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Honda SH è un modello storico per la casa giapponese:
con questo nome viene identificato un cicloscooter pratico,
robusto, affidabile, ma anche bruttino, con motori di
50 e 100 cc due tempi raffreddati ad aria... Gli anni
passano ed oggi al vecchio SH se ne è affiancato
uno completamente nuovo, appartenente ad una categoria
superiore ed equipaggiato con motori di 125 e 150cc a
quattro tempi raffreddati a liquido e omologati Euro 1.
Ipotizzando un confronto diretto con la produzione Piaggio,
il nuovo SH si pone a metà strada fra il Beverly
ed il Liberty, ma il prezzo è molto più simile
a quello di quest'ultimo: per portarselo a casa, infatti,
occorrono soltanto 2.840 Euro f.c.
I dati di vendita ne sono una conferma: nella seconda
metà del 2001, l'SH in versione 150 è stato
il motociclo più venduto in Italia.
Fatte queste premesse, passiamo all'analisi
statica.
L'aspetto è decisamente gradevole: se la parte anteriore
non può vantare un aspetto particolarmente originale,
la parte posteriore è decisamente riuscita, con una
filante coda di taglio sportivo; bellissimi i cerchi ruota
a cinque razze tangenziali; degna di nota è la verniciatura
del retroscudo, una caratteristica purtroppo poco diffusa
negli scooter moderni, dove abbonda invece la plastica
grezza. Anche gli accoppiamenti sono di ottima qualità,
a dispetto del prezzo.
Le dimensioni delle ruote non sfigurerebbero su una moto
350 turistica di una decina d'anni fa: il diametro di
16 pollici, unitamente alle sezioni di 100 per l'anteriore
e 120 per il posteriore, promettono margini di sicurezza
elevati e conferiscono allo scooter un aspetto grintoso.
Il risparmio traspare invece dagli specchietti retrovisori
da ciclomotore, dalla pedana con bulloni a vista e, soprattutto
dal freno posteriore a tamburo, che comunque non imbarazza
più di tanto, vista la connotazione prevalentemente
cittadina dell'SH; e poi, a trovarlo un 125 a meno di
3.000 Euro con il disco posteriore!
La strumentazione presenta una veste grafica un po' variopinta,
manca delle spie della riserva carburante e di quella
anabbaglianti accesi, ma è dotata del contachilometri
parziale; l'orologio digitale è sempre ben illuminato,
ma i pulsanti di regolazione possono essere azionati solo
con l'ausilio di una penna.
Sotto la sella è possibile stivare soltanto un casco
jet, ma è davvero difficile pretendere di più,
visto il dimensionamento della ruota.
Per il nostro test dinamico
abbiamo avuto modo di testare la versione 125cc.
La sella non offre un'imbottitura molto morbida, ma la
posizione di guida è comoda e naturale e, anche dopo
ore alla guida, non si avvertono indolenzimenti.
Una metropoli congestionata come Milano è l'ideale
per saggiare le qualità di questo scooter: il traffico
semiparalizzato e le strade dissestate sono una croce
per i cittadini e una ferita aperta per l'amministrazione
comunale, ma non riescono a mettere in crisi la robusta
ciclistica dell'SH, che affronta con sicurezza rotaie
del tram e mattonelle sporgenti e, grazie al peso contenuto,
si destreggia agilmente fra le auto in coda.
La frenata è affidata ad un disco anteriore e ad
un tamburo posteriore ad intervento combinato: mentre
la leva destra comanda il solo freno posteriore, quella
sinistra li aziona entrambi, rivelandosi un grande aiuto
per i meno esperti.
In accelerazione è dolce fino a 30 Km/h, cosa che
favorisce enormemente una guida rilassata nel traffico
più caotico; ma superata quella soglia, la spinta
diventa decisamente più vigorosa, tanto che, sulle
strade statali, ci si può divertire anche ad ingaggiare
qualche bonaria sfida al semaforo.
Ma ciò che sorprende dell'SH è la scioltezza
che sfodera in ambienti a lui apparentemente poco congeniali,
come i misti di montagna, dove il brio del motore e la
solidità della ciclistica permettono di soddisfare
addirittura qualche prurito sportivo. Certo, se si forza
il ritmo, la leggerezza dell'avantreno può compromettere
la stabilità, ma si tratterebbe di un utilizzo non
in linea con lo spirito del veicolo.
Nei tratti extraurbani veloci e nella guida sotto la pioggia
battente ho rimpianto l'assenza di un comodo parabrezza,
ma a questa lacuna si può rimediare facilmente attingendo
alla vasta offerta di prodotti originali e non.
Per quanto riguarda i consumi, guidando senza troppi riguardi,
ci attestiamo intorno ai 28 Km/l; ma credo che, adottando
una guida più rilassata, si possano agevolmente superare
i 30 Km/l.
In definitiva, uno scooter davvero ben riuscito ed equilibrato,
che fa del rapporto qualità-prezzo la sua arma letale
per aggredire con successo la concorrenza.
Testo a cura di Fabio
Scotti
Possessore di Aprilia
Scarabeo 150
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Ci giro attorno mentre è sul cavalletto... la linea
è forse un po' anonima, ma decisamente elegante e sobria;
insomma non è di quelle che ti stancano dopo 2 mesi e
probabilmente piace più ad un pubblico adulto che
ai teenagers.
Apro lo sportello del vano retroscudo... il vano è
simbolico a dispetto delle dimensioni dello sportello.
Alzo la sella... le dimensioni del vano sottosella sono
modeste; sicuramente necessita un bauletto... il portapacchi
porta l'indicazione di non superare i 3 kg di peso; si
poteva osare qualcosa di più, anche se si comprende
la necessità di non alleggerire l'anteriore per
motivi di tenuta di strada.
Mi siedo sullo scooter e lo tolgo dal cavalletto. La
seduta è comoda, ergonomica e non esageratamente alta
e c'è spazio per i piedi sulla pedana piatta. Le
leve dei freni non sono lontane e si impugnano bene...
l'utenza femminile e chi ha le mani piccole lo apprezzerà.
Il motore si accende facilmente anche con la temperatura
rigidissima ed entra rapidamente in temperatura. Una volta
scaldato ne saggio le prestazioni: veramente notevoli!
A dispetto della cilindrata ridotta, il motore è un vero
ercolino e dopo un attimo di incertezza iniziale (cosa
che approvo dato che l'SH 125 è destinato anche ad un'utenza
novizia) frulla alto e spinge con energia portando il
piccolo Honda rapidamente ai 100 km di tachimetro, che
con un po' di insistenza diventano 110. La sensazione
è che il tachimetro sia sincero e che i km/h indicati
ci siano tutti, fatto pregevole visto l'esagerato ottimismo
di tanti tachimetri .
A 7 chilometri da casa c'è una strada che si inerpica
sul monte con pendenza del 30%... è la prova verità
per le partenze in salita: l'SH se la beve con grinta!
La frenata è di tipo integrale e pur preferendo
io la frenata classica, direi che soddisfa ampiamente
le necessità di arrestare il mezzo in tempi ragionevoli
e risulta comoda per l'utenza meno smaliziata. Io guido
con indice e medio sempre sulle leve e azionando la sola
leva sx si ha la sensazione della leva destra che si muove
da sola e all'inizio bisogna abituarsi. Ho dovuto effettuare
un 'panic stop' causa 'sardomobile' uscita da uno stop
e il mezzo si è arrestato a mezzo metro dalla 'sardo'
senza scomporsi minimamente: "Scusi non l'avevo visto"
"Ma vaff..."!!! Nell'uso prolungato aumenta la forza richiesta
nell'azionare le leve, ma l'impianto frenante non è
certo progettato per un uso esasperato e nell'uso normale
è sicuramente promosso.
Viaggiando su percorsi ricchi di curve si apprezza la
leggerezza del mezzo (circa 120 kg) che permette di buttarlo
di qua e di là rapidamente e con disinvoltura.
Le sospensioni (una delle sue qualità migliori)
coadiuvate dalle ruote da 16 pollici isolano bene dalle
asperità del fondo stradale e non vanno mai in
crisi. Certo, è inverno, c'è la nebbia e il ghiaccio,
le strade sono delle vere "ciofeche" e quindi non è il
caso di rischiare e riportare indietro il mezzo e la pelle
ammaccati, però la sensazione è che su fondo buono
ci si possa divertire parecchio.
Qualche centinaio di metri di sterrato evidenzia la superiorità
della ruota alta su quelle da 10/12 pollici, sia per la
schiena che per la stabilità... Insomma, sarebbe
bello dotare l'SH di ruote artigliate per andare nel fango
e nella neve dell'Elefantentreffen...
Lo dirò a Wvespa
e ne elemosineremo un paio per il 2003!
Il faro illumina discretamente e con ampio fascio di luce.
La protezione aerodinamica non esiste, ma a 100 all'ora
non è un problema e in ogni caso basta un parabrezza.
I consumi sono un punto di forza. Li ho monitorati per
300 km e si sono mantenuti sui 27/28 km litro, pur non
lesinando sul comando del gas.
In conclusione un buon mezzo con ottime sospensioni offerto
ad un prezzo allettante; così devono essere gli
scooter "di massa". Forse non merita la lode su nessun
aspetto, ma non ha carenze e personalmente preferisco
un mezzo che prenda tutti 8 ad uno che prenda qualche
10 abbinato a delle insufficienze. Del resto se il fratellino
maggiore è diventato il best seller della classe
150 qualche motivo ci sarà e se la Honda ha guadagnato
terreno sul mercato degli scooter nel 2001, mentre altri
costruttori hanno subito pesanti debacle, questo lo deve
anche e soprattutto ai numeri dell'SH (e del @), vista
la presenza marginale che ha nel settore 250. Piccolo
grande scooter... peccato che ai miei 18 anni non esistesse!
Testo a cura di Francesco
'Schiapputer' Roberti
Possessore di Yamaha
Majesty 250 e Honda Transalp 600
Foto originali Honda
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