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 · HONDA SILVER WING 600
by Luca Scarpat
10/04/01

A Brescia in questo momento c'è la doppia fortuna di potere provare su strada la nuova Honda Silver Wing 600 e il Tmax della Yamaha: i concessionari locali - secondo me lungimiranti - hanno ben capito che solo facendo testare la motocicletta per una seppure breve prova su strada, si convincono anche i più scettici sulla bontà di questi maxiscooter o mezzi da turismo o moto automatiche, che dir si voglia.
Devo dire che il Silver Wing l'ho avuto in mano per quasi tre quarti d'ora - grazie alla cortesia del concessionario Honda Schivardi, appunto in Brescia - e mi scuso sin da subito se qualche giudizio sarà viziato da parte mia perché, lo confesso, da un paio di mesi sono possessore di un Yamaha Tmax dopo aver dato in permuta un Majesty 250, modello 2000.
Devo anche dire che nella mia personale carriera motociclistica ho posseduto otto (ottime) Honda e il Tmax è la mia settima Yamaha: ritengo queste due marche giapponesi al di sopra della concorrenza con Yamaha che ultimamente ha recuperato parecchio rispetto alla Honda, da me ritenuta - per vari modelli sin qui prodotti - la miglior casa motociclistica.
Con queste dovute premesse spero che qualcuno creda ancora alla mia obiettività (magari fosse così facile essere obiettivi!) ma devo dire che mi sono avvicinato al Silver Wing con la dovuta curiosità, con la certezza che questo nuovo prodotto della Honda fosse davvero bello e con la convinzione comunque che questo tipo di moto (Tmax compreso) avranno tanto successo perché incontrano il mio personale obiettivo (che presunzione!) di avere un mezzo comodo, protettivo, facile da guidare, maneggevole, abbastanza economico nell'uso.

Comoda e sicura come una supertourer; potente come una media cilindrata dell'ultima generazione; frenata come la migliore supersportiva: queste in sintesi le migliori caratteristiche del nuovo Silver Wing 600 e che si apprezzano avvicinandovisi anche per pochi minuti. Che sia uno scooter di grossa cilindrata o, meglio ancora, una 'moto automatica' è il medesimo dubbio che mi ha assalito quando ho provato per la prima volta il Tmax e quando sono salito in sella al Silver Wing, ma con questo duplice concetto vorrei però sottolineare la notevole facilità di guida che questi due mezzi emanano sin dal primo contatto. Inutile dirlo (e ripeterlo): Honda ha centrato ancora una volta l'obiettivo costruendo un mezzo davvero riuscito che - mi auguro - otterrà moltissimi consensi e darà la stura a tutta una serie di nuovi modelli europei e giapponesi. Sullo stesso piano di caratteristiche comuni vanno oggi - in verità - messi sia il Tmax di casa Yamaha, l'X9 500 della Piaggio e il futuro grosso scooter dell'Aprilia/Guzzi annunciato tra qualche mese (a proposito si dice anche di un Burgman 600 bicilindrico pronto prima della fine 2001!).

Salire sul Silver Wing è un'impresa facilissima: i 204 chilogrammi di massa non si sentono minimamente e il peso in movimento scompare, grazie ad un'ottima maneggevolezza e ad un notevole equilibrio generale che rende facile la guida anche nel caotico traffico urbano. La sella posta a meno di 80 centimetri dal suolo e la pedana svasata sui lati (Suzuki Burgman è stato il primo con questa novità, bisogna darne atto) permettono a tutti un agevole presa a terra, sia nella soste sia nei movimenti col motore spento. Sgattaiolare nel traffico cittadino è davvero facile col Silver Wing: ripeto che i due quintali (a secco) non si sentono proprio e la notevole direzionalità anche alla minime velocità permette di non perdere mai l'equilibrio anche nei momenti più critici.

Mi fermo comunque ancora ad un'analisi statica del nuovo Silver Wing 600 perché forse ho saltato troppo in fretta la cura delle finiture e le trovate quasi geniali che caratterizzano per comfort e sicurezza anche questa nuova realizzazione Honda. E' una caratteristica oggi comune a quasi tutta la produzione giapponese ma che nelle Honda trova sempre la sua massima espressione: nel Silver Wing completa è la strumentazione - con contagiri e tachimetro analogici - e molto comodi i due portaoggetti posti dietro allo scudo anteriore che permettono di stivare guanti, tuta antipioggia e telefono cellulare. Questo spazio, unito al vano 'matrimoniale' che il Silver Wing nasconde sotto la sella, permettono a questo scooterone un tranquillo e comodo turismo a medio e largo raggio col bagaglio celato e protetto da qualsiasi cattiva intenzione. Altre finezze quali l'antifurto immobilizzatore - con inserimento automatico attraverso la chiave di accensione - e il freno a mano completano un quadro generale di prim'ordine a cui però vanno anche aggiunti i segnalatori d'uso sui copertoni e lo schienale del guidatore regolabile longitudinalmente al fine di far assumere la miglior posizione di guida.

In sella dunque, si parte! Il rombo del motore è bello, pieno e possente ma senza mai disturbare e al minimo le vibrazioni sono ben controllate: il motore a due cilindri di 600 centimetri cubici di cilindrata ha quattro valvole per cilindro comandate da un doppio albero a cammes in testa. Il raffreddamento è a liquido e l'alimentazione ad iniezione elettronica che, assieme al corretto stacco del variatore continuo, dà una sensazione di regolarità e di pienezza sin dai regimi più bassi. La potenza comunque c'è e ad ogni minima rotazione della manopola del gas il Silver Wing guizza in avanti con un'agilità e una sveltezza senza pari.
La forcella con steli di 41 millimetri di diametro assicura un buon comfort di marcia mentre al retrotreno la coppia di ammortizzatori ricorda uno schema classico, già visto sugli scooter di media cubatura. Nel reparto freni troviamo un disco all'anteriore e un altro sulla ruota posteriore col ben noto sistema di frenatura integrale che permette con la leva sinistra di azionare la pinza posteriore e anche uno dei pistoncini del freno a disco anteriore mentre la leva destra al manubrio comanda, classicamente, il freno anteriore. Il tutto si tramuta nell'uso in una possente azione frenante che anche chi è alle prime armi può sfruttare a dovere.
Che dire della potenza del motore: fenomenale! La coppia è invero un po' alta e, per esempio, rispetto al Tmax quest'ultimo è decisamente meno rabbioso e potente ma ha parecchia coppia in più ai bassi. Non che il Silver Wing debba essere usato sempre 'a manetta' per sfruttarne le doti di potenza ma quando si apre con decisione la potenza arriva quasi di colpo e con una bella botta nella schiena.
Le prestazioni massime ovviamente non le ho provate ma ritengo che questi mezzi debbano offrire una velocità di crociera di 120-130 km / orari (anche in coppia) garantendo ripresa a sufficienza anche nei sorpassi. In quest'ottica il Silver Wing ha pienamente centrato quelli che dall'inizio avevo detto essere i miei gusti e quelle che, credo, saranno anche le necessità e i desideri di chi vuole da questi mezzi degli ottimi motocicli / scooter con cui fare del vero granturismo di lusso.

Il nuovo maxiscooter della Honda è posto in vendita a sedici milioni di lire (lira più lira meno proprio come il Tmax): può sembrare una quotazione alta, soprattutto se confrontata con motociclette classiche di uguale cubatura, ma il Silver Wing raccoglie in sé il meglio della moto turistica, dello scooter moderno e protettivo e della 'moto automatica' di cui è certamente una delle migliori espressioni.
Molti, immagino, non saranno d'accordo su questa mia ultima considerazione ma i meno giovani si ricordino i giudizi - perlomeno ingenerosi - riservati al Pacific Coast del lontano 1989 e al CN 250 ancor meno recente: "Troppo cari!" - si disse allora - non capendo (e mi ci metto tra quelli) che questi mezzi danno molto e forse troppo cari non lo sono davvero (...è poi però vero che oggi le case cavalcano la moda ma... questa è un'altra storia). Luca Scarpat

Testo e foto a cura di Luca Scarpat


P.S.
Sul numero 1466 del 5 aprile 2001 del settimanale francese Moto Journal c'è un test della Honda Silver Wing 600. A contorno del test c'è una breve intervista con Yasushi Omika, project leader del Silver Wing.
La prima domanda posta a Omika è questa: "Cosa ha fatto prima della Silver Wing." "Il prototipo dello scooter FES che è stato visto al salone di Tokyo. Questo scooter è rimasto allo stadio di prototipo - dice Omika - perché era troppo caro da realizzare e inoltre non era stato accettato dal marketing Honda.". Peccato perché il FES era più innovativo del Silver Wing (commento di Moto Journal).
"E prima del progetto FES?". Questa è la seconda domanda di Moto Journal a Omika. "La Pacific Coast!". Ecco l'uomo più intelligente in casa Honda - commenta Moto Journal - a cui probabilmente il marketing ha tarpato le ali.
Curiosa questa breve intervista ma certamente da sottolineare. Che l'Honda sia sempre stata all'avanguardia in alcune soluzione tecniche, adottate ben prima della concorrenza, è cosa nota ma anche nel campo degli "scooteroni" ha sempre avuto le idee chiare. Dall'uscita del CN 250 - nel lontano 1986 - al Pacific Coast del 1989 i passi avanti rispetto agli altri sono stati consistenti e se oggi sia il CN sia la Pacific Coast sono tuttora in produzione (magari non più commercializzati in Italia) è la prova che qualcuno, quasi tre lustri fa, aveva ben inteso dove sarebbe andato il mercato.

Luca Scarpat


 

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