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ABBIGLIAMENTO
Casco:
Cromwell
Spitfire
Giacca:
Tucano Urbano 'Spring Anorak'
Guanti:
Tucano Urbano
'Spring Hector'
Pantaloni:
Tucano Urbano 'Panta Canvas'
Stivali:
Oxtar
'Urban'

 

 · Honda PS 125i / 150i
26/04/06
ANTEPRIMA SU STRADA

Honda punta al monopolio del segmento 125/150cc? Sembra proprio di si visto che schiera ben 4 modelli differenti in queste cilindrate. Non tutti di eguale gradimento però: se l'SHi spopola non si può dire altrettanto per il Dylan, che naviga a fondo classifica, e per l'@ il cui gradimento sembra in calo.
Facendo tesoro di pregi e difetti dei due 'ruote basse' citati, 'Paneuropean Scooter' (o Perfect Scooter come abbozza qualcuno in Honda Italia...), vuole rappresentare l'alternativa all'SHi per tutti coloro che non apprezzano i 'ruote alte', un target piuttosto corposo, soprattutto nei paesi del centro e nord Europa dove, soprattutto i 125cc fanno numeri significativi.
Un prodotto 'globale', con il non facile compito di piacere a 'tutti', dai giovani ai meno giovani, dai 'calienti' spagnoli ai 'freddi' scandinavi e, non ultimi, agli eclettici italiani.
Del resto progetto e produzione sono interamente 'nostrani' e localizzati a Roma ed Atessa, in uno degli stabilimenti Honda di riferimento, al di fuori del Giappone.
Cuore di questo modello, l'azzeccato propulsore raffreddato a liquido ed alimentato ad iniezione elettronica, già utilizzato sull'SHi e rispondente alle più restrittive norme Euro 3.
Mossa 'vincente' nei confronti di @ e Dylan (almeno stando ai sondaggi effettuati) il passaggio alla pedana piatta e ad un design più importante e al contempo 'sbarazzino'.
Vediamolo nel dettaglio.

LINEA/DOTAZIONE
Dalle premesse si capisce che il compito non era per niente facile: un design che piaccia ad età, sesso e latitudini diverse richiede inevitabili compromessi e una personalità non urlata, con il rischio di cadere nell'anonimato.
Pur senza sfoggiare la sobria modernità dell'@ o il piglio sportivo del Dylan trae molto della sua caratterizzazione dal frontale, dominato dalla griglia del radiatore e dall'originale faro sovrastante. La vista laterale è meno particolare e si fa notare per le convessità che ne alleggeriscono i fianchi sottosella, terminando con un gruppo ottico che richiama le naked turistiche costruite ad Atessa.
Elemento che più è piaciuto, sia ai tester che nei commenti degli scooteristi incontrati per le vie di Genova e dintorni (teatro della prova su strada), è stato l'utilizzo del bi-color fra plastiche verniciate e non. Una piccola innovazione che vuole nobilitare elementi solitamente sottovalutati, con evidenti riferimenti agli interni delle moderne autovetture, dove il design è ricercato come e più che per la carrozzeria.
La qualità complessiva è lodevole ed è difficile trovare dettagli poco curati, pur in un prodotto in cui l'ottimizzazione dei costi ha un ruolo non secondario.
Allo stesso modo vanno considerate le dotazioni, con un cruscotto semplice, ma completo sia del livello carburante che del contachilometri parziale, anche se manca la spia della riserva. I comandi al manubrio sono ridotti all'indispensabile, ma non manca il flash abbagliante e un ingegnoso freno di stazionamento applicato direttamente alla leva sinistra.
Il blocchetto d'accensione comanda lo sgancio della sella, stabile anche se priva di elementi di sostegno, sotto la quale troviamo il tappo del serbatoio carburante e uno spazio bagagli capace di ospitare un casco, anche integrale, ma non una valigia 24 ore. Due piccole sporgenze anteriori consentono l'aggancio, sotto chiave, di altrettanti caschi, consuetudine motociclistica, incomprensibilmente rara fra gli scooter. Davvero minimo invece il vano nel retroscudo, adatto al cellulare o ad un paio di guanti estivi, oltre a consentire una rapida ispezione dei fusibili.
Poco sotto il gancio portaborse, forse un po' basso, a cui affrancare gli oggetti da poggiare sulla pedana piatta.
Fra le dotazioni non va dimenticato il portapacchi, con maniglie integrate per il passeggero, che funge anche da base per l'elegante bauletto opzionale.

CICLISTICA
Deriva strettamente da quella dell'SHi, dalla quale si differenzia per l'utilizzo di panciuti pneumatici Pirelli GTS da 13 pollici, 110/90 all'anteriore e 130/70 al posteriore in vece di quelli da 16".
Le differenze si può dire che si fermino qui, visto che le misure caratteristiche risultano molto simili: 1990 x 700 x 1150 mm ( (LxLxA), così come il peso: 126kg e l'interasse: 1340mm.
Sempre paragonabili, pur se adattate al diametro delle ruote, gli ammortizzatori regolabili e la forcella Showa.
Praticamente identico anche l'impianto frenante di tipo combinato CBS, che sfrutta un disco anteriore da 220mm ed un tamburo posteriore da 130mm, azionati simultaneamente dalla leva sinistra, grazie ad un rimando meccanico alla leva destra, che agisce singolarmente sul disco anteriore.

PROPULSORE
Fiore all'occhiello, sia di PSi che di SHi (è identico), rappresenta probabilmente il motore più riuscito della sua categoria: potente non solo nei dati tecnici, ma soprattutto ai regimi più utilizzati, scevro da vibrazioni e caratterizzato da consumi ridottissimi. Si distingue dalla concorrenza per un'evoluta e compattissima unità che integra il corpo farfallato, i sensori e l'iniettore con la centralina ECU. Lo scarico catalizzato con sonda lambda garantisce il rispetto delle normative Euro 3.
Nel dettaglio la potenza massima raggiunge i 10,1kW a 9.000giri nel 125 e gli 11,6kW a 8.500giri nel 150, mentre la coppia massima si attesta rispettivamente su 11,5 e 14 Nm, sempre a 7.000giri.

TEST SU STRADA
La 'location' era una delle più belle al mondo (anche se dalle foto non si nota...), ovvero il tratto di mare fra Portofino e Genova, che per una volta ci ha 'regalato' una pioggia battente, fortunatamente svanita velocemente per far posto ad un più consono sole pre-estivo.
Inevitabile iniziare dalla posizione in sella che è di tipo 'motociclistico', ovvero con busto dritto e gambe ad angolo retto. La triangolatura sella-pedana-manubrio è in grado di ospitare anche chi ha un'altezza superiore alla media, mentre il piano di seduta non favorisce chi è sotto il metro e settanta, nonostante le svasature di sella e pedana.
Ben congegnata anche la sistemazione del passeggero, con comode maniglie e pedane estraibili orizzontalmente (anche se non belle come quelle dell'SHi).
Richiede poco sforzo il cavalletto centrale, ma nelle brevi soste si sente la mancanza del laterale.
Si parte e subito si nota la peculiarità del PSi, ovvero una maneggevolezza da record, in grado di consentire gli slalom più contorti anche nel traffico più serrato. Questo non vuol dire mancanza di stabilità al crescere della velocità, soprattutto sul dritto, mentre mi è sembrato meno suo agio nelle 'pieghe' più accentuate, per via di una certa leggerezza dell'avantreno, anche se stiamo uscendo dalla sua destinazione d'uso.
Le sospensioni, pur nella loro semplicità si sono dimostrate efficaci sia sul ciottolato che sull'asfalto rovinato, chinando il capo solo sulle buche più dure.
Efficace la frenata, che si effettua prevalentemente usando la sola leva sinistra, utilizzando la destra qualora si necessiti di maggior potenza. Il CBS meccanico porta però la leva destra a muoversi, anche se non azionata direttamente e la cosa, soprattutto all'inizio crea un minimo di disagio, che diminuisce con l'uso. Rimane una frenata non potentissima, ma progressiva, in grado di offrire rapidi rallentamenti col minimo rischio di bloccaggio delle ruote, anche ai neofiti. Il tamburo posteriore sembra quindi un ostacolo più psicologico che pratico all'efficacia finale della frenata, anche se non si raggiunge l'eccellenza del sistema utilizzato sull'Honda Pantheon.
Limitata la protezione aerodinamica, secondaria viste le velocità in gioco, non altrettanto secondaria quella dagli agenti atmosferici, che si limita alle gambe e ai piedi, lasciando del tutto esposto il busto e il casco, integrabile con il parabrezza opzionale, anche se non sarebbe male disporre di una versione più compatta, meglio ancora se priva dei sostegni metallici.
Dulcis in fundo il propulsore, sempre in gran forma, ogni volta che mi capita di provarlo, anche dopo la 'cura' Euro 3. Pronto ad ogni regime, con una buona progressione ed una regolarità di funzionamento ben coadiuvata dalla trasmissione, sfoggia un pur minimo freno motore. Non si fa impensierire neppure dai ripidi vicoli genovesi e dalle partenze in salita. Naturalmente il 153cc può offrire quel brio in più, soprattutto a livello di coppia, che aiuta nei sorpassi o a lasciarsi alle spalle il traffico automobilistico, ma anche il 125 sa difendersi più che bene.
Non c'è stata l'occasione di superare i 100km/h, ma il propulsore, pur non brillando in allungo, è comunque in grado di velocità indicate di circa 110 e 115km/h, più che sufficienti per l'uso a cui è destinato.
Non ho ovviamente dati reali sui consumi, che non vengono neppure dichiarati nella cartella stampa, ma dovrebbero essere sovrapponibili a quelli dell'SH, che ostenta 34km/litro nel ciclo ECE40.

ACCESSORI
Come descritto dettagliatamente nella SuperScheda non mancano gli accessori opzionali più richiesti, in particolare il bauletto posteriore che si fissa direttamente al portapacchi, senza interposizione di alcuna piastra e che può essere acquistato sia contestualmente al veicolo, che in un secondo tempo, sempre usufruendo della chiave unica con l'avviamento. Ha una capienza di 35 litri, ospita quindi anche il più voluminoso dei caschi modulari, è verniciato nei colori della carrozzeria e dispone di un comodo poggiaschiena per il passeggero. Disponibile anche un'apposita borsa interna (25 litri) per portare rapidamente con se il contenuto.
Il parabrezza integra gli utilissimi paramani, soprattutto in inverno, ed è dotato di omologazione europea, pur utilizzando due lunghi supporti metallici, fortunatamente curvati all'estremità superiore.
Non si è dimenticato il vezzo estetico, grazie alla cornice cromata per radiatore e strumentazione e la protezione dagli agenti atmosferici in sosta, grazie al telo copriscooter anti UV, impermeabile e traspirante.

COMPETITOR
Tutti e nessuno. Tutti se consideriamo la destinazione d'uso, ovvero i trasferimenti nell'area urbana, sia per recarsi al lavoro che per muoversi agilmente nel tempo libero. Nessuno se consideriamo la sofisticazione del motore, la ricca dotazione e il rapporto qualità/prezzo.
Gli unici veri concorrenti sono allora in casa Honda, in primis l'SHi, di cui rappresenta l'alternativa a ruote basse, con il vantaggio di un prezzo appena più vantaggioso. In secondo luogo Dylan ed @, entrambi con ruote da 13" e dotazioni simili, tranne per il propulsore Euro 2, a carburatore, offerti però a quotazioni più competitive, in particolare il primo che però sta uscendo di produzione (affrettatevi!). Per ultimo è possibile considerare anche il Pantheon 125/150, più completo e dotato, anche ciclisticamente, con un propulsore molto simile, ma ancora Euro 2, offerto ad un prezzo più elevato ma non irraggiungibile.

CONCLUSIONI
Con la sostanza mediata direttamente dal best seller SHi, potrebbe conquistare tutti coloro che non sentono la necessità delle ruote alte e non disdegnano maggiore spazio nel sottosella, lasciando ancora meno spazio alla concorrenza in questo combattuto segmento di mercato. Lo scrivo al condizionale, perché certezze assolute le forniscono solo i dati di vendita, e anche veicoli azzeccati come il Dylan, se non apprezzati nel design o considerati 'trendy' dalle mode, non raggiungono i risultati che meritano.
Il Paneuropean Scooter o Perfect Scooter che dir si voglia, sembra però avere tutte le carte in regola, non solo tecnologiche, ma anche quell'aria sbarazzina (soprattutto nelle versioni bi-color con sella rossa), per fare breccia nel suo pubblico di riferimento e arrivare dove i suoi predecessori a ruota bassa non sono riusciti.

Testo: Fabrizio Villa
Foto: Zep Gori

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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