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 · GILERA FUOCO 500ie
06/04/07
TEST SU STRADA
pag. 1/1

Non è mai piacevole alzarsi alle 5:30 del mattino, ma se in prospettiva c'è il test del Gilera Fuoco 500, lo si fa decisamente più volentieri, e allora via per Berlino dove il Gruppo Piaggio ha preparato una presentazione davvero in grande stile, con 140 giornalisti da tutta Europa. Un tale spiegamento di forze riconferma il ruolo centrale del progetto tre ruote per l'azienda di Pontedera che, dopo averlo lanciato con il 'rassicurante' marchio Piaggio, ne propone una versione decisamente più ludica con il brand Gilera.
Se infatti MP3 punta sulla sicurezza, sul design tutto sommato tradizionale e sulla capienza dei vani bagaglio, Fuoco nasce per stupire, per appassionare e per declinare nella sportività le eccezionali caratteristiche dinamiche della sospensione anteriore a quadrilatero articolato. Per rafforzare il concetto il vertice Piaggio l'ha definito il 'primo' S.U.V. Scooter, probabilmente più per strizzare l'occhio alla moda del momento che per le sue effettive capacità fuoristradistiche, anche se è innegabile che in condizioni difficili come pioggia, fango, neve o fuoristrada leggero, Fuoco mostri una marcia in più nei confronti dei 'semplici' due ruote. Da segnalare anche il debutto del motore Master di cilindrata cresciuta a 493cc e dotato di doppia candela, che vedremo prossimamente anche sul Beverly Cruiser.

DESIGN
Chi si ricorda i prototipi apparsi a sorpresa al Motorshow di Bologna del 2005, troverà forti richiami nelle forme scarne ed aggressive che rendono il Fuoco davvero unico. Se in molti hanno considerato la linea di MP3 troppo scontata e poco innovativa, la risposta Gilera è arrivata forte e chiara, anzi scura, visto che la colorazione nero opaco è quella che più si addice al suo design 'post atomico'. Non vuole piacere a tutti, ma far innamorare chi desidera un veicolo dalla forte personalità, capace di ostentare anche nel design la sua originalità tecnologica. Il traliccio anteriore è infatti solo parzialmente coperto da tubi metallici e piastre traforate, lasciando alle plastiche il solo compito di fasciare la parte alta del muso e i quattro faretti aggressivi. Non meno aggressivo il retrotreno, con 'diabolici' fari tondi che emergono dal codino e dai tubi metallici, lasciando in bella vista il possente pneumatico posteriore. Quasi 'inevitabile' il manubrio in metallo brunito sottolineato da una vistosa piastra (purtroppo in plastica) con il marchio Gilera. Forse eccessive, anche in questo contesto, le piastre in metallo zigrinato poste sulla pedana.
Tre le colorazioni disponibili: perfetto il Nero Demon, un po' scontato il Grigio Excalibur, indeciso il Rosso Emotion a cui avrei preferito un rosso, anche metallizzato, ma più deciso.
Estremizzando non avrebbero stonato neppure pneumatici maggiormente scolpiti, per accentuare quest'aspetto da Hummer degli scooter.
La qualità dei materiali sembra confermare l'aspetto di solidità, mentre le finiture sono altalenanti, sotto tono solo il retroscudo.

DOTAZIONI
Più che accennato, si può dire che il cupolino anteriore manchi del tutto, così come ogni vano nel retroscudo, presente invece lo spazio sottosella, facilmente accessibile grazie al telecomando nella chiave d'accensione (con immobilizer). È illuminato, dotato di presa di corrente e in grado di ospitare un casco modulare e qualche altro oggetto, oppure una valigia rigida. È meno capiente di quello dell'MP3, in compenso la mancanza dello sportellino posteriore consente un ottimo piano d'appoggio per un bauletto o per caricare borsoni di generose dimensioni.
Piacevole e completa la strumentazione con tachimetro, contagiri e livello carburante, le spie per insufficiente pressione olio, check iniezione, indicatori di direzione, fari, riserva, apertura sella e blocco rollio oltre al display digitale con chilometraggio totale e due parziali, orario, temperatura ambiente e del liquido refrigerante, spia intervento programmato e sostituzione cinghia. Identici all'MP3 (come la strumentazione) anche i comandi al manubrio che, oltre al consueto, comprendono anche l'hazard, un selettore per il display digitale e la leva per il blocco/sblocco del rollio, che per il Fuoco non è opzionale, ma di serie.
Stilosi, ma piccoli gli specchi retrovisori, assente il cavalletto laterale, ma non quello centrale, utile per fare mautenzione o per lunghe soste senza tenere in pressione l'impianto idraulico delle sospensioni.
Al centro del tunnel troviamo lo sportello per il rifornimento carburante (12 litri), apribile dal blocchetto d'accensione.

CICLISTICA
Dubito che chi legge CyberScooter non sappia già come funziona il sistema a tre ruote basculanti anche perché quello adottato su Fuoco è identico a quello di MP3 (che a breve crescerà a 400cc, e per questo già sovradimensionato), ma un ripasso non fa mai male.
Dal posteriore fino al cannotto di sterzo, la ciclistica è pressoché identica a quella di uno scooter tradizionale, (con ovvi vantaggi in termini di costi), le differenze iniziano proprio dal cannotto, maggiormente sviluppato in altezza, che sostiene, attraverso altrettante cerniere, quattro bracci fusi in alluminio collegati a due cannotti laterali mediante perni e cuscinetti a sfere. I bracci laterali contengono il meccanismo di sterzo e sostengono ciascuna ruota attraverso un sistema a bielletta con ammortizzatore (d'ispirazione vespistica). In pratica il quadrilatero permette l'inclinazione del veicolo, con i bracci laterali a svolgere la funzione di sterzo e sospensione.
Ovviamente lo scooter non si regge da solo, quindi non è esclusa la possibilità di cadere, anche da fermo, a differenza di un due ruote però è possibile bloccare il basculamento attraverso un sistema elettro-idraulico. In questo modo si riesce a guidare praticamente senza poggiare i piedi a terra, avendo l'accortezza di inserire il blocco, attraverso il comando al manubrio, poco prima di fermarsi. Per sicurezza il blocco si attiva solo a velocità prossime allo zero, e una volta inserito si disattiva attraverso il selettore, oppure semplicemente accelerando, per ripartire. Il tutto è monitorizzato da ben tre controlli incrociati, tanto che accelerando senza pilota a bordo, lo scooter non si muove e il blocco non si disattiva, per evitare cadute accidentali.
In più è possibile sostare e inserire il blocco anche con le ruote poste su piani diversi, tipicamente su una strada in pendenza oppure anche con una ruota sul marciapiede ed una giù. Il freno di stazionamento combina l'opera, per soste sicure anche su strade in pendenza.
L'angolo d'inclinazione laterale arriva a 40°, non a livello di moto sportive, ma più che sufficiente per una guida di grande soddisfazione, anche per piloti smaliziati.
Come sull'MP3 le ruote anteriori sono da 12 pollici e ognuna monta un disco freno da 240mm e un ammortizzatore con escursione di 85mm, cambia invece il diametro della ruota posteriore che cresce a 14 pollici, duplicando in pratica il retrotreno del Piaggio X8 400, quindi senza ereditare la soluzione Direct Link adottata sul Nexus 500.
La frenata di tipo tradizionale agisce separatamente sui dischi anteriori e quelli posteriori, mentre non è previsto, per il momento, un sistema ABS, forti anche della stabilità intrinseca della sistema a tre ruote.
Dimensioni e peso sono importanti, ovviamente superiori all'MP3, ma anche ai concorrenti di pari cilindrata: la lunghezza arriva 2160mm, con un passo di 1550mm, la larghezza a 775 con la sella a quota a 785mm e il peso a ben 244kg.

MOTORE
Si tratta dell'ultima evoluzione del Master 500, simile per architettura - monoalbero a camme in testa, 4 tempi, 4 valvole ed iniezione elettronica - ma cresciuto nella cilindrata fino ai 492,7cc, modificando sia l'alesaggio che la corsa, con in più un'inedita testata a doppia candela. Soluzioni adottate per rispondere meglio alla normativa Euro 3, senza perdere potenza ed anzi ottimizzando il rendimento ai regimi medio-bassi. I valori caratteristici rimangono infatti pressoché invariati: cala di poco la potenza massima (28,11kW a 7.250 giri), mentre sale la coppia (42,23 Nm a 5.500). La marmitta è dotata di catalizzatore a 3 vie con sonda lambda e il variatore CVT è strutturato per resistere alle sollecitazioni della massa superiore e di una guida decisa.

GUIDA
Berlino mi ha accolto con una temperatura di 6/7 gradi ed una pioggerella fastidiosa, ideale per mettere alla prova le doti del sistema a tre ruote, meno invece per le sospensioni, visto che lo stato delle strade è di ben altro livello rispetto a quelle cui siamo abituati in Italia.
La posizione in sella è un po' obbligata, stretti fra l'impossibilità di avanzare con i piedi e di arretrare sulla sella, in compenso si possono arretrare le gambe portando il busto in avanti in una postura più 'motociclistica'. La sella è abbastanza alta da terra, ma ben imbottita, meno la porzione dedicata al passeggero che ha anche pedane eccessivamente avanzate, portando i piedi ad interferire con quelli del pilota, nei movimenti da fermo. Movimenti che risentono del peso, superiore ai 250kg in assetto di marcia, e del maggior attrito generato dalle tre ruote, meglio quindi usare il motore e ridurre al minimo le retromarce.
Non si tratta allora di un veicolo destinato ai neofiti, ma a chi ha già una certa sicurezza, anche se c'è da dire che una volta in movimento, l'equilibrio offerto dalla doppia ruota anteriore rende tutto più semplice, anche slalom, non serrati, fra le auto, che per altro in Germania sono prassi sconosciuta fra i motociclisti. Anche il rispetto dei limiti di velocità è generalizzato, ne risulta una circolazione molto più fluida e meno stressante, ma anche poco probante per le qualità di guida, in particolare per un veicolo 'prepotente' come il Fuoco.
Nel traffico comunque si nota una maneggevolezza ridotta rispetto all'MP3, caratteristica che richiede una guida più decisa, consona al veicolo, in compenso accelerazioni e ripresa sono di ben altro livello. Di potenza ce n'è in abbondanza e con il bagnato non è affatto difficile esibirsi in lunghe sgommate accelerando con decisione dai 20-30km/h. La cosa incredibile è che questo tipo di manovre, anche involontarie, non mette in difficoltà più di tanto il pilota, grazie all'appoggio e alla direzionalità offerte dall'avantreno. Inutile dire che una volta 'scoperto' il giochino, le gomme posteriori sono state lungamente maltrattate da buona parte dei tester con burn-out anche spettacolari. La stessa sicurezza si manifesta anche in frenata dove si può osare fino al limite del bloccaggio sia del posteriore che dell'anteriore, e sul bagnato! Anche arrivando a bloccare entrambe le ruote anteriori, si mantiene infatti un minimo di direzionalità e rilasciando i freni si riesce a riprendere la traiettoria. Inutile dire che la stessa manovra con uno scooter o con una moto tradizionali equivarrebbe ad una caduta certa. Bloccare il retrotreno poi diventa un gioco da ragazzi e con rischi di cauta davvero remoti. Ovviamente si tratta di situazioni estreme, provocate per capire i nuovi limiti di sicurezza raggiunti dal sistema a tre ruote (e sperimentate in un piazzale davanti allo stadio, non nel traffico...). Con una guida più consona, gli spazi di frenata si riducono, grazie alla potenza dell'impianto, ma soprattutto sapendo di poter frenare in modo deciso, anche sul bagnato, senza rischiare cadute, allo stesso modo si può accelerare decisi e piegare maggiormente anche su fondo bagnato, con la sicurezza di avere buonissime possibilità di recuperare una sbandata improvvisa.
In sostanza si confermano le doti già emerse guidando l'MP3, amplificando il fattore divertimento grazie alla maggiore potenza a disposizione, che consente di 'giocare' potendo contare su margini di sicurezza sconosciuti a qualunque due ruote.
Non date rette a 'leggende' che narrano di ribaltamenti, testa coda e amenità varie, e allo stesso tempo diffidate di chi afferma che con tre ruote non si cade più, la realtà è che i limiti di sicurezza e di divertimento hanno fatto un balzo in avanti come non succedeva da decenni a questa parte, ma i limiti ci sono sempre, anche per le MotoGP o le Formula Uno, e per non superarli occorre SEMPRE l'intelligenza e la consapevolezza di chi guida.
Vorrei descrivere meglio il comportamento sul veloce, magari nel misto di una bella strada di montagna, purtroppo in questo primo assaggio non è stato proprio possibile, speriamo di avere presto un esemplare da testare approfonditamente.
Al momento l'unica nota dolente è rappresentata dalla protezione aerodinamica e dalle intemperie, praticamente nulla. Del resto basta guardare il cupolino per capirlo. Molto interessante quindi il plexiglass opzionale che vedete in foto, fra l'altro regolabile in altezza tramite semplici pomelli, abbinabile ai paramani per una protezione ottimale in inverno e nei viaggi più impegnativi.

CONCLUSIONI
Ho volutamente saltato il capitolo 'competitor' semplicemente perché non ce ne sono, nessun altro scooter può offrire la sicurezza ed il divertimento di Fuoco, anche se aspetto una prova più approfondita per un giudizio definitivo. In questo senso il prezzo di 7600 Euro non appare elevato se serve a portarsi nel box un veicolo in grado di fare il pieno di sguardi ad ogni sosta, ma adatto anche alle 'sparate' domenicali e al turismo impegnativo, dalle lunghe percorrenze autostradali fino al fuoristrada soft, ridiventando il veicolo quotidiano per il tradizionale casa-lavoro.
Controindicazioni principali sono il peso da fermo, la scarsa agilità negli slalom fra le auto e, per qualcuno, l'esuberante personalità.

Testo: Fabrizio Villa
Foto: originali Gilera e Fabrizio Villa



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ABBIGLIAMENTO
Casco:
Caberg
Justissimo GT Mirage
Giacca:
Tucano Urbano 'Pari'
Guanti:
Tucano Urbano
'Aviatore'
Pantaloni:
Spidi 'J&K'
Stivali:
Oxtar
'Urban'

 

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