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 APRILIA SRV 850
19/03/2012
Test Club GP800 Italia
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Test Club GP800 Italia
Test statico
Test dinamico


 

 

Inizio dicendo che il Club GP800 Italia che ha avuto l’onore di fare questa prova, ringrazia in primis il mitico Fabrizio Villa, fautore di questo sito meraviglia per i non “moto-dotati” chiamato CyberScooter, che ci ha invitato e che mi ha personalmente “guidato” in quest’esperienza entusiasmante;
e l’Aprilia, ma più correttamente il Gruppo Piaggio, che ci hanno fatto sentire a casa in una location ed in un ambiente stupendo.
Vorrei sottolineare anche l’estrema cortesia, disponibilità, professionalità e preparazione dei tecnici/ingegneri di Aprilia/Piaggio presenti all’evento, nonché degli addetti alle PR Piaggio.
 
Eravamo stati, come Club GP800, presenti in EICMA, al Motodays di Roma, ed in altre occasioni per la visione del SRV850, ma non avevamo finora avuto modo di provare il mezzo con una percorrenza adeguata e, con percorsi di tutti i tipi (curve, salite, discese, percorsi veloci, traffico).
Questa è stata dunque l’occasione per assaporare a fondo il nuovo Aprilia SRV850, ancora non dotato di ABS e ASR – Controllo Trazione.
Per noi poi del Club GP800 Italia oltre ad aver integrato nel forum anche i prossimi possessori di Aprilia SRV850, è stata ovviamente un occasione per “sentire” le differenze del suo predecessore “sotto carena”, ovvero del Gilera GP800 su di cui conosciamo e discutiamo ampiamente sul ns. forum tutti gli aspetti.


 

 

• Estestica
L’impatto visivo del frontale, chiaramente ispirato all’RSV4, trasmette con immediatezza feeling, con una piacevole “cattiveria” sottolineata dagli spigoli aerodinamici dati dai lati esterni carena e, dal gruppo ottico.
Nello scudo, sotto il gruppo faro sono presenti anche griglie estetiche; purtroppo solo estetiche, in quanto chiuse.
Nel muso e nel frontale di 3/4, troviamo la “firma Aprilia”. Questa dunque la parte che più si nota nel mezzo con immediatezza, in una visione generale.
La vista laterale, rivisitata anch’essa rispetto al GP800, fa percepire una volontà di rendere più dinamiche e sportive le linee. Il tutto si sposa comunque con raccordature estetiche che conferiscono continuità di visione e con alcune novità, come griglie retinate aperte sul laterale scudo e, prese d’aria dinamiche sulla carrozzeria laterale, oltre a maniglioni passeggero integrati nella stessa e dello stesso colore carrozzeria.
Anche nel posteriore, si è cercato di sportivizzare; è stato inserito un gruppo ottico che dovrebbe essere quello della Dorsoduro. Essendo lo stesso stretto ed alto, hanno creato delle griglie (purtroppo chiuse) ai lati del gruppo, per far raccordare le carrozzerie laterali. L’impressione finale visto da dietro, è che comunque sia carino ma un po’ goffo .. ed inoltre … perché quelle retine chiuse? Aperte, avrebbero migliorato l’insieme estetico, oltre a favorire l’uscita di calore dal sottosella per effetto venturi, appena in movimento.
L’unica risposta che mi sono dato, per quanto sopra, è per tenere al riparo da malintenzionati il cavo aprisella e qualche cablaggio. Ma, secondo me .. si poteva studiare una soluzione più funzionale agli occhi ed all’uso, specie in città con temperature elevate.
Sospensioni, e forcellone posteriore colore grigio alluminio medio. Bello, sì … ma, forse il nero opaco (presente su serie GP800 dal 2010), lo avrebbe reso ancor più accattivante. Bello invece il nuovo grigio scuro metallizz. dei boomerang laterali e del gruppo estetico sotto sterzo.
Cupolino fisso (non più con motore alza-abbassa del GP800). Protegge comunque discretamente bene (sono alto 1,91 mt.) ed è disponibile cupolino più alto invernale in option Accessori. Entrambi più stretti in larghezza, rispetto al GP800.
Presenti all’evento mezzi di colore nero, con filetti rossi ai lati del frontale; mezzi di colore bianco, con filetti rossi, e applique nera sempre ai lati del frontale.
Ho rilevato le scritte RSV850 applicate come adesivi posteriormente a verniciatura. Sotto trasparente, sarebbero state più indicate.
Comandi e cruscotto, quasi identici alla versione GP800, ovviamente aggiornati coi loghi Aprilia. Curiosità ha destato la spia luminosa “SPORT” al centro del cruscotto, e un rimando sul blocchetto di accensione dx, per ora occultato. Che a breve arrivi possibilità di mappatura selezionabile da utente, in funzione del percorso?
In generale comunque un bel vedere. Plastiche adeguate, buone nell’insieme e, non ho percepito scricchiolii alcuni. Ma il mezzo era nuovo.

• Ciclistica
Il test come detto, era completo. Oltre 100km. di percorso su tutte le condizioni di strada. Mezzo equipaggiato con gommatura Pirelli Diablo Scooter.
Rispetto al GP800 di cui porta con se gran parte della dotazione, telaio compreso, si percepisce una maggiore leggerezza d’insieme. C’è da dire che usando un GP tutti i giorni, io sono abituato al peso superiore del mezzo, anche da fermo o a bassissima velocità. Ma, nonostante tutto, l’SRV850 mi ha permesso di fare un inversione a U su stradina dove col GP avrei dovuto fare manovra, il tutto senza poggiare i piedi per terra.
Ho notato però nei presenti all’evento, qualche difficoltà di spostamento in manovra specie in quelli abituati alle naked, o a mezzi più leggeri tipo TMax.
Comunque, appena ti muovi, tutto questo sparisce.
E’ comunque agile, sincero, e ti consente correzioni anche al limite.
Nel passaggio in curve ad “S”, lo spostamento da destra a sinistra delle masse, viene ancora influenzato ciclisticamente dalla forca anteriore che tende ancora a scaricare sull’escursione in alleggerimento (anche se meno del GP800), dal peso batteria posizionata in alto a sx fianco sterzo e dal bellissimo scarico sovrapposto doppio a sx, che però resta pesantino.
Diciamo che quando le batterie litio avranno raggiunto sicurezze sull’affidabilità nel tempo e, montando uno scarico (proposto in linea Accessori Aprilia) in materiale light, la situazione ne trarrà prezioso giovamento.
Comunque, sembrano lievemente più rigide le sospensioni anteriori, e quella posteriore rispetto al passato, ma ancora molto, molto confortevoli. Se, secondo me, anche a scapito di un po’ di confort si decidesse di indurire ancor un pelo di più l’anteriore, migliorando l’affondamento ed il ritorno, la guida risulterebbe più godereccia, per un mezzo che in fondo si propone per la sua esuberanza e sportività.



 

 

• Freni
Le pompe provate sono identiche alla versione GP800 2010; tubi treccia di serie, e pinze Brembo come su GP800.
Frena bene; anche sotto torchio sempre pronto, mai un’esitazione. Piacevole correggere gli ingressi curva o le ripartenze “spinte” un po’ pinzati al posteriore … nessun affaticamento dell’impianto.
Se proprio devo trovare qualcosa che non amo molto .. la spugnosità (di pochi gradi) iniziale data dalle pompe, che poi però si sentono bene.
Sono curioso però di provare la versione ABS.


 



• Motore
Cosa dire di questo gioiellino 839cc ….
Il cuore pulsante, la passione che ti trasmette, la coppia max già molto in basso, la potenza anche in alto … spettacolare. Ogni volta che sali su questo mezzo, fai pochi metri, e sentire che ti porta via … impagabile.
Erogazione sempre prontissima, apri .. e via. Quest’ultima versione è dichiarata con 1cv in più del predecessore. Parliamoci chiaro … con tutto quello che già aveva prima, non lo senti nemmeno.
Sono curioso anche qui, di provarlo col controllo trazione, specie su fondi tipo Roma o Milano centro o Sicilia in estate, in condizioni di umido.
Resta sempre un pelino “ruvido” nella partenza con un filo di gas, dove la frizione a secco a masse centr. è robusta, silenziosa, efficace anche a caldo, ma di sicuro “non soft”. Non si nota invece, se si parte decisi.
Piacerà molto a chi userà questo mezzo, ma che non aveva esperienza con cilindrate/potenze/coppia di questo tipo, l’erogazione dai bassi; non è mai brutale, anzi … progressiva, dolce (grazie ad una rivisitazione della trasmissione) e lineare. Ti accorgi solo dal contakm. che “stai andando”, perché sembra di essere molto più lenti della realtà.
Da colloqui con tecnici Aprilia, sembrano risolti anche problemucci che aveva il GP800 sulla regolarità del minimo, con l’adozione di nuova mappa, doppia sonda Lambda una per cilindro, e miglioramenti cablaggi sensori corpo farfallato.







• Test
Giornata ottima, soleggiata, 15° C alla partenza, rientrati con 22°C.
Percorso: strade nuove, poi a volte un po’ rovinate, con in alcuni tratti residui sul manto. Tutti i tipi di percorso; lento da paese, medio, veloce, con curve di tutti i tipi.
Provato in marcia in colonna, guida tourer e guida “spinta”.
Mezzo perfetto così com’è per quella quota parte di persone che desiderano un mezzo in grado di muoversi tra hinterland e città, velocemente anche in presenza di traffico. Perfetto per le gite fuori porta, e anche lunghe gittate (vacanze) grazie anche alla seduta adeguatamente confortevole.
Per l’utilizzo in sola città/paese, non va in crisi, anzi. Certo, a meno che non si desiderino prestazioni “da semaforo”, c’è di più indicato in commercio. Comunque resta un mezzo maneggevole, molto più di quanto si pensi, appena in movimento.
Ho in più occasioni cercato di portarlo al limite, nei percorsi affrontati. Devo dire che dopo un po’ di presa di confidenza, anche per un nuovo utente, è veramente molto difficile metterlo in crisi. Anche con una frenata “da panico” di emergenza, si è scomposto di un’inezia su alleggerimento del posteriore.
Affronta le curve, anche veloci, con stabilità. Diciamo che rispetto ad altri maxi-scooter, va guidato un po’ più di braccia, che .. di corpo. Ma una volta “preso contatto”, si raggiungono limiti impensabili se lo “si sente” anche solo da fermo. Il tutto sempre con grande stabilità e sicurezza.
Anche su percorsi un po’ più sporchi, non ha mai mostrato esitazioni. Sempre sincero nelle reazioni e prevedibile, quindi rimediabile a cura del pilota. Anche le buche e gli avvallamenti vengono assorbiti con serenità.
Velocità massima … alta; e l’aria che ti arriva non è nemmeno fastidiosa più di tanto.
La cosa poi che lascia un po’ di stucco, è che consuma pochissimo. Con un filo di apertura della farfalla, sei già a velocità codice; la buona coppia poi ti fa mantenere l’andatura desiderata.








• Conclusioni finali
Cosa dire, se non che Aprilia è riuscita a rinnovare (e non solo esteticamente) un mezzo che sicuramente fa la parte del leone motoristicamente. Apprezzabili ma migliorabili le risposte ciclistiche per chi desidera una guida un po’ più racing. Qualche finezza estetica (griglie) da migliorare ma, direi che ci siamo.
Diciamo che così com’è, è un mezzo perfetto per i medio/lungo raggio. Tanta strada in scioltezza e tranquillità.
Se lo si usa in città o, un po’ più con guida corsaiola, qualcosina si può migliorare … ma non il peso, perché il bicilindrico è il maggior imputato, oltre ad essere anche il maggior pregio.
Per cui, secondo me, ottimo mezzo. Considerata la stazza, un ottimo lavoro quello di Gilera prima, di Aprilia ora.





Testo: Domenico - dzonline (Club GP800 Italia)
Foto: Milagro




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