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Da circa 3 settimane sono proprietario
di un Honda Silverwing 600. Proprietario estremamente
soddisfatto, devo aggiungere. Non ho intenzione comunque
di ribadire per l'ennesima volta i toni celebrativi che
la stampa di settore ha dedicato a questo scooter. Cerchero'
di essere il piu' equidistante possibile, anche se l'emozione
che deriva dal possesso e dall'utilizzo di un mezzo cosi'
dotato riesce ad annebbiare il giudizio.
Premetto che sono neofita del settore: ho posseduto
in precedenza un Pantheon 125 acquistato a gennaio 2001
e tenuto per 6 mesi circa, senza aver prima avuto altre
esperienze motociclistiche, ne' averne mai sentito lo
stimolo. Non ho quindi molti km sulle spalle, ne' molti
termini di paragone. Un solo viaggio, in Liguria a giugno,
che mi ha confermato in almeno 2 opinioni: 1. Il Pantheon
125 e' un mezzo eccezionale, instancabile e comodo; 2.
per affrontare viaggi lunghi la cilindrata superiore al
250 cc. non significa solo velocita' superiore, ma soprattutto
comodita' e *sicurezza*, molta piu' sicurezza. Detto questo
chiedo venia per le inevitabili imprecisioni tecnico/linguistiche.
Ma entriamo nello specifico del Silverwing.
ESTETICA Come una bella
donna ci attrae essenzialmente per lo stimolo visivo che
esercita, lo stesso vale per una moto. E' innegabile che
l'Honda Silverwing sia uno degli scooter esteticamente
meglio riusciti: fronte e retro sono molto equilibrati
fra di loro; ad un frontale gradevole, ma forse non particolarmente
originale, si sposa un posteriore dal disegno estremamente
ardito e originale ma affatto esagerato: e' semplicemente
la naturale conclusione di un muso aggressivo: un gruppo
ottico inedito che ha fatto meritare a questo scooter
l'appellativo di "Interceptor" (riconosco la paternita'
di questo attributo a mio cugino) è sicuramente cio'
che piu' colpisce del retrotreno.
Parlando dell'aspetto del SW non si puo' certo trascurare
il capiente cruscotto
in tinta con due stipetti laterali al manubrio, dei quali
il sinistro (chiudibile con la chiave generale e dotato
di presa da 12V per la ricarica del cellulare) e' talmente
profondo da contenere una bottiglia da 2 litri e il destro
poco piu' di uno svuotatasche.
La strumentazione e' composta
da un tachimetro centrale, un contagiri a sx (strumento
questo che ha attirato il sarcasmo di molti puristi della
moto che si chiedono a cosa possa servire su di un mezzo
senza cambio manuale) e un pannello digitale a cristalli
liquidi che riporta l'indicatore della capacita' del serbatoio,
la temperatura del motore, l'orologio e il contachilometri
totale e parziale ed infine una barra di spie varie ed
eventuali posta al di sotto dei tre quadranti principali.
Sul manubrio - pratico e
comodo - trovano alloggio i consueti comandi, mentre alla
base e' situato il blocco di accensione dotato di antifurto
Immobilyzer che verifica la corrispondenza fra il codice
della chiave inserita e quello dell'iniezione elettronica
che non viene attivata se si tenta di forzare l'accensione
con una chiave differente (cosi' sulla carta, ma spero
di non doverlo mai mettere alla prova).
L'ampia sella a doppio livello
con schienali bassi e' molto comoda: forse un po' troppo
morbida. Va inoltre fatto rilevare che la forma della
sella e la superficie contenuta del cupolino espongono
notevolmente il passeggero alle turbolenze, in particolare
alle alte velocita', ma sembra improbabile che il problema
possa essere eliminato: in altre termini si tratta dello
scotto che bisogna pagare per avere in cambio una moto
molto comoda sia per il guidatore che per il passeggero;
non va infatti dimenticato che la posizione alta del passeggero
gli permette una visuale molto ampia, ed il conseguente
vento in faccia...
Sotto la sella trova spazio
un campo da calcio del subbuteo: 51 litri di capienza
sono veramente tanti per uno scooter, e sono un sogno
irrealizzabile per qualsiasi moto. La sella e' incernierata
in punta sul tunnel centrale (dove e' situato anche il
tappo del serbatoio) ed e' tenuta aperta da un pistone
pneumatico. In un dettaglio importante come l'apertura
della sella l'ingegno dei tecnici Honda non si e' espresso
ai massimi livelli: la cerniera e' sottodimensionata e
fa sbandare l'insieme in fase di apertura; la struttura
della sella si deforma quando si carica eccessivamente
e si sforza la chiusura, con la conseguente deformazione
e mancata chiusura; una volta deformata le due serrature
che la bloccano non sono piu' allineate e bisogna studiare
diversi sistemi di pressione per riuscire a bloccarla.
Un ultimo dettaglio colpisce l'osservatore: l'ampio terminale
dello scarico che convoglia i fumi dei due cilindri
provvisto di una placca cromata per evitare di bruciarsi
toccandolo inavvertitamente ha una presenza imponente
che si integra perfettamente nel disegno filante e futuristico
della fiancata destra.
MOTORE Ribadisco la mia
precedente esperienza con uno scooter 125 per fare capire
con cosa paragono il SW: a detta di molti, comunque, il
SW ha una motorizzazione eccezionale. Gia' il fatto di
avere una cilindrata di 600 cc rende qualsiasi paragone
all'interno dello stesso segmento un po' forzato: e' ovvio
infatto che da un motore del genere ci si debbano aspettare
delle prestazioni considerevoli. Della velocita' che rende
possibile raggiungere se ne sa da tempo (personalmente
non l'ho ancora portato all'estremo - ho percorso appena
600 km): cio' che voglio sottolineare e' la grande maneggevolezza
e docilita' del bicilindrico. Da fermo non fa quasi vibrare
la moto, in movimento e' progressivo, molto pronto e sensibile
all'accelerazione, ma soprattutto incredibilmente morbido
e fluido: sia nelle partenze che nelle accelerazioni non
strappa mai e fornisce sempre una spinta (e che spinta!)
decisa, ma mai violenta. Data la cilindrata il freno motore
si fa sentire, ma basta farci l'abitudine e imparare ad
impiegarlo quasi come il freno principale, per poi bloccare
le ruote con la frenata integrale con dischi anteriore
e posteriore. L'erogazione sembra infinita: ai 110-120
all'ora basta girare un po' l'acceleratore per capire
che ce n'e' ancora, eccome.
SICUREZZA L'impressione
piu' indelebile che ho provato guidando le prime volte
il SW e' l'estrema facilita' con cui si fa portare: ovviamente
e' una moto che da ferma fa sentire tutti i sui 210 e
piu' kg. Non appena pero' la si porta sopra i 30 km orari
diventa maneggevole come un qualsiasi scooter, fatto salvo
l'ingombro sensibilmente superiore a quello degli scooter
da citta'. L'impiego nel circuito
urbano non e' quindi improbo, affatto. Fuori citta'
e sul percorso misto comunica
immediatamente molta sicurezza: non solo per la presenza
del motore che da sempre l'impressione di avere una certa
potenza a disposizione, ma nel comportamento sicuro e
lineare nell'affrontare le curve, nella compostezza con
cui assorbe le asperita' del terreno e nella precisione
con cui mantiene la traiettoria. Non ho esperienza di
guida di moto a marce, ma amici mi hanno confermato che
ha un assetto che non fa compiangere molto i mezzi che
per natura hanno piu' tenuta, data la gommatura di cui
dispongono e per la distribuzione di pesi su cui e' basato
il loro comportamento dinamico. Ovviamente la confidenza
che il SW da ha come contraltare un eccessivo senso di
sicurezza che puo' dare al guidatore: procedere a 70 km/h
o a 120 km/h puo' non essere cosi' diverso, tanto che
bisogna sempre tenere d'occhio il tachimetro.
Una prova della sua sicurezza l'ho pero' avuta in occasione
di un sorpasso che stavo compiendo in modalita' da perfetto
imbecille: affiancato il furgone che volevo superare su
di una strada statale ho realizzato che non l'avrei compiuto,
a patto quantomeno di smaterializzarmi poco prima dell'impatto
con la macchina che veniva in senso contrario e rimaterializzarmi
-incolume, ovviamente, davanti al furgone. A circa 120
km/h ho frenato bruscamente a 40 cm di distanza dalla
fiancata del furgone: il SW ha iniziato a scodare sensibilmente,
ma non ha mai perso la traiettoria, e mi ha permesso di
rientrare in carreggiata sano e salvo. La cosa e' ancora
piu' incredibile se si pensa che non avevo esperienza
di guida pericolosa: non sapevo cioe' come portare una
moto in condizioni limite. Per questo confermo che il
90% del merito va al SW e il 10% al sangue freddo che
ho mantenuto quando ho sentito che scodava visibilmente.
10% annullato comunque dal comportamento totalmente irresposabile
che ho tenuto.
Alle alte velocita' (oltre
i 120-130 km/h) il SW e' sempre stabile e affatto sofferente
per le turbolenze dovute al vento: in curva a velocita'
sostenuta ha manifestato un certo beccheggio del retrotreno,
dovuto, come ho scoperto poi, ad una regolazione asimmetrica
degli ammortizzatori posteriori (una nota di biasimo al
concessionario e una a me che non ho controllato). A conclusione
di quanto detto una nota sui freni del SW: come da Cyberscooter
gia' osservato, il sistema e' effettivamente sottodimensionato
e non permette di arrestare in tutta sicurezza e confidenza
un mezzo di queste dimensioni.
Concludendo: la soddisfazione
e' somma. Il SW ha risposto egregiamente a tutte le mie
inesperte aspettative, e per certi aspetti si e' dimostrato
perfino piu' entusiasmante di quanto mi aspettassi. Piu'
semplice da guidare di quanto credessi, piu' veloce e
scattante del previsto, piu' preciso e piu' comodo di
quanto volessi.
Testo by Martino
Pietropoli
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