| Una doverosa premessa: la data
di progettazione del Fes 250 è nota: 1997.
Gli anni delle cartelle ingegneristiche del Foresight
250 (la cui sigla, appunto, è Fes 250) sono
ormai in doppia cifra. E questo dovrebbe essere
un dato da tenere sempre bene a mente, quando ci
si voglia cimentare in commenti e considerazioni
circa un mezzo meccanico ad alta, altissima utilizzazione,
come questo.
Un ulteriore importante premessa: da circa 3 anni,
la Honda ha commercializzato un altro prodotto di
250cc, che nelle aspettative iniziali avrebbe dovuto
sostituire il foresight 250. E sono altrettanti
3 anni, che a cadenza semestrale, viene sistematicamente
rinviata l’uscita di produzione e la relativa
fine della commercializzazione del nostro caro vecchio
monocilindrico a carburatore: questo semplicemente
perché i volumi di vendita si ostinano a
non scendere sotto quella quota limite prefissata
dalla Honda per giustificare uno “stacco della
spina”.
Questi due dati, incrociati tra loro, devono far
riflettere. Tutti. Utilizzatori, produttori, progettisti,
e giornalisti di settore.
Solo il mancato adeguamento alle normative antinquinamento
Euro 3, dal 2008, ha privato il mercato di questo
grande protagonista.
Terminate le considerazioni di tipo esistenzial-filosofico,
passo a raccontarvi dei 25000 km che ho trascorso
a bordo del mio inseparabile e ribattezzato Oreste-Fes
250, dall’ottobre dell’anno domini 2005
al luglio del 2007.
(…va da se che la media annua è discretamente
elevata, e lo sforzo meccanico a cui l’ho
sottoposto e lo sottopongo costantemente è
tutt’altro che leggero)
L’utilizzo cittadino:
abito a Roma, regno assoluto e incontrastato del
traffico delle buche, dei sampietrini e del caos.
I kg dichiarati per il Foresight ve li andate a
guardare sulla scheda. Vi dico subito che a occhio
sono qualcuno in più, soprattutto quando
c’è da spostarlo a mano. Ma una volta
acceso il motore, non avrete affatto modo di notare
la differenza tra il Fes 250, e un People, un Sh150,
o un Liberty: il baricentro è assolutamente
ed incontrovertibilmente figlio degli anni 90, quindi
basso, bassissimo, (ve lo ricordate il mitco Spazio,
prima antesignano degli scooter moderni, quanto
rasentava l’asfalto…? Beh, il modello
in analisi, è un suo inconfondibile discendente).
La distribuzione dei pesi è centrale, direi
che il fulcro è appena sotto il sedere del
pilota, sulla punta della sella, e la massa totale
risulta essere gestibile quasi esclusivamente con
il pensiero, tanto è sufficiente per fargli
cambiare rotta, tra un semaforo e l’altro,
tra un vicolo, un autobus, e un automobile. Intuitivissimo
e Facilissimo da portare a zonzo, al limite del
ridicolo. Molto piu di tanti altri pari cilindrata
a ruote piccole, la cui impostazione è però
decisamente più “alta perché
voglio assomigliare ad un ruote alte, anche se c’ho
i cerchi da 13”.
Se lo scegliete sappiate che è un ruote piccole
con tutti i pro e i contro che comporta.
Il consumo è ridicolo: considerando che io
non sto mai fermo con la manopola dell’acceleratore,
con il vizio di tenerlo sempre un po' allegro, la
mia guida quindi non è di certo “economica”:
ma nonostante questo arrivo con facilità
a fare i 26 km/l, su un percorso decisamente misto.
L’utilizzo extra cittadino:
dei 25000 km che riporta il mio contachilometri,
approssimativamente un terzo sono stati effettuati
fuori dal contesto cittadino, con una compagna di
viaggio di circa 45kg, con un bauletto di 45 litri
riempito a dovere, e con due borse laterali Tucano
Urbano a far da zavorra.
Il cosiddetto scooter-turismo.
Ora: le medie di viaggio in questa assetto-limite
sono quelle che sono, la velocità di crociera
è appena oltre i 100/105 km/h, con una minima
riserva tenuta ancora da parte per una qualsiasi
esigenza, e soprattutto per non far suicidare il
monocilindrico in questione. Ma la comodità
è sorprendente. La protezione aerodinamica
è degna di scooter nati ben piu tardi e con
ambizioni ben diverse dal Foresight. Una monosospensione
posteriore che non disdegnerebbe una compagna posizionata
appena dall’altra parte del carter, ma che
in fondo non tradisce praticamente mai, neanche
su fondi provinciali un po piu problematici del
solito. Ma anche laddove raggiunga i propri limiti
strutturali, c’è una sella che definire
d’altri tempi non è affatto eufemistico:
imbottita a dovere, con sostegni in vero acciaio
nascosti sotto la pelle che la ricopre (e che non
ha mostrato una ruga, nemmeno sotto i 45 gradi della
bucolica campagna estiva di zaragoza), e, per il
passeggero, pedane che non sono ne estraibili, ne
ritraibili, perché parte integrante della
carena. Quindi ampie, sia in lunghezza sia in larghezza,
senza però arrivare ad intralciare ne il
guidatore, ne l’aereodinamica. Il pilota,
dal canto suo, dispone di una mezza dozzina di posizioni
possibili per posizionare i piedi. Fatevele bastare…
Il risultato dopo 4 ore e 350 km sarà tutt’altro
che di devastazione fisica. Probabilmente la prima
sensazione, messi i piedi per terra, sarà
di inaspettata rilassatezza di gambe, braccia, spalle
e collo. E non credo sia poco, contando che questo
mezzo nasce per tutt’altro che il mototurismo.
Consumi extra-urbani:
dovrebbero scendere, vista la costanza del regime
dei giri, dovrebbero salire visto che lo si utilizza
ad una media Medio-alta di giri, per far si che
il mototurismo non diventi una moto processione:
il risultato rimane quindi sostanzialmente lo stesso.
Personalmente in Spagna con benzina a 98 ottani,
ho fatto medie di 25 e spicci chilometri per litro.
Costi di gestione:
è consigliabile fare un giro per meccanici
e chiedere alcune informazioni prima di effettuare
un acquisto di un due ruote, perché a parità
di cilindrata, tra due prodotti commercialmente
simili, il costo di un classico cambio olio - pasticche
- cinghia (che, la cinghia, sul Foresight andrebbe
cambiata ogni 12000km, mentre io con la prima, e
a mia insaputa, ce ne ho fatto 20000 e il meccanico
è ancora li che se la guarda per capire come
diavolo ha fatto a farne cosi tanti, e a rimanere
ancora cosi in buone condizioni…), può
costare anche più del doppio tra un mezzo
e l’altro. Sul Fes 250, per questo trittico,
potrebbero non spendersi più di 140 euro,
franco meccanico, ovviamente. Da aggiungere: il
motore non ha parti elettroniche. Non sa neanche
cosa sia una centralina. E ciò non è
detto che debba esser per forza un difetto, anzi.
Facilità di manutenzione, consentono, dopo
i primi fondamentali tagliando presso la casa madre
per il mantenimento della garanzia, di affidarsi
anche a professionisti non targati Honda, in piena
tranquillità: non potranno mai sfasciare
congegni elettronici che non ci sono. E non è
poco. Chiedere ai proprietari del Forza, per credere.
Contrattempi e affidabilità:
in 25000 km, quasi 2 anni di vita, non ho cambiato
MAI una lampadina (e il duo faro anteriore-luce
di posizione posteriore sono tarati per rimanere
sempre accesi), MAI una candela d’accensione.
E la cinghia, fosse per lei, starebbe ancora li
a fare il suo lavoro, se non fossi un motociclista
troppo rispettoso delle scadenze indicate nel libretto
di manutenzione.
Non sono ancora mai dovuto intervenire per rabbocchi
d’olio che è rimasto sempre ben oltre
il minimo indicato. Il cambio olio lo faccio ogni
6/7000 km.
Sono al quarto cambio gomma posteriore, appena montata,
e al secondo cambio gomme anteriore. Consiglio Dunlop,
con le Pirelli ho avuto per due volte consumi un
po’ anomali e un inopportuno e troppo fulmineo
irrigidimento della carcassa, con la conseguente
spiacevole sensazione semi-perpetua di perdere il
controllo del posteriore. Le Dunlop mi hanno dato
una riuscita decisamente migliore, anche a fine
ciclo.
Accessori aggiunti:
manca, colpevolmente e ad un certo punto non ho
piu potuto farne a meno, la presa accendisigari.
La mia è stata collocata nel vano di destra,
quello senza serratura, da un elettrauto, in circa
un ora di lavoro. Altro non me la sono sentita di
metterci. E’ e rimane un mezzo di fascia popolare,
non avrebbe senso tentare di trasformarlo in un
Gs 1200.
Conclusioni: il mio
prossimo scooter, non andrà di certo a sostituire
questo. Piuttosto gli cambio cilindro e pistone
per i prossimi 30 anni, ma non credo di potermi
separare da un mezzo cosi affidabile ed economico.
Ho puntato gli occhi su qualcosa di estremamente
piu tourer (Silver Wing 600? Burgman 650?), ma per
un utilizzo cittadino o anche appena fuori dal Grande
Raccordo Anulare, non ho fame di tentare la fortuna
e il portafoglio su qualcos’altro.
Testo: Matteo
Falchetti
Foto originali Honda
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