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 · Honda SH 125i '09 (doppio disco)
20/02/009
TEST ANTEPRIMA
pag. 1/1
Di CyberScooter: Fabrizio Villa


In diretta da Montecarlo, il test in anteprima dell'Honda SH 125i versione 2009 con frenata combinata CBS a doppio disco. Versione che sarà nelle concessionarie a inizio Marzo e di cui vi anticipo un prezzo 'indicativo' di 3.095 Euro, visto che quello definitivo non è ancora stato svelato.
Si tratta sicuramente della versione più attesa, disponibile anche in versione 150cc, che rivede uno dei pochissimi punti deboli della versione precedente, ovvero una frenata non sempre incisiva come si potrebbe desiderare.
Ma il sistema combinato di tipo meccanico disco/tamburo non va in pensione, è infatti già disponibile presso tutte le concessionarie nell'identico allestimento 2009, ma a 100 Euro in meno.
E naturalmente i freni non sono l'unica novità di questa terza versione del best seller italo-giaponese, come anticipato da Eicma e come dettagliato nella cartella stampa ufficiale.
Sinteticamente cambiano lo styling e la strumentazione, l'altezza della sella scende di 1cm e lo spazio per le gambe nel retroscudo ne guadagna 2 di abitabilità, ma si perde anche qualcosa: il vano nel retroscudo e il freno di stazionamento.

 

 

LINEA/COSTRUZIONE
Non avrei voluto trovarmi nei panni del desiger (Valerio Aiello) che ha dovuto mettere mano allo stile di uno scooter che ha convinto quasi 160.000 clienti solo con l'ultima versione (nelle cilindrate 125/150).
Quello che sin dal primo modello poteva sembrare un elemento discutibile, ovvero una modesta personalità, con un gusto anche vagamente 'orientale', si è poi trasformato in un vantaggio, collocandolo come 'classico moderno' in grado di piacere un po' a tutti, dal ragazzo ventenne con tanto di variatore e marmitta aftermarket, fino alla professionista elegante con immancabili parabrezza e bauletto.
Con l'arrivo della versione 2009 però il design ne ha guadagnata di personalità, perdendo quasi del tutto i tratti esotici degli esordi grazie all'abbandono quasi totale delle cromature e soprattutto grazie al rifacimento dello scudo, del gruppo ottico anteriore, e introducendo un elemento innovativo come la fascia laterale con logo in rilievo. Naturalmente senza perdere la preziosa continuità con lo stile delle versioni precedenti.
Chi poi volesse un ulteriore tocco di originalità potrà puntare sulla colorazione Pearl Acid Yellow (che vedete in foto), anche se esistono altre cinque tonalità più classiche.
A livello di costruzione si è poi raggiunta una qualità davvero elevata, segno che la produzione italiana (SH è prodotto nello stabilimento di Atessa) ha ormai ben poco da invidiare a quella giapponese. Veramente difficile muovere appunti, anche agli accoppiamenti delle plastiche, praticamente perfette, limitandosi, volendo prorio trovare qualcosa, ai bulloni a vista nella pedana. Altri elementi a favore, non in evidenza sono più solide leve freno(ereditate dal 300) e il faro anteriore facilmente regolabile in altezza attraverso apposite feritoie.

 

 

 · DOTAZIONI
Come accennato all'inizio, a livello di dotazioni si sono persi un paio di elementi, non fondamentali, ma pur sempre comodi: il piccolo e poco accessibile vano retroscudo e il semplice ed efficace freno di stazionamento.
Tutto il resto rimane sostanzialmente identico, a partire dal vano sottosella, sempre in grado di ospitare un solo casco demi-jet (di misura contenuta), a cui vengono in aiuto i due piccoli ganci a cui assicurare, all'esterno, un paio di caschi anche integrali. Del resto a livello bagagli è difficile fare meglio se si vogliono mantenere i due 'must' più amati dagli italiani: ruote da 16 pollici e pedana piatta. Tutto naturalmente senza alzare la seduta, che anzi è calata di un centimetro, per agevolare anche i meno slanciati.
Sempre sotto la sella il serbatoio carburante, da 7.5 litri, per una discreta autonomia.
Per ulteriori bagagli abbiamo poi il portapacchi posteriore, integrato con i maniglioni del passeggero, che consente l'aggancio diretto del bauletto opzionale e il gancio appendiborse nel retroscudo, sempre troppo basso però.
Anche in questa versione abbiamo poi il solo cavalletto centrale, mentre quello laterale non è disponibile neppure come optional.
In linea con il nuovo design, la strumentazione si presenta completamente rinnovata anche se le funzioni rimangono le stesse della versione precedente, con il grande tachimetro centrale, i contachilometri totale e parziale ancora di tipo meccanico, il piccolo orologio digitale, gli indicatori per temperatura liquido refrigerante, livello carburante, e il consueto gruppo dalle spie, da cui manca ancora quella di riserva del carburante.


 

 · CICLISTICA
Anche la ciclistica è rimasta sostanzialmente immutata, con il classico telaio in tubi che sostiene il motore, in funzione di forcellone oscillante, ruote da 16 pollici calzate da pneumatici Dunlop tubeless, forcella da 33mm e doppio ammortizzatore posteriore regolabile.
Tutto nuovo invece l'impianto frenante, praticamente lo stesso già utilizzato nell'S-Wing che utilizza due dischi, uno anteriore di diametro maggiorato a 240mm (era 220mm) e uno posteriore anch'esso da 240mm.
Il funzionamento è di tipo combinato, sempre denominato CBS, ma questa volta di tipo idraulico e non più meccanico come accadeva nella precedente versione (e accade tutt'ora nel modello 2009 disco/tamburo).
Per le frenate di routine basta tirare la leva di sinistra, che comanda un pistoncino della pinza anteriore e quello della pinza posteriore, se poi occorre più potere decelerante si aziona anche la leva destra, facendo lavorare i restanti 2 pistoncini anteriori.
Praticamente invariate le dimensioni, mentre il peso sale a 136kg, ma solo apparentemente, perché da quest'anno viene dichiarato 'in ordine di marcia', e non più 'a secco', togliendo liquidi e dotazioni di bordo è quindi presumibile che vecchio e nuovo modello si equivalgano.


 


 


 · PROPULSORE
Nessun cambiamento per quanto riguarda il motore, del resto è sempre stato il più efficace della categoria (anche se 'numericamente' qualcuno sembra fare meglio), unendo un'ottima coppia ai regimi di maggior utilizzo, a consumi particolarmente contenuti, anche grazie all'evoluto e compatto sistema di iniezione su cui Honda ha iniziato a lavorare ben prima della concorrenza.
I dati caratteristici parlano di una potenza massima di 10,1kW a 9.000 giri e 11,5Nm di coppia a 7.250 giri e il cambio è di tipo automatico CVT.
È un quattro tempi raffreddato a liquido con distribuzione a due valvole e 'grazie' alla normativa Euro 3 che fino a 125cc è più tollerante, offre prestazioni davvero molto vicine a quelle del 150cc, con il solo limite di non poter entrare in autostrada, in compenso ha il vantaggio di poter essere guidato anche con la patente B.



 


 

 

 · TEST SU STRADA
Il Principato di Monaco mi accoglie con un cielo coperto da nuvole scure e una temperatura ben più fredda della media, con anche qualche goccia di pioggia, ma la prova si svolge sulle bellissime strade collinari dell'entroterra e ben presto il freddo lascia il passo al piacere di guida.
Nonostante si tratti di un veicolo destinato preferibilmente al tragitto urbano, non disdegna affatto di essere strapazzato su una strada tutta curve, garantendo pieghe di tutto rispetto nella massima sicurezza, senza strisciare alcunché sull'asfalto (per osare di più, meglio la pista).
Al di là dell'aspetto estetico e della maggiore abitabilità, peraltro difficilmente apprezzabile 'a memoria' senza un confronto diretto, il dna percepito è immediatamente SH: l'impostazione di guida, la distribuzione dei pesi, l'agilità e la solidità strutturale sono quelli ampiamente descritti nella prova della versione Sport.
La frenata invece ha fatto un sostanzioso passo in avanti: è sparito l'effetto trascinamento della leva destra collegata meccanicamente a quella di sinistra, ma è soprattutto la potenza ad averne guadagnato, in particolare all'anteriore, grazie al disco di maggior diametro, mentre il posteriore offre una costanza di rendimento superiore.
Maggiore potenza non è però sempre sinonimo di frenata efficace, visto il rischio di bloccaggio sempre in agguato, particolarmente nelle frenate d'emergenza. La soluzione Honda però risulta ben calibrata, ancor di più utilizzando entrambe le leve, con lo scooter che si 'accuccia' mantenendo stabilità e offrendo rallentamenti di assoluto rispetto. L'anteriore è perfettamente modulabile e raramente arriva al bloccaggio, più probabile al posteriore, ma solo volendo o su fondi bagnati o sdrucciolevoli.
Naturalmente non guasterebbe una versione ABS anche se l'aggravio di costo, in relazione all'attuale ricettività del mercato, rendono la soluzione alquanto improbabile.
Come prevedibile, ad esclusione della frenata, la guida è sostanzialmente la stessa del modello precedente, già ottima, con un'agilità incredibile nel traffico, ma anche un'apprezzabile stabilità al crescere della velocità.
Sulle belle strade tutte-curve dell'entroterra monegasco ci si può divertire anche con la poca potenza disponibile, forti di un'erogazione generosa a tutti i regimi e di un equilibrio ciclistico che ne fanno uno scooter non solo utilitario.
Questo stesso rigore ciclistico comporta però qualche critica alla voce comfort, ovvero una certa rigidità del comparto sospensioni, soprattutto sullo sconnesso.
Evidente poi la modestissima protezione aerodinamica a cui poco aggiunge il piccolo cupolino di serie, mentre il livello di vibrazioni è praticamente inavvertibile.
Apprezzabile il pur modesto freno motore, mentre i consumi, negli 89km del test, percorsi senza alcun risparmio, hanno totalizzato 29,6 km/litro che lo confermano fra gli scooter più parchi sul mercato.


 

 



 · ACCESSORI
Quello che avrei particolarmente apprezzato, visto il meteo, sarebbero stati i paramani e le manopole riscaldate, disponibili come accessori e che consiglio a tutti gli scooteristi 'ogni-tempo'.
Per rendere ancora più confortevole l'utilizzo invernale c'è poi il parabrezza alto, che come sapete non amo per via dei limiti alla visibilità in caso di pioggia e alla sensibilità a vento e scie, sarebbe quindi auspicabile un modello leggermente più basso...
C'é anche un particolare coprigambe che non si fissa allo scooter, ma si aggancia in vita, più rapido da indossare rispetto ai pantaloni, ma non altrettanto impermeabile con in più la necessità di alloggiarlo (occupando gran parte del bauletto) ad ogni sosta.
Comodo ed elegante il bauletto opzionale (+100€), capace di ospitare un casco integrale, ma non una valigetta 24ore, maggiormente rifinito, con il fondo imbottito, usa la stessa chiave d'accensione e si alloggia direttamente sul portapacchi, senza interposizione di alcuna piastra, peccato lo schienalino sempre troppo rigido per il passeggero.
Consigliabile infine l'antifurto elettronico, visto che essendo lo scooter più venduto, finisce per essere anche uno dei più rubati.





 

 

CONTESTO
Anche se non è stato il primo scooter a introdurre il concetto di 'ruota alta', con gli anni ne è diventato il sinonimo più accreditato, tanto che nessuna azienda può esimersi dal prenderlo ad esempio. E alcuni costruttori l'anno fatto in modo anche spregiudicato, altri hanno spinto maggiormente sulla sportività, oppure sull'eleganza e la maggior parte, soprattutto cinesi ha puntato sulla massima economicità, anche nei contenuti tecnologici, limitandosi ad una vicinanza di tipo estetico, ma nessun modello ha raggiunto, neppure lontanamente, il successo commerciale dell'ormai 'mitico' SH, che anche in questo inizio d'anno, occupa tre (125, 150 e 300cc) delle prime quattro posizioni nella classifica di vendita.
Come detto, di scooter con ruote da 16 pollici, dimensioni contenute e pedana piatta ce ne sono veramente tanti, ma questo non basta per considerali reali concorrenti dell'SH, la differenza la fanno i contenuti tecnologici, in particolare l'iniezione elettronica e il raffreddamento a liquido, che su strada si trasformano in maggiori prestazioni e consumi più contenuti. Con tutte queste caratteristiche l'offerta si riduce a tre modelli Malaguti Centro 125/160, Suzuki Sixteen 125/150 e Sym HD 125/200.
Se sostituiamo l'iniezione elettronica con il carburatore, allora l'offerta si allarga ad Aprilia Scarabeo 125/200 e Sportcity 125/200, Keeway Outlook 125/150 e Piaggio Carnaby 125/200.
Rinunciando anche al raffreddamento a liquido troviamo poi Kymco Agility 125/150 e People S 125/200, Piaggio Liberty 125/150 e una quantità variabile di scooter cinesi in cerca di fortuna, oltre alle novità che arriveranno nei prossimi mesi: Garelli XO' 125/150, Italjet Collage 125/150, Peugeot LXR 125/200 e Sym Symphony 125.


 

 


 


 · CONCLUSIONI
Un mito che si rinnova per mantenere la leadrship di vendite in un segmento sempre più affollato ed agguerrito.
Il maggiore passo avanti di questa versione è sicuramente la frenata combinata a doppio disco che ha dimostrato una particolare efficacia.
Apprezzabile anche il lavoro fatto sul design, pur trattandosi, inevitabilmente, di un valore particolarmente soggettivo.
Sempre ottima la guida, quasi perfetto il motore, ottimi i consumi, inevitabilmente ridotta la protezione aerodinamica.
Qualche passo avanti sarebbe stato auspicabile nei vani per i bagagli, che invece si sono ridotti, e nella strumentazione, che pur rinnovata graficamente, offre sostanzialmente le stesse funzioni del modello 2001.
La quotazione è rimasta praticamente invariata rispetto alla versione precedente, visto che i 100 Euro in più sono assolutamente ben spesi per la maggior efficacia in frenata, ma è pur vero che se nel 2001 l'SH si connotava come uno degli scooter di qualità (e di brand) più economici disponibili, oggi l'asticella del prezzo fra alcuni competitor si è abbassata di parecchio, anche se inevitabilmente non alla stessa qualità.


Abbigliamento
Casco:
Lem
'Roger Retro'
Goletta:
Buff 'Original'
Giacca:
Tucano Urbano 'Pari'
Pantaloni:
Tucano Urbano 'Diluvio Light'
Guanti:
Tucano Urbano
'Aviatore'
Stivali:
Oxtar 'Urban'

 




Testo: Fabrizio Villa
Foto: Zep Gori e originali Honda




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