| Appuntamento alle ore
11:00 sulla pista Piaggio di Pontedera, l'occasione è
di quelle ghiotte: la prova in anteprima di uno degli
scooter più attesi della stagione, il Gilera
Nexus 500.
Ci eravamo rassegnati a 'tastarlo' nei padiglioni settembrini
del Salone di Milano e invece, a sorpresa, ecco arrivare
l'invito per la prova, a cui fa seguito la sgroppata autostradale
Milano-Pontedera, via Passo Cisa, naturalmente in scooter,
tanto per scaldarmi un po'.
Quando arrivo un altro tester sta già smanettando
in sopraelevata e l'impressione è subito positiva:
il rombo è gustoso e le traiettorie sono decise
e veloci.
Ripasso la cartella stampa e appena disponibile mi avvicino
con estrema curiosità al più potente Gilera
sul mercato.
Stupisce la colorazione giallo perlato in vece del classico
'rosso Gilera', ma forse non lo si è voluto scomodare,
in attesa delle moto che tutti speriamo di vedere, prima
o poi.
L'impatto estetico è
comunque coinvolgente, le linee sono tese con un anteriore
spigoloso e un retrotreno che punta verso l'alto come
su una 'race replica'. L'impronta sportiva è evidente
sia nella vista d'insieme che nei dettagli e la qualità
costruttiva e dei materiali, sembra di buon livello.
La vista frontale è appena più morbida e
caratterizzata dal doppio faro con scudetto triangolare
e marchio a doppio anello, sovrastati dall'affusolato
gruppo specchi/frecce e dall'aerodinamico plexiglas regolabile.
Pochissimi i richiami al Runner, qualcosa in più
d'ispirazione Tmax.
Il motore svolge la funzione
di forcellone, oscilla quindi assieme alla ruota, ma non
è ancorato al telaio attraverso silentblock e biellette,
ma rigidamente tramite un perno passante 'Direct
Link', cosa resa possibile dall'efficace contralbero
rotante in grado di smorzare le vibrazioni del grosso
monocilindrico.
Lo svettante codone mette in mostra l'assenza degli ammortizzatori
e la presenza di un curioso braccio ancorato al motore.
Questi altro non è che un'asta
di reazione, che fa lavorare il singolo ammortizzatore
posto orizzontalmente sotto la sella.
Raffinatezza inedita per il mondo scooter, l'asta può
essere regolata alzando e abbassando il retrotreno, al
fine di variare fino ad 1 grado l'inclinazione
del cannotto di sterzo. Si può così scegliere
di privilegiare la stabilità sul veloce o la maneggevolezza
sul misto, assecondando il proprio stile di guida; mica
male per uno 'scooter'.
La sospensione posteriore, definita Power
Drive, a compressione progressiva, utilizza un
ammortizzatore a gas regolabile su 7 posizioni, mentre
la forcella con steli da
41mm è di derivazione X9, con una diversa piastra,
sempre singola.
Corposa come sempre la triade di freni
a disco a comando integrale con pinze Brembo.
Le ruote sono da 15 pollici
anteriormente e da 14 dietro dove troneggia un possente
gommone da 160/60, entrambi di tipo radiale prodotti da
Bridgestone.
Trafugato dal Beverly il marmittone cromato e inclinato
con una discutibile protezione simil carbonio.
La voglia di girare prende però il sopravvento
e, regolato il retrotreno in posizione
intermedia, inanello i primi giri.
La sella è altina
e inclinata in avanti verso un manubrio
più stretto e basso che su ogni altro 'scooter'.
La posizione di guida risulta
quindi compatta e quasi protesa in avanti. I piedi si
possono anche avanzare, ma tutto vuole che stiano il più
indietro possibile a spingere sulla pedana, nelle curve
più impegnative.
Appena partiti è evidente il carico
sull'avantreno, grazie alla distribuzione di pesi
48-52%, la ruota anteriore
si 'sente' sul manubrio e richiede un certo sforzo nelle
manovre a bassa velocità. La sensazione è
simile a quella provata sullo YamahaTmax
500, forse anche più accentuata, tanto
che per scendere in piega, al pilota è richiesto
un certo impegno.
Dopo alcuni giri d'assaggio provo a regolare il retrotreno
'tutto su', per un assetto
più reattivo. La maneggevolezza
ne guadagna, senza perdere assolutamente solidità
all'avantreno.
La pista è un ovale con curve piane e soprelevate
che si può percorrere ad '8', incrociando nel mezzo
ed invertendo il senso d'inclinazione. Non è semplice
trarre indicazioni trasferibili alla strada, ma la sensazione
che domina è di un avantreno
granitico che richiede di essere guidato nella
discesa in piega, ma che ripaga con una buona sensazione
d'appoggio. Tutta la moto, pardon lo scooter, scende in
piega neutro come nessun altro modello del gruppo Piaggio
provato fino ad ora, e giro dopo giro inclinazione e velocità
aumentano.
Il motore
spinge piuttosto forte e occorre pinzare bene i freni
prima d'infilarsi in parabolica, se non si vuole rischiare
il 'decollo' in uscita.
La guida è quindi
gratificante, ma lontana dall'agilità di uno scooter
con il peso sbilanciato all'indietro. L'unico paragone
che mi viene alla mente è ancora quello con il
Tmax, anche se l'inerzia nei cambi di direzione può
sembrare maggiore.
Per avere un raffronto più tangibile con la strada
'scendo' dalla parabolica e provo a piegare sfruttando
la pista orizzontale. Le inclinazioni
sono subito notevoli con un ottimo feeling offerto dalle
gomme e sulla destra ci si può 'buttar giù'
parecchio senza che nulla strisci sull'asfalto, solo un
leggero contatto con il cavalletto centrale. A sinistra
si arriva addirittura a strisciare il carter motore, tanto
che i tecnici Gilera hanno applicato una protezione in
plastica che ognuno dei tester ha cercato di raschiare
fino all'osso. Naturalmente sconsiglio
un passo di questo tipo su strade aperte al traffico,
ma è evidente che la ciclistica sopporta bene questi
strapazzi e l'utenza più smaliziata non tarderà
a trovare questo limite. Occhio però, perché
se il carter striscia, l'aderenza della gomma posteriore
non ne guadagna... Ci tengo a sottolineare che si tratta
di situazioni limite in circuito
e che la maggior parte degli utenti pur sportivi, su strada,
non se ne accorgerà mai.
I freni mi sono sembrati
potenti e ben modulabili con il posteriore che può
anche arrivare al bloccaggio, ma solo se strizzato e a
scooter quasi fermo, in compenso si può continuare
a frenare anche a scooter inclinato senza tendenze autoraddrizzanti
evidenti, potendo quindi frenare 'più sotto possibile'.
Le sospensioni sono piuttosto
'sostenute', ma sono state poco sollecitate dall'immacolato
manto stradale, ne riparleremo quindi nella prova 'on
the road'.
Mi rendo conto che le considerazioni fin qui espresse
sono quasi a senso unico sull'indole
sportiva di questo 'moto/scooter', ma vi confesso
che con quel contagiri bianco davanti agli occhi con fondo
scala a 10.000 giri è difficile fare diversamente.
Una volta sbolliti gli ardori sportivi, ci si accorge
però che a fianco del contagiri c'è un display
digitale e anche un computer
di bordo con tutte le funzioni desiderabili. Che
la chiave ha un sistema antifurto immobilizer.
Che l'esile codino nasconde uno spazio
dove alloggiare un casco integrale,
nonostante la presenza di batteria, filtro aria e ammortizzatore
posteriore! Che per aprire la sella c'è addirittura
un telecomando/portachiavi.
Che tutte le comodità tipiche di uno scooter come
protezione dalle intemperie, spazio bagagli, e comodità
sono state conservate, pur offrendo un'immagine sportiva
poi confermata nella conduzione in pista.
Il tutto ad un prezzo che
dovrebbe aggirarsi intorno ai 6.500
euro f.c., sicuramente competitiva nei confronti
del 'diretto' concorrente, ma soprattutto del mercato
in generale, come tradizione del gruppo Piaggio.
Non so se si tratta dello scooter più sportivo
e performante che sia mai esistito, come recita la cartella
stampa Gilera, ma sicuramente, in questa prima presa di
contatto, Nexus ha mostrato qualità
dinamiche fuori dal comune, un impatto
estetico che non passa inosservato e una quotazione
che ammette ben poche repliche, il tutto partendo dal
'classico' motore Master da 460cc. che praticamente monopolizza
il settore degli scooter da mezzo litro.
Testo&test: Fabrizio
Villa
Foto: Luca Visentini, Fabrizio
Villa
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