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 · Honda SH 125
06/04/02
Prova di Fabio Scotti
pag. 3/3
VEDI ANCHE: Descrizione, Test su strada

Honda SH è un modello storico per la casa giapponese: con questo nome viene identificato un cicloscooter pratico, robusto, affidabile, ma anche bruttino, con motori di 50 e 100 cc due tempi raffreddati ad aria... Gli anni passano ed oggi al vecchio SH se ne è affiancato uno completamente nuovo, appartenente ad una categoria superiore ed equipaggiato con motori di 125 e 150cc a quattro tempi raffreddati a liquido e omologati Euro 1.
Ipotizzando un confronto diretto con la produzione Piaggio, il nuovo SH si pone a metà strada fra il Beverly ed il Liberty, ma il prezzo è molto più simile a quello di quest'ultimo: per portarselo a casa, infatti, occorrono soltanto 2.840 Euro f.c.
I dati di vendita ne sono una conferma: nella seconda metà del 2001, l'SH in versione 150 è stato il motociclo più venduto in Italia.

Fatte queste premesse, passiamo all'analisi statica.
L'aspetto è decisamente gradevole: se la parte anteriore non può vantare un aspetto particolarmente originale, la parte posteriore è decisamente riuscita, con una filante coda di taglio sportivo; bellissimi i cerchi ruota a cinque razze tangenziali; degna di nota è la verniciatura del retroscudo, una caratteristica purtroppo poco diffusa negli scooter moderni, dove abbonda invece la plastica grezza. Anche gli accoppiamenti sono di ottima qualità, a dispetto del prezzo.
Le dimensioni delle ruote non sfigurerebbero su una moto 350 turistica di una decina d'anni fa: il diametro di 16 pollici, unitamente alle sezioni di 100 per l'anteriore e 120 per il posteriore, promettono margini di sicurezza elevati e conferiscono allo scooter un aspetto grintoso.
Il risparmio traspare invece dagli specchietti retrovisori da ciclomotore, dalla pedana con bulloni a vista e, soprattutto dal freno posteriore a tamburo, che comunque non imbarazza più di tanto, vista la connotazione prevalentemente cittadina dell'SH; e poi, a trovarlo un 125 a meno di 3.000 Euro con il disco posteriore!
La strumentazione presenta una veste grafica un po' variopinta, manca delle spie della riserva carburante e di quella anabbaglianti accesi, ma è dotata del contachilometri parziale; l'orologio digitale è sempre ben illuminato, ma i pulsanti di regolazione possono essere azionati solo con l'ausilio di una penna.
Sotto la sella è possibile stivare soltanto un casco jet, ma è davvero difficile pretendere di più, visto il dimensionamento della ruota.

Per il nostro test dinamico abbiamo avuto modo di testare la versione 125cc.
La sella non offre un'imbottitura molto morbida, ma la posizione di guida è comoda e naturale e, anche dopo ore alla guida, non si avvertono indolenzimenti.
Una metropoli congestionata come Milano è l'ideale per saggiare le qualità di questo scooter: il traffico semiparalizzato e le strade dissestate sono una croce per i cittadini e una ferita aperta per l'amministrazione comunale, ma non riescono a mettere in crisi la robusta ciclistica dell'SH, che affronta con sicurezza rotaie del tram e mattonelle sporgenti e, grazie al peso contenuto, si destreggia agilmente fra le auto in coda.
La frenata è affidata ad un disco anteriore e ad un tamburo posteriore ad intervento combinato: mentre la leva destra comanda il solo freno posteriore, quella sinistra li aziona entrambi, rivelandosi un grande aiuto per i meno esperti.
In accelerazione è dolce fino a 30 Km/h, cosa che favorisce enormemente una guida rilassata nel traffico più caotico; ma superata quella soglia, la spinta diventa decisamente più vigorosa, tanto che, sulle strade statali, ci si può divertire anche ad ingaggiare qualche bonaria sfida al semaforo.
Ma ciò che sorprende dell'SH è la scioltezza che sfodera in ambienti a lui apparentemente poco congeniali, come i misti di montagna, dove il brio del motore e la solidità della ciclistica permettono di soddisfare addirittura qualche prurito sportivo. Certo, se si forza il ritmo, la leggerezza dell'avantreno può compromettere la stabilità, ma si tratterebbe di un utilizzo non in linea con lo spirito del veicolo.
Nei tratti extraurbani veloci e nella guida sotto la pioggia battente ho rimpianto l'assenza di un comodo parabrezza, ma a questa lacuna si può rimediare facilmente attingendo alla vasta offerta di prodotti originali e non.
Per quanto riguarda i consumi, guidando senza troppi riguardi, ci attestiamo intorno ai 28 Km/l; ma credo che, adottando una guida più rilassata, si possano agevolmente superare i 30 Km/l.

In definitiva, uno scooter davvero ben riuscito ed equilibrato, che fa del rapporto qualità-prezzo la sua arma letale per aggredire con successo la concorrenza.

Testo a cura di Fabio Scotti
Possessore di Aprilia Scarabeo 150


Prova di Francesco 'Schiapputer' Roberti

Ci giro attorno mentre è sul cavalletto... la linea è forse un po' anonima, ma decisamente elegante e sobria; insomma non è di quelle che ti stancano dopo 2 mesi e probabilmente piace più ad un pubblico adulto che ai teenagers.
Apro lo sportello del vano retroscudo... il vano è simbolico a dispetto delle dimensioni dello sportello. Alzo la sella... le dimensioni del vano sottosella sono modeste; sicuramente necessita un bauletto... il portapacchi porta l'indicazione di non superare i 3 kg di peso; si poteva osare qualcosa di più, anche se si comprende la necessità di non alleggerire l'anteriore per motivi di tenuta di strada.

Mi siedo sullo scooter e lo tolgo dal cavalletto. La seduta è comoda, ergonomica e non esageratamente alta e c'è spazio per i piedi sulla pedana piatta. Le leve dei freni non sono lontane e si impugnano bene... l'utenza femminile e chi ha le mani piccole lo apprezzerà.
Il motore si accende facilmente anche con la temperatura rigidissima ed entra rapidamente in temperatura. Una volta scaldato ne saggio le prestazioni: veramente notevoli! A dispetto della cilindrata ridotta, il motore è un vero ercolino e dopo un attimo di incertezza iniziale (cosa che approvo dato che l'SH 125 è destinato anche ad un'utenza novizia) frulla alto e spinge con energia portando il piccolo Honda rapidamente ai 100 km di tachimetro, che con un po' di insistenza diventano 110. La sensazione è che il tachimetro sia sincero e che i km/h indicati ci siano tutti, fatto pregevole visto l'esagerato ottimismo di tanti tachimetri .
A 7 chilometri da casa c'è una strada che si inerpica sul monte con pendenza del 30%... è la prova verità per le partenze in salita: l'SH se la beve con grinta!
La frenata è di tipo integrale e pur preferendo io la frenata classica, direi che soddisfa ampiamente le necessità di arrestare il mezzo in tempi ragionevoli e risulta comoda per l'utenza meno smaliziata. Io guido con indice e medio sempre sulle leve e azionando la sola leva sx si ha la sensazione della leva destra che si muove da sola e all'inizio bisogna abituarsi. Ho dovuto effettuare un 'panic stop' causa 'sardomobile' uscita da uno stop e il mezzo si è arrestato a mezzo metro dalla 'sardo' senza scomporsi minimamente: "Scusi non l'avevo visto" "Ma vaff..."!!! Nell'uso prolungato aumenta la forza richiesta nell'azionare le leve, ma l'impianto frenante non è certo progettato per un uso esasperato e nell'uso normale è sicuramente promosso.
Viaggiando su percorsi ricchi di curve si apprezza la leggerezza del mezzo (circa 120 kg) che permette di buttarlo di qua e di là rapidamente e con disinvoltura.
Le sospensioni (una delle sue qualità migliori) coadiuvate dalle ruote da 16 pollici isolano bene dalle asperità del fondo stradale e non vanno mai in crisi. Certo, è inverno, c'è la nebbia e il ghiaccio, le strade sono delle vere "ciofeche" e quindi non è il caso di rischiare e riportare indietro il mezzo e la pelle ammaccati, però la sensazione è che su fondo buono ci si possa divertire parecchio.
Qualche centinaio di metri di sterrato evidenzia la superiorità della ruota alta su quelle da 10/12 pollici, sia per la schiena che per la stabilità... Insomma, sarebbe bello dotare l'SH di ruote artigliate per andare nel fango e nella neve dell'Elefantentreffen... Lo dirò a Wvespa e ne elemosineremo un paio per il 2003!
Il faro illumina discretamente e con ampio fascio di luce.
La protezione aerodinamica non esiste, ma a 100 all'ora non è un problema e in ogni caso basta un parabrezza.
I consumi sono un punto di forza. Li ho monitorati per 300 km e si sono mantenuti sui 27/28 km litro, pur non lesinando sul comando del gas.

In conclusione un buon mezzo con ottime sospensioni offerto ad un prezzo allettante; così devono essere gli scooter "di massa". Forse non merita la lode su nessun aspetto, ma non ha carenze e personalmente preferisco un mezzo che prenda tutti 8 ad uno che prenda qualche 10 abbinato a delle insufficienze. Del resto se il fratellino maggiore è diventato il best seller della classe 150 qualche motivo ci sarà e se la Honda ha guadagnato terreno sul mercato degli scooter nel 2001, mentre altri costruttori hanno subito pesanti debacle, questo lo deve anche e soprattutto ai numeri dell'SH (e del @), vista la presenza marginale che ha nel settore 250. Piccolo grande scooter... peccato che ai miei 18 anni non esistesse!

Testo a cura di Francesco 'Schiapputer' Roberti
Possessore di Yamaha Majesty 250 e Honda Transalp 600

Foto originali Honda

 

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