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 ·APRILIA SCARABEO 200ie
15/06/009
TEST ANTEPRIMA
pag. 1/1
Di CyberScooter: Fabrizio Villa


Poco meno di due anni fa, sempre a Milano veniva presentata una nuova versione dello Scarabeo 125/200, che potremmo definire 'midi': più generoso del 100 4T (derivato dal 50cc), ma anche più leggero e compatto della serie 400/500 (a cui si è poi aggiunto il 250, ora 300). Una gamma quindi decisamente articolata e con una spiccata personalità, che il Gruppo Piaggio sta 'emancipando' dal marchio Aprilia per proporla come 'brand' a se stante, un po' come avviene per Vespa. E in questa 'puntata' la transizione si è portata avanti, con la sparizione delle scritte Aprilia da tutte le plastiche.
Ma il nuovo 200 si è potato avanti anche in termini di tecnologia, grazie all'iniezione elettronica e alla doppia curva di erogazione, selezionabile dal manubrio, oltre che per potenza e coppia massima. Tanto avanti da risultare ai vertici della sua classe per prestazioni, sia per dati dichiarati che nella resa su strada, avvicinandosi a quelle del 300 Special (che ha comunque una differente destinazione d'uso).

 

 

LINEA/COSTRUZIONE
Abbandonato nel 2007, il design 'corpulento' e classicheggiante delle serie 'originali', l'attuale 200 si caratterizza come tipico prodotto a destinazione urbana, ma come il marchio Scarabeo esige, sfoggia una personalità che riesce a distinguerlo dalla massa dei concorrenti.
Coerente con i modelli di cilindrata superiore sfoggia la coda tronca col gruppo ottico compatto (e indicatori di direzione poco visibili a dire il vero) da cui parte il lungo ed esile parafango, con l'inconfondibile motivo ovale a sottolineare la fiancata. E sono proprio gli ovali a caratterizzare la variazione più evidente in questa versione 2009, la griglia del radiatore sullo scudo anteriore.
Altri cambiamenti, quasi impercettibili, sono le griglie forate (di sfogo per il radiatore) sulle placche esterne applicate allo scudo e la sparizione del logo Aprilia dal frontale.
La qualità delle plastiche, pur nella logica del contenimento di peso è ottima, come la verniciatura e gli accoppiamenti. La cura dei dettagli è quasi maniacale, lo si nota ad esempio nel portapacchi, dotato di placche in plastica per facilitare la presa al passeggero e di piastra portabauletto con finiture in plastica per ridurre le vibrazioni.
Piacevole anche il rivestimento della sella, robusto e lavorato in stile 'vera pelle', quest'anno disponibile solo nero, abbinato alle colorazioni Nero Aprilia e Silver Crowd (in foto), Bianco Flair, Azzurro Jasmine e Blu Couture.

 

 

 

 

 · DOTAZIONI
Non sempre i costruttori curano con sufficiente attenzione un elemento evidente e appagante come la strumentazione, ma nel caso di Scarabeo 200 si è veramente ai massimi livelli, sia per piacevolezza che per completezza d'informazioni ed ergonomia. Troviamo infatti strumenti analogici per indicare il livello carburante, la velocità istantanea e la temperatura del liquido refrigerante, abbinati ad un ampio dispaly digitale per l'ora, il chilometraggio totale/parziale, la tensione batteria e la temperatura esterna con allarme ghiaccio, comodamente selezionabili con un pulsante al manubrio. Completano il tutto una serie di spie per: riserva carburante, temperatura eccessiva liquido refrigerante, indicatori di direzione, luci abbaglianti, insufficiente livello olio e prossimo intervento di manutenzione.
A proteggere la strumentazione e parte del busto di chi guida, viene fornito di serie un piccolo cupolino trasparente.
Leve freno e specchi retrovisori non sono cambiati, così come i blocchetti elettrici, comuni ad altri modelli Piaggio, la novità è il tasto a bilanciere sulla destra, non più dedicato allo spegnimento d'emergenza, ma che consente di selezionare, anche in movimento, le mappature 'Eco' e 'Sport'.
Passando al retroscudo, ecco il blocchetto d'accensione, che comanda anche il bloccasterzo e lo sblocco della sella. Subito sotto un ampio sportello con serratura nasconde un vano decisamente minuscolo.
In punta di sella troviamo il gancio appendiborse dotato di sicura e nel sottosella, un vano leggermente ampliato permette di stivare un normale casco demi-jet con visiera (non solo il modello Scarabeo come accadeva prima). Non manca neppure la presa a 12 Volt per la ricarica delle immancabili apparecchiature tecnologiche.
Sempre sotto la sella troviamo il serbatoio carburante da 8,5 litri di cui 2 di riserva.
Per il parcheggio c'è solo il cavalletto centrale, anche se molto agevole da utilizzare, mentre il laterale (con blocco dell'avviamento) è solo opzionale.
Neppure in opzione invece il freno di stazionamento, l'antifurto immobilizer e i ganci appendicasco.


 

 

 

 

 · CICLISTICA
A livello ciclistico non dovrebbe cambiare nulla rispetto alle versioni a carburatore, anche stando a quanto dichiarato dal responsabile progetto, invece i dati tecnici sembrano differire in molte misurazioni. Ma come scritto più volte non è il caso di perdere il sonno sui dati tecnici forniti, che spesso celano errori e/o 'arrotondamenti'.
Comunque le misure ufficiali della versione 2009 (sia 200 che 125) parlano di una lunghezza di 2025 mm, per una larghezza di 725 mm e un interasse di 1380 mm, con la sella posta a 810 mm da terra.
Manca invece il dato sul peso, come ormai tradizione (negativa) del Gruppo Piaggio (e non solo), ma se per la precedente versione si parlava di 154kg è ragionevole pensare che non sia lontano da questo valore.
Come d'obbligo in questo segmento troviamo 'pedana piatta' e 'ruote alte', da 16 pollici, con pneumatici tubeless di marca Cheng Shin, da 100/80 all'anteriore e 120/80 al retrotreno.
La frenata è di tipo combinato con un disco anteriore da 260mm stretto da pinza a triplo pistoncino e il posteriore da 220mm con pinza a doppio pistoncino e tubazioni in treccia. Manca l'ABS, come per tutti i competitor del resto...
Il reparto sospensioni utilizza una forcella teleidraulica a perno avanzato con steli da 35mm per un'escursione di 100mm e una coppia di ammortizzatori regolabili su 4 posizioni con escursione di 90mm che sfruttano il motore come 'forcellone' oscillante, accoppiato ad un braccio in alluminio sul lato destro.


 



 · PROPULSORE
Insolito pensare ad uno scooter Piaggio che utilizzi un motore prodotto da altri, ma questo progetto era partito quando Aprilia non era ancora entrata a far parte del Gruppo e visto che le soluzioni tecnologiche erano interessanti e che il progetto di un motore è piuttosto oneroso, si è deciso di procedere. Non solo, anche di evolvere, dotando entrambe le versioni, da 124 e 180,8cc, dell'alimentazione ad iniezione elettronica, ormai doverosa se si punta al miglior rendimento.
La gestione elettronica ha poi aperto la strada per la soluzione innovativa della doppia mappatura che consente di personalizzare l'erogazione in base a parametri preimpostati.
Nella versione 200cc, la curva di erogazione delle due mappature si biforca fin dai regimi più bassi, ottimizzando le prestazioni nella configurazione 'Sport', e curando al massimo i consumi nella versione 'Eco' che perde circa 0,7kW in favore di un risparmio di benzina nell'ordine del 7% (secondo una simulazione al banco). Un valore percentuale che sarebbe interessante tradurre in dato sui chilometri effettivi percorribili con un litro, valore che invece non viene dichiarato.
La potenza invece viene dichiarata ed è anche un fiore all'occhiello di quest'ultima versione e dei tecnici italo-cinesi che ci hanno lavorato (ricordiamo che il motore è stato progettato e sviluppato in Aprilia per poi essere prodotto in Cina). Con 14,3kW a 8.000 giri se la gioca infatti con il più potente del lotto, il Piaggio Carnaby (14,4kW), sopravanzandolo in modo netto per coppia massima con ben 18,5 Nm a 7.750 giri, attuale record di categoria. Valori erogati in modalità 'Sport'.




 

 

 

 

 

 · TEST SU STRADA
Teatro della prova avrebbe dovuto essere il centro della città di Milano, ma per metterlo veramente alla prova, assieme ad altri tester e al coordinatore dello Scarabeo Club (invitato come tester e di cui leggerete a breve le impressioni di guida), abbiamo aggiunto una puntata in autostrada per spremere tutti i cavalli...., ma andiamo per gradi.
La sella a 810mm non può certo essere considerata bassa, a questo però si è aggiunta un'imbottitura decisamente più rigida che ha peggiorato la situazione. In realtà (ci è stato assicurato), si è trattato di una partita di imbottitura non conforme alle specifiche, che cambierà fin dal primo lotto di produzione che sarà dai concessionari entro la fine di Giugno. Peccato che la sella sia anche un po' scivolosa e piuttosto larga, quindi più adatta ad un pilota di gamba lunga che all'altezza media del pubblico femminile, a cui Scarabeo strizza comunque l'occhio. Complice un manubrio leggermente più basso della media ci sente anche un po' appollaiati e la guida richiede un minimo d'adattamento prima di prendere confidenza.
Altra sensazione, soprattutto nelle manovre a bassa velocità, è quella di un peso leggermente superiore rispetto ai competitor. Ma un angolo di sterzo piuttosto ampio e dimensioni contenute migliorano la situazione anche nel traffico più serrato.
Non ci sono state molte occasioni di metterlo alla prova in curva, ma pur non offrendo lo stesso feeling dello SportCity, per essere uno scooter 'stiloso' se la cava discretamente anche alzando il ritmo.
A conquistare però è l'erogazione del propulsore, scattante in partenza, corposa nei regimi intermedi, anche negli apri e chiudi e capace di un allungo che lo porta rapidamente a 120/130km/h per poi allungare fino ad oltre 135km/h indicati (quasi 140 'accucciati, ma tranquilli, siamo sempre entro i limiti di legge, visto che la velocità massima effettiva non dovrebbe superare i 125km/h). Tutto utilizzando la mappa Sport, ma le prestazioni in Eco sono solo leggermente inferiori, con una velocità massima che non perde più di 5km/h e un briciolo di accelerazione in meno. Ovviamente nell'arco del breve test non è stato possibile valutare l'andamento reale dei consumi, che rimandiamo ad un'eventuale prova completa.
Il reparto sospensioni della precedente versione mi aveva conquistato per una capacità d'incassare piccole e medie asperità del fondo stradale decisamente superiore alla media, in questa versione invece la sensazione è che siano leggermente più rigide, avvicinandosi ai competior. Ne guadagna probabilmente la stabilità sul veloce (non verificata nel test del 2007), più che accettabile nonostante prestazioni che ben poco hanno di cittadino (sua principale destinazione d'uso), anche se, ipotizzando di fare spesso l'autostrada, meglio pensare al più solido e confortevole 300 Special.
Il reparto freni sembra anche migliorato, con una potenza da riferimento già utilizzando la sola leva sinistra e che permette 'staccate' record utilizzando entrambe le leve. Ovviamente il risvolto della medaglia è che occorre prestare maggiore attenzione in caso di fondi sdrucciolevoli per evitare bloccaggi indesiderati delle ruote (più probabili comunque al posteriore sfruttando al massimo la leva della frenata combinata), anche perché la modulabilità non è al massimo.
Discreta la protezione dall'aria grazie al piccolo cupolino, modesta invece quella dagli agenti atmosferici, anche a livello di pedana.
Contenuto il tasso di vibrazioni, più evidente la rumorosità soprattutto a livello del propulsore, che gira a regimi piuttosto elevati.


 

 

 

 

 

 

ACCESSORI
Non sono state fornite immagini, ma gli accessori indicati in cartella stampa vanno dal parabrezza grande con paramani trasparente al cavalletto laterale, passando per il telo coprigambe, la borsa tunnel e il kit piastre baule, assieme a ben tre differenti bauletti, con o senza schinale e colorazione coordinata.

 


CONTESTO
Se effettuiamo il confronto basandoci sulla tipologia e sulla tecnologia utilizzata dobbiamo restringere il range ai modelli ad iniezione elettronica, raffreddati a liquido e sono quelli che seguono:
Il rinnovato Honda SH 150i, più agile e leggero, altrettanto scattante, ma con minore allungo e velocità, e parecchio più costoso (soprattutto nella versione doppio disco che consiglio).
Il Malaguti Centro 160 è più leggero ed economico, ma sconta anche prestazioni decisamente inferiori.
Il Suzuki Sixteen 150 è leggermente più costoso e anche meno potente e veloce, ma più agile e leggero.
Se invece consideriamo anche le prestazioni (e chiudiamo un occhio sull'iniezione), allora dobbiamo considerare anche l'Aprilia Sportcity Cube 200 e il Piaggio Carnaby 200, entrambi equipaggiati con il motore Leader da 198cc.





 · CONCLUSIONI
Qualità, design, tecnologia, prestazioni e prezzo
sono i punti forti dello Scarabeo 200ie, praticamente quelli che vorrebbero tutti, clienti e competitor!
E fra i pregi andrebbe messa sicuramente anche la potentissima frenata, che rischia però di diventare controproducente in caso di panic stop (e qui servirebbe l'ABS...).
La doppia mappatura andrà considerata alla luce degli effettivi risparmi di benzina, di sicuro ingolosisce a livello di dotazioni.
Le sospensioni sembrano rientrate nella norma, con minori capacità d'incassare le malformazioni stradali, ma piaceranno agli 'sportivi'.
Inferiore ai competitor rimane l'agilità nel traffico e in parte il feeling di guida, ma sarebbe interessante provare altri pneumatici.
Chiudo con un ultimo apprezzamento al prezzo di vendita, inferiore sia a quello di due anni fa, che al limite 'psicologico' dei 3.000 Euro: se è il questo risultato delle sinergie italo/cinesi, allora ben vengano.


Abbigliamento
Casco:
Givi
'HPS 10.4 Air'
Giacca:
Tucano Urbano 'Shorty Cotton'
Pantaloni:
Tucano Urbano 'Panta24'
Guanti:
Tucano Urbano 'Rex'



Testo: Fabrizio Villa
Foto: Milagro




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