle estremità ci sono 2 satelliti pesanti che
diminuiscono l’influenza delle vibrazioni che un
monocilindrico dalle ruote di piccolo diametro ha sulla
guida. Tra i comandi particolari c’è il tasto
per chiudere gli specchietti.
Gli specchi sono entrambi bifocali per avere una buona
visuale anche lateralmente e sono azzurrati contro i riflessi.
La loro posizione particolare risulta talvolta scomoda
e ingombrata dal riflesso delle manopole, delle mani del
guidatore o dalle gambe del passeggero.
Tutti gli accoppiamenti della carrozzeria sono curati,
la sella ha una guarnizione efficacissima, è spaziosa
per il pilota ed è larga la parte del passeggero.
Il passeggero è abbracciato da un maniglione che
gli permette di aggrapparsi comodamente durante il viaggio
ed è sorretto da un piccolo schienale lombare imbottito.
La posizione del passeggero molto rialzata rispetto al
guidatore, questo ha i suoi pro e i suoi contro: i pro
sono che il passeggero non ha necessità di sporgersi
lateralmente per guardare davanti mantenendosi sempre
in assetto di guida, i contro sono che in autostrada si
avvertono turbolenze che, però, svaniscono se il
passeggero si avvicina al guidatore.
Il mezzo si è dimostrato efficace sul bagnato,
nelle pozzanghere profonde e di vaste dimensioni. La frenata
è perfetta anche con i dischi e le pastiglie bagnate,
sulle strisce pedonali umide e sull’asfalto “saponetta”.
Sotto l’acqua è sufficiente una giacca impermeabile
e pantaloni, non servono ghette plastificate perché
i piedi sono ben protetti
A 4000 Km ha cominciato a farsi sentire una vibrazione
derivante dalla molla dell’ammortizzatore posteriore
destro, il problema è stato risolto senza spesa
dal mio concessionario che ha provveduto a serrare i dadi
di fissaggio al telaio.
Finora non ho riscontrato problemi di alcun tipo al motore,
alla trasmissione, all’elettronica e all’impianto
elettrico.
Eccovi svelati tutti i segreti sul Gran Dink, ma se avete
altre domande da fare inviate una mail e sarò felice
di rispondervi.
Testo e foto:
Amos Trooper
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