Aprilia non ha
mai costruito scooter 'utilitari' e anche il piccolo
Scarabeo
100 grazie all'eleganza che lo stacca dalla
concorrenza di pari prezzo, è diventato un
oggetto di culto, soprattutto fra i giovani e le
donne. C'era però l'esigenza di allargare
la gamma con un veicolo stilisticamente più
moderno e 'sportiveggiante', pur rimanendo nella
fascia di prezzo dei 2500 Euro.
Da qui nasce il più piccolo degli Sportcity:
One 125, uno scooter compatto, con una spiccata
personalità estetica, ruote medie, discreti
vani bagaglio e un semplice motore a carburatore
raffreddato ad aria.
La denominazione vuole fare tesoro della storia
di SportCity, che ritroviamo anche in qualche vago
tratto stilistico, ma si tratta di un prodotto tutto
nuovo (disponibile anche nella
versione da 50cc), che avrebbe potuto ritagliarsi
uno spazio in gamma tutto suo, come Aprilia One
125, un nome minimal, come il prodotto che rappresenta.
DESIGN/COSTRUZIONE
Bisogna dare atto ai designer Aprilia di aver saputo
proporre qualcosa di piacevolmente nuovo, con una
'sportività elegante' in grado di renderlo
appetibile ad un'ampia fascia di pubblico, senza
diventare banale. Le linee sono spigolose, con uno
scudo appuntito caratterizzato da ampi gruppi ottici
trasparenti e piccoli indicatori di direzione colorati.
Le plastiche posteriori appaiono ridotte all'osso,
grazie all'abbinamento fra parti nere e verniciate,
con un codino sfuggente che termina ben prima della
ruota posteriore.
Una delle viste più piacevoli è il
tre quarti posteriore lato marmitta con il cerchione
lasciato in bella vista, peccato non sia valorizzato
in nessuna immagine.
La costruzione è piuttosto curata, con assemblaggi
precisi e più che adeguati al prezzo di listino.
Bello il maniglione in alluminio con inserti sagomati
e il manubrio completamene verniciato, con un cruscotto
semplice, ma ben disegnato.
Altri elementi caratteristici sono gli specchi retrovisori
ed il coprimarmitta, al contrario le colorazioni
sono un po' anonime, soprattutto il blu ed il grigio,
più azzeccato il nero, anche se preferirei
(personalissima opinione) tinte più vivaci,
come il giallo utilizzato per il test.
DOTAZIONI
Il cruscotto è minimalista, con due strumenti
circolari inseriti in una sagomatura satinata: il
più grande ospita il tachimetro con contachilometri
meccanico, l'altro l'indicatore del livello carburante,
privo della spia per la riserva. Le spie sono infatti
solo tre: indicatori di direzione, luce abbagliante
e insufficiente livello olio.
Gli specchi retrovisori spiccano per originalità,
meno per funzionalità, con una mobilità
ridotta come l'area specchiante.
Tutto nella norma per leve e comandi al manubrio,
così come il blocchetto d'avviamento, posto
alla destra del retroscudo, che comanda l'apertura
del vano portaoggetti sul lato opposto. Uno spazio
ridotto, giusto per un paio di guanti o poco più,
con sotto il classico gancio a cui appendere una
borsa in caso di necessità.
Più capiente il vano posto sotto la sella,
in grado di ospitare comodamente un casco jet con
visiera o (forse) un integrale compatto, merito
della ruota da 14 pollici. Peccato che per accedervi
occorra spostare la chiave d'accensione all'apposita
serratura posta nella sella e che la cerniera appaia
piuttosto debole. Manca poi il portapacchi posteriore.
Il serbatoio carburante (7,5 litri) è posizionato
sotto la sella (che deve essere sollevata per fare
rifornimento) limitandone il vano bagaglio a favore
della pedana, che rimane piatta.
Come 'tradizione' per la gamma SportCity mancano
il cavalletto laterale (anche dagli optional)
e il freno di stazionamento.
Aggiornamento 16/06/008:
il cavalletto laterale sarà presto disponibile
come accessorio.
CICLISTICA
La ciclistica è quanto di più tradizionale,
con un telaio monotrave in acciaio che sfrutta il
motore come forcellone monobraccio oscillante (84mm),
accoppiato ad un singolo ammortizzatore regolabile,
mentre la forcella è a perno in asse con
steli da 32mm ed escursione di 85mm. L'impianto
frenante è ad azionamento classico, con un
disco anteriore da 220mm stretto da una pinza flottante
a doppio pistoncino e un tamburo posteriore da 140mm.
Ottima la scelta delle ruote da 14 pollici, la misura
ideale per avere un buon compromesso fra agilità
e stabilità, senza aumentare le dimensioni
esterne e limitare lo spazio per i bagagli.
Gli pneumatici sono della stessa misura davanti
e dietro, 120/70 e sono prodotti da Maxxis in collaborazione
con Aprilia.
Le dimensioni complessive sono fra le più
contenute, con una lunghezza di 1940mm, una larghezza
di 740 e un interasse di 1358, mentre la sella è
all'abbordabile altezza di 775mm. Inspiegabile (come
per Cube
300) l'assenza del dato dichiarato sul peso,
un valore interessante soprattutto per chi è
alle prime armi, ma anche per confrontarlo ai competitor.
PROPULSORE
Si tratta di una vecchia conoscenza, che equipaggia
la gamma Liberty
di Piaggio ed LX
di Vespa, non è certo un concentrato di tecnologia,
ma offre semplicità ed affidabilità.
È un monocilindrico a quattro tempi, con
distribuzione monoalbero e testata a due valvole,
alimentato a carburatore e raffreddato ad aria forzata,
con frizione centrifuga e cambio CVT.
Eroga 7,79kW a 8.000 giri e 10,04Nm a 7.000giri,
rispettivamente di potenza e coppia massime, che
dovrebbero spingerlo ad una velocità dichiarata
superiore ai 90km/h.
Peccato non venga fornita alcuna indicazione sui
consumi, un dato fondamentale, di questi tempi!
TEST SU STRADA
Avendolo testato assieme al Cube
300, ha avuto la stessa sorte, pioggia e strade
bagnate al mattino con sole al pomeriggio e strade
ormai asciutte, quindi un banco di prova completo
anche 'grazie' al traffico e alle varietà
di fondo stradale milanese.
Leggero e compatto, si maneggia con facilità
anche da fermo e la sella non è troppo alta
o larga, favorendo anche chi non arriva al metro
e settanta.
E a questi ultimi è dedicata anche la posizione
di guida, con un manubrio ravvicinato, una sella
sagomata che impedisce di arretrare e spazio sufficiente
per chi ha gambe non troppo lunghe.
Il motore parte con il consueto rumore metallico
del motorino d'avviamento e bisogna agire sull'acceleratore
senza parsimonia per muoversi agevolmente. La potenza
infatti non è molta, anche se una volta partiti
la coppia è sufficiente per azzardare qualche
sorpasso e comunque i limiti di velocità
sono ben più bassi delle possibilità
del propulsore.
La ciclistica è ben bilanciata, la maneggevolezza
è ottima, anche se il raggio di sterzo non
è a livello del Cube e la leggerezza si apprezza
in ogni frangente. Le sospensioni non sono troppo
rigide, pur mantenendo coerenza al crescere della
velocità e anche sul pavé non si 'salta'.
Onesti i freni, allineati alle esigenze dello scooter,
anche se non si possono pretendere le performance
di impianti più evoluti con un anteriore
non potentissimo, ma più modulabile del posteriore.
Le Maxxis offrono un buon feeling anche sul bagnato
ed 'in piega', un buon risultato quindi, da pneumatici
che saranno valutati anche per la loro durata.
Come detto la posizione di guida è un po'
compatta e il motore trasmette qualche vibrazione
in accelerazione, ma il comfort complessivo è
discreto, se si accetta la ridotta protezione dalle
intemperie che uno scooter di questo tipo può
offrire.
Nessuna indicazione sulla velocità massima,
visto anche l'ambito della prova, ma i 90-100km/h
di tachimetro dovrebbero essere alla sua portata,
quindi in linea con i limiti extraurbani, anche
se il suo habitat ideale rimane quello urbano.
Essenziale e poco imbottita la porzione di sella
del passeggero, ampie e sufficientemente distanziate
le pedane (che avrei preferito richiudibili) e non
così comodi i maniglioni definiti 'ergonomici',
ma che obbligano le mani ad una sola posizione.
ACCESSORI
Aprilia offre un portapacchi a cui assicurare il
bauletto da 32 litri e un parabrezza grande, davvero
troppo grande per lo scooter in questione. Sarebbe
stato meglio un parabrezza più compatto,
più sicuro e anche adeguato al design dello
scooter, poi magari il cavalletto laterale.
Aggiornamento 16/06/008:
il cavalletto laterale sarà presto disponibile
come accessorio.
CONTESTO
Con la moda dei 'ruote alte' anche fra gli entry-level,
SportCity One e le sue ruote da 14" si trovano
in una posizione privilegiata, praticamente privi
di competitor diretti. Il più vicino alle
sue caratteristiche sembra essere il Piaggio
Liberty S 125, che monta anche lo stesso propulsore,
e alla ruota anteriore da 16" ne abbina una
posteriore da 14, ma è dotato di un sottosella
più modesto e di una quotazione leggermente
più elevata.
Pur evitando il confronto con i più potenti
modelli raffreddati a liquido e con quelli più
economici con ruote da 12 pollici o anche meno,
non si può però dimenticare la 'bestia
nera' di tutti gli entry-level, quel Kymco
Agility R16 che per rapporto prezzo/qualità
sta sconvolgendo il mercato.
CONCLUSIONI
Aprilia si presenta, per la prima volta, nel combattutissimo
segmento degli entry-level e lo fa con una proposta
innovativa nel design, ben costruita e con dotazioni
apprezzabili. Sfruttando al meglio la propria abilità
nel costruire ciclistiche equilibrate e adottando
un motore affidabile e prestante, quanto basta,
per muoversi in città. Sfoggia anche un prezzo
leggermente inferiore al suo competitor più
probabile, ma subisce la concorrenza di chi è
sceso abbondantemente sotto il muro dei 2.000 Euro.
Testo: Fabrizio Villa
Foto: MCP
e originali Aprilia
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