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A Brescia in questo momento c'è
la doppia fortuna di potere provare su strada la nuova
Honda Silver Wing 600 e il Tmax della Yamaha: i concessionari
locali - secondo me lungimiranti - hanno ben capito che
solo facendo testare la motocicletta per una seppure breve
prova su strada, si convincono anche i più scettici
sulla bontà di questi maxiscooter o mezzi da turismo
o moto automatiche, che dir si voglia.
Devo dire che il Silver Wing l'ho avuto in mano per quasi
tre quarti d'ora - grazie alla cortesia del concessionario
Honda Schivardi, appunto in Brescia - e mi scuso sin da
subito se qualche giudizio sarà viziato da parte
mia perché, lo confesso, da un paio di mesi sono
possessore di un Yamaha Tmax dopo aver dato in permuta
un Majesty 250, modello 2000.
Devo anche dire che nella mia personale carriera motociclistica
ho posseduto otto (ottime) Honda e il Tmax è la mia
settima Yamaha: ritengo queste due marche giapponesi al
di sopra della concorrenza con Yamaha che ultimamente
ha recuperato parecchio rispetto alla Honda, da me ritenuta
- per vari modelli sin qui prodotti - la miglior casa
motociclistica.
Con queste dovute premesse spero che qualcuno creda ancora
alla mia obiettività (magari fosse così facile
essere obiettivi!) ma devo dire che mi sono avvicinato
al Silver Wing con la dovuta curiosità, con la certezza
che questo nuovo prodotto della Honda fosse davvero bello
e con la convinzione comunque che questo tipo di moto
(Tmax compreso) avranno tanto successo perché incontrano
il mio personale obiettivo (che presunzione!) di avere
un mezzo comodo, protettivo, facile da guidare, maneggevole,
abbastanza economico nell'uso.
Comoda e sicura come una supertourer;
potente come una media cilindrata dell'ultima generazione;
frenata come la migliore supersportiva: queste
in sintesi le migliori caratteristiche del nuovo Silver
Wing 600 e che si apprezzano avvicinandovisi anche per
pochi minuti. Che sia uno scooter di grossa cilindrata
o, meglio ancora, una 'moto automatica' è il medesimo
dubbio che mi ha assalito quando ho provato per la prima
volta il Tmax e quando sono salito in sella al Silver
Wing, ma con questo duplice concetto vorrei però
sottolineare la notevole facilità di guida che questi
due mezzi emanano sin dal primo contatto. Inutile dirlo
(e ripeterlo): Honda ha centrato ancora una volta l'obiettivo
costruendo un mezzo davvero riuscito che - mi auguro -
otterrà moltissimi consensi e darà la stura
a tutta una serie di nuovi modelli europei e giapponesi.
Sullo stesso piano di caratteristiche comuni vanno oggi
- in verità - messi sia il Tmax di casa Yamaha, l'X9
500 della Piaggio e il futuro grosso scooter dell'Aprilia/Guzzi
annunciato tra qualche mese (a proposito si dice anche
di un Burgman 600 bicilindrico pronto prima della fine
2001!).
Salire sul Silver Wing è un'impresa facilissima:
i 204 chilogrammi di massa
non si sentono minimamente e il peso in movimento scompare,
grazie ad un'ottima maneggevolezza e ad un notevole equilibrio
generale che rende facile la guida anche nel caotico traffico
urbano. La sella posta a
meno di 80 centimetri dal suolo e la pedana svasata sui
lati (Suzuki Burgman è stato il primo con questa
novità, bisogna darne atto) permettono a tutti un
agevole presa a terra, sia nella soste sia nei movimenti
col motore spento. Sgattaiolare nel traffico cittadino
è davvero facile col Silver Wing: ripeto che i due
quintali (a secco) non si sentono proprio e la notevole
direzionalità anche alla minime velocità permette
di non perdere mai l'equilibrio anche nei momenti più
critici.
Mi fermo comunque ancora ad un'analisi statica del nuovo
Silver Wing 600 perché forse ho saltato troppo in
fretta la cura delle finiture e le trovate quasi geniali
che caratterizzano per comfort e sicurezza anche questa
nuova realizzazione Honda. E' una caratteristica oggi
comune a quasi tutta la produzione giapponese ma che nelle
Honda trova sempre la sua massima espressione: nel Silver
Wing completa è la strumentazione
- con contagiri e tachimetro analogici - e molto comodi
i due portaoggetti posti
dietro allo scudo anteriore che permettono di stivare
guanti, tuta antipioggia e telefono cellulare. Questo
spazio, unito al vano 'matrimoniale'
che il Silver Wing nasconde sotto la sella, permettono
a questo scooterone un tranquillo e comodo turismo a medio
e largo raggio col bagaglio celato e protetto da qualsiasi
cattiva intenzione. Altre finezze quali l'antifurto
immobilizzatore - con inserimento automatico attraverso
la chiave di accensione - e il freno a mano completano
un quadro generale di prim'ordine a cui però vanno
anche aggiunti i segnalatori d'uso sui copertoni e lo
schienale del guidatore regolabile longitudinalmente al
fine di far assumere la miglior posizione di guida.
In sella dunque, si parte!
Il rombo del motore è bello, pieno e possente ma
senza mai disturbare e al minimo le vibrazioni sono ben
controllate: il motore a
due cilindri di 600 centimetri cubici di cilindrata ha
quattro valvole per cilindro comandate da un doppio albero
a cammes in testa. Il raffreddamento è a liquido
e l'alimentazione ad iniezione elettronica
che, assieme al corretto stacco del variatore continuo,
dà una sensazione di regolarità e di pienezza
sin dai regimi più bassi. La potenza comunque c'è
e ad ogni minima rotazione della manopola del gas il Silver
Wing guizza in avanti con un'agilità e una sveltezza
senza pari.
La forcella con steli di
41 millimetri di diametro assicura un buon comfort di
marcia mentre al retrotreno la coppia di ammortizzatori
ricorda uno schema classico, già visto sugli scooter
di media cubatura. Nel reparto freni
troviamo un disco all'anteriore e un altro sulla ruota
posteriore col ben noto sistema di frenatura integrale
che permette con la leva sinistra di azionare la pinza
posteriore e anche uno dei pistoncini del freno a disco
anteriore mentre la leva destra al manubrio comanda, classicamente,
il freno anteriore. Il tutto si tramuta nell'uso in una
possente azione frenante che anche chi è alle prime
armi può sfruttare a dovere.
Che dire della potenza del
motore: fenomenale! La coppia
è invero un po' alta e, per esempio, rispetto al
Tmax quest'ultimo è decisamente meno rabbioso e potente
ma ha parecchia coppia in più ai bassi. Non che il
Silver Wing debba essere usato sempre 'a manetta' per
sfruttarne le doti di potenza ma quando si apre con decisione
la potenza arriva quasi di colpo e con una bella botta
nella schiena.
Le prestazioni massime ovviamente
non le ho provate ma ritengo che questi mezzi debbano
offrire una velocità di crociera di 120-130 km /
orari (anche in coppia) garantendo ripresa a sufficienza
anche nei sorpassi. In quest'ottica il Silver Wing ha
pienamente centrato quelli che dall'inizio avevo detto
essere i miei gusti e quelle che, credo, saranno anche
le necessità e i desideri di chi vuole da questi
mezzi degli ottimi motocicli / scooter con cui fare del
vero granturismo di lusso.
Il nuovo maxiscooter della Honda è posto in vendita
a sedici milioni di lire
(lira più lira meno proprio come il Tmax): può
sembrare una quotazione alta, soprattutto se confrontata
con motociclette classiche di uguale cubatura, ma il
Silver Wing raccoglie in sé il meglio della moto
turistica, dello scooter moderno e protettivo e della
'moto automatica' di cui è certamente una
delle migliori espressioni.
Molti, immagino, non saranno d'accordo su questa mia ultima
considerazione ma i meno giovani si ricordino i giudizi
- perlomeno ingenerosi - riservati al Pacific Coast del
lontano 1989 e al CN 250 ancor meno recente: "Troppo cari!"
- si disse allora - non capendo (e mi ci metto tra quelli)
che questi mezzi danno molto e forse troppo cari non lo
sono davvero (...è poi però vero che oggi le
case cavalcano la moda ma... questa è un'altra storia).
Luca Scarpat
Testo e foto a cura di Luca
Scarpat
P.S.
Sul numero 1466 del 5 aprile 2001 del settimanale francese
Moto Journal c'è un
test della Honda Silver Wing 600. A contorno del test
c'è una breve intervista con Yasushi
Omika, project leader del Silver Wing.
La prima domanda posta a Omika è questa: "Cosa ha
fatto prima della Silver Wing." "Il prototipo dello scooter
FES
che è stato visto al salone di Tokyo. Questo scooter
è rimasto allo stadio di prototipo - dice Omika -
perché era troppo caro da realizzare e inoltre non
era stato accettato dal marketing Honda.". Peccato perché
il FES era più innovativo del Silver Wing (commento
di Moto Journal).
"E prima del progetto FES?". Questa è la seconda
domanda di Moto Journal a Omika. "La Pacific Coast!".
Ecco l'uomo più intelligente in casa Honda - commenta
Moto Journal - a cui probabilmente il marketing ha tarpato
le ali.
Curiosa questa breve intervista ma certamente da sottolineare.
Che l'Honda sia sempre stata all'avanguardia in alcune
soluzione tecniche, adottate ben prima della concorrenza,
è cosa nota ma anche nel campo degli "scooteroni"
ha sempre avuto le idee chiare. Dall'uscita del CN
250 - nel lontano 1986 - al Pacific Coast del 1989
i passi avanti rispetto agli altri sono stati consistenti
e se oggi sia il CN sia la Pacific Coast sono tuttora
in produzione (magari non più commercializzati in
Italia) è la prova che qualcuno, quasi tre lustri
fa, aveva ben inteso dove sarebbe andato il mercato.
Luca Scarpat
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