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 · HONDA SILVER WING 600
by Martino Pietropoli
15/11/01

Da circa 3 settimane sono proprietario di un Honda Silverwing 600. Proprietario estremamente soddisfatto, devo aggiungere. Non ho intenzione comunque di ribadire per l'ennesima volta i toni celebrativi che la stampa di settore ha dedicato a questo scooter. Cerchero' di essere il piu' equidistante possibile, anche se l'emozione che deriva dal possesso e dall'utilizzo di un mezzo cosi' dotato riesce ad annebbiare il giudizio.

Premetto che sono neofita del settore: ho posseduto in precedenza un Pantheon 125 acquistato a gennaio 2001 e tenuto per 6 mesi circa, senza aver prima avuto altre esperienze motociclistiche, ne' averne mai sentito lo stimolo. Non ho quindi molti km sulle spalle, ne' molti termini di paragone. Un solo viaggio, in Liguria a giugno, che mi ha confermato in almeno 2 opinioni: 1. Il Pantheon 125 e' un mezzo eccezionale, instancabile e comodo; 2. per affrontare viaggi lunghi la cilindrata superiore al 250 cc. non significa solo velocita' superiore, ma soprattutto comodita' e *sicurezza*, molta piu' sicurezza. Detto questo chiedo venia per le inevitabili imprecisioni tecnico/linguistiche.

Ma entriamo nello specifico del Silverwing.

ESTETICA Come una bella donna ci attrae essenzialmente per lo stimolo visivo che esercita, lo stesso vale per una moto. E' innegabile che l'Honda Silverwing sia uno degli scooter esteticamente meglio riusciti: fronte e retro sono molto equilibrati fra di loro; ad un frontale gradevole, ma forse non particolarmente originale, si sposa un posteriore dal disegno estremamente ardito e originale ma affatto esagerato: e' semplicemente la naturale conclusione di un muso aggressivo: un gruppo ottico inedito che ha fatto meritare a questo scooter l'appellativo di "Interceptor" (riconosco la paternita' di questo attributo a mio cugino) è sicuramente cio' che piu' colpisce del retrotreno.
Parlando dell'aspetto del SW non si puo' certo trascurare il capiente cruscotto in tinta con due stipetti laterali al manubrio, dei quali il sinistro (chiudibile con la chiave generale e dotato di presa da 12V per la ricarica del cellulare) e' talmente profondo da contenere una bottiglia da 2 litri e il destro poco piu' di uno svuotatasche.
La strumentazione e' composta da un tachimetro centrale, un contagiri a sx (strumento questo che ha attirato il sarcasmo di molti puristi della moto che si chiedono a cosa possa servire su di un mezzo senza cambio manuale) e un pannello digitale a cristalli liquidi che riporta l'indicatore della capacita' del serbatoio, la temperatura del motore, l'orologio e il contachilometri totale e parziale ed infine una barra di spie varie ed eventuali posta al di sotto dei tre quadranti principali.
Sul manubrio - pratico e comodo - trovano alloggio i consueti comandi, mentre alla base e' situato il blocco di accensione dotato di antifurto Immobilyzer che verifica la corrispondenza fra il codice della chiave inserita e quello dell'iniezione elettronica che non viene attivata se si tenta di forzare l'accensione con una chiave differente (cosi' sulla carta, ma spero di non doverlo mai mettere alla prova).
L'ampia sella a doppio livello con schienali bassi e' molto comoda: forse un po' troppo morbida. Va inoltre fatto rilevare che la forma della sella e la superficie contenuta del cupolino espongono notevolmente il passeggero alle turbolenze, in particolare alle alte velocita', ma sembra improbabile che il problema possa essere eliminato: in altre termini si tratta dello scotto che bisogna pagare per avere in cambio una moto molto comoda sia per il guidatore che per il passeggero; non va infatti dimenticato che la posizione alta del passeggero gli permette una visuale molto ampia, ed il conseguente vento in faccia...
Sotto la sella trova spazio un campo da calcio del subbuteo: 51 litri di capienza sono veramente tanti per uno scooter, e sono un sogno irrealizzabile per qualsiasi moto. La sella e' incernierata in punta sul tunnel centrale (dove e' situato anche il tappo del serbatoio) ed e' tenuta aperta da un pistone pneumatico. In un dettaglio importante come l'apertura della sella l'ingegno dei tecnici Honda non si e' espresso ai massimi livelli: la cerniera e' sottodimensionata e fa sbandare l'insieme in fase di apertura; la struttura della sella si deforma quando si carica eccessivamente e si sforza la chiusura, con la conseguente deformazione e mancata chiusura; una volta deformata le due serrature che la bloccano non sono piu' allineate e bisogna studiare diversi sistemi di pressione per riuscire a bloccarla.
Un ultimo dettaglio colpisce l'osservatore: l'ampio terminale dello scarico che convoglia i fumi dei due cilindri provvisto di una placca cromata per evitare di bruciarsi toccandolo inavvertitamente ha una presenza imponente che si integra perfettamente nel disegno filante e futuristico della fiancata destra.

MOTORE Ribadisco la mia precedente esperienza con uno scooter 125 per fare capire con cosa paragono il SW: a detta di molti, comunque, il SW ha una motorizzazione eccezionale. Gia' il fatto di avere una cilindrata di 600 cc rende qualsiasi paragone all'interno dello stesso segmento un po' forzato: e' ovvio infatto che da un motore del genere ci si debbano aspettare delle prestazioni considerevoli. Della velocita' che rende possibile raggiungere se ne sa da tempo (personalmente non l'ho ancora portato all'estremo - ho percorso appena 600 km): cio' che voglio sottolineare e' la grande maneggevolezza e docilita' del bicilindrico. Da fermo non fa quasi vibrare la moto, in movimento e' progressivo, molto pronto e sensibile all'accelerazione, ma soprattutto incredibilmente morbido e fluido: sia nelle partenze che nelle accelerazioni non strappa mai e fornisce sempre una spinta (e che spinta!) decisa, ma mai violenta. Data la cilindrata il freno motore si fa sentire, ma basta farci l'abitudine e imparare ad impiegarlo quasi come il freno principale, per poi bloccare le ruote con la frenata integrale con dischi anteriore e posteriore. L'erogazione sembra infinita: ai 110-120 all'ora basta girare un po' l'acceleratore per capire che ce n'e' ancora, eccome.

SICUREZZA L'impressione piu' indelebile che ho provato guidando le prime volte il SW e' l'estrema facilita' con cui si fa portare: ovviamente e' una moto che da ferma fa sentire tutti i sui 210 e piu' kg. Non appena pero' la si porta sopra i 30 km orari diventa maneggevole come un qualsiasi scooter, fatto salvo l'ingombro sensibilmente superiore a quello degli scooter da citta'. L'impiego nel circuito urbano non e' quindi improbo, affatto. Fuori citta' e sul percorso misto comunica immediatamente molta sicurezza: non solo per la presenza del motore che da sempre l'impressione di avere una certa potenza a disposizione, ma nel comportamento sicuro e lineare nell'affrontare le curve, nella compostezza con cui assorbe le asperita' del terreno e nella precisione con cui mantiene la traiettoria. Non ho esperienza di guida di moto a marce, ma amici mi hanno confermato che ha un assetto che non fa compiangere molto i mezzi che per natura hanno piu' tenuta, data la gommatura di cui dispongono e per la distribuzione di pesi su cui e' basato il loro comportamento dinamico. Ovviamente la confidenza che il SW da ha come contraltare un eccessivo senso di sicurezza che puo' dare al guidatore: procedere a 70 km/h o a 120 km/h puo' non essere cosi' diverso, tanto che bisogna sempre tenere d'occhio il tachimetro.
Una prova della sua sicurezza l'ho pero' avuta in occasione di un sorpasso che stavo compiendo in modalita' da perfetto imbecille: affiancato il furgone che volevo superare su di una strada statale ho realizzato che non l'avrei compiuto, a patto quantomeno di smaterializzarmi poco prima dell'impatto con la macchina che veniva in senso contrario e rimaterializzarmi -incolume, ovviamente, davanti al furgone. A circa 120 km/h ho frenato bruscamente a 40 cm di distanza dalla fiancata del furgone: il SW ha iniziato a scodare sensibilmente, ma non ha mai perso la traiettoria, e mi ha permesso di rientrare in carreggiata sano e salvo. La cosa e' ancora piu' incredibile se si pensa che non avevo esperienza di guida pericolosa: non sapevo cioe' come portare una moto in condizioni limite. Per questo confermo che il 90% del merito va al SW e il 10% al sangue freddo che ho mantenuto quando ho sentito che scodava visibilmente. 10% annullato comunque dal comportamento totalmente irresposabile che ho tenuto.
Alle alte velocita' (oltre i 120-130 km/h) il SW e' sempre stabile e affatto sofferente per le turbolenze dovute al vento: in curva a velocita' sostenuta ha manifestato un certo beccheggio del retrotreno, dovuto, come ho scoperto poi, ad una regolazione asimmetrica degli ammortizzatori posteriori (una nota di biasimo al concessionario e una a me che non ho controllato). A conclusione di quanto detto una nota sui freni del SW: come da Cyberscooter gia' osservato, il sistema e' effettivamente sottodimensionato e non permette di arrestare in tutta sicurezza e confidenza un mezzo di queste dimensioni.

Concludendo: la soddisfazione e' somma. Il SW ha risposto egregiamente a tutte le mie inesperte aspettative, e per certi aspetti si e' dimostrato perfino piu' entusiasmante di quanto mi aspettassi. Piu' semplice da guidare di quanto credessi, piu' veloce e scattante del previsto, piu' preciso e piu' comodo di quanto volessi.

Testo by Martino Pietropoli


 

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