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 ·APRILIA SCARABEO 125ie
12/06/009
TEST ANTEPRIMA
pag. 1/1
Di CyberScooter: Fabrizio Villa


Poco meno di due anni fa, sempre a Milano veniva presentata la nuova versione dello Scarabeo da 125 (e 200cc) e fu vera rivoluzione, da numerosi punti di vista. Stilistico, con una linea che abbandonò il retrò per un taglio più moderno e compatto; funzionale, con l'arrivo del vano bagagli sotto alla sella; propulsivo, con la sostituzione dei motori Piaggio con pregiate unità bialbero frotto di una collaborazione italo/cinese.
Inizialmente suscitò qualche perplessità da parte degli appassionati più 'ortodossi', ma si mostrò presto una mossa azzeccata, con le vendite in crescita repentina. A fine 2006 infatti il 125 (vecchio modello) si classificava solo 71°, nel 2007 (con 8 mesi di vecchio e 4 di nuovo modello) saliva al 51° e a fine 2008 lo trovavamo addirittura 22°! La classifica parziale del 2009 lo vede 'retrocesso' in 27^ posizione, ma ecco pronto il rilancio con questo nuovo allestimento che è un po' più di un semplice restyling, visto che oltre ad alcuni particolari di design, guadagna l'alimentazione ad iniezione elettronica e la possibilità di scegliere fra due mappature, 'sport' o 'eco', una soluzione mai vista in Italia (introdotta per prima da Honda sul Silver Wing 600 venduto in Giappone), ma che contraddistingue ormai quasi tutta la produzione motociclistica del marchio veneto.

 

 

LINEA/COSTRUZIONE
Abbandonato il design 'corpulento' e classicheggiante delle serie precedenti, l'attuale 125 si caratterizza come tipico prodotto a destinazione urbana, ma come il marchio Scarabeo esige, sfoggia una personalità che riesce a distinguerlo dalla massa dei concorrenti.
Coerente con i modelli di cilindrata superiore esibisce la coda tronca col gruppo ottico compatto (e indicatori di direzione poco visibili a dire il vero) da cui parte il lungo ed esile parafango, con l'inconfondibile motivo ovale a sottolineare la fiancata. E sono proprio gli ovali a caratterizzare la variazione più evidente in questa versione 2009, la griglia del radiatore sullo scudo anteriore.
Altri cambiamenti, quasi impercettibili, sono le griglie forate (di sfogo per il radiatore) sulle placche esterne applicate allo scudo e la sparizione del logo Aprilia dal frontale, che di fatto non compare più in nessuna parte dello scooter a testimoniare la voglia di 'autonomia' del brand Scarabeo.
La qualità delle plastiche, pur nella logica del contenimento di peso è ottima, come la verniciatura e gli accoppiamenti. La cura dei dettagli è quasi maniacale, lo si nota ad esempio nel portapacchi, dotato di placche in plastica per facilitare la presa al passeggero e di piastra portabauletto con finiture in plastica per ridurre le vibrazioni.
Piacevole anche il rivestimento della sella, robusto e lavorato in stile 'vera pelle', quest'anno disponibile solo nero, abbinato alle colorazioni Nero Aprilia e Silver Crowd (in foto), Bianco Flair, Azzurro Jasmine e Blu Couture.

 

 

 

 

 · DOTAZIONI
Non sempre i costruttori curano con sufficiente attenzione un elemento evidente e appagante come la strumentazione, ma nel caso di Scarabeo 125 si è veramente ai massimi livelli, sia per piacevolezza che per completezza d'informazioni ed ergonomia. Troviamo infatti strumenti analogici per indicare il livello carburante, la velocità istantanea e la temperatura del liquido refrigerante, abbinati ad un ampio dispaly digitale per l'ora, il chilometraggio totale/parziale, la tensione batteria e la temperatura esterna con allarme ghiaccio, comodamente selezionabili con un pulsante al manubrio. Completano il tutto una serie di spie per: riserva carburante, temperatura eccessiva liquido refrigerante, indicatori di direzione, luci abbaglianti, insufficiente livello olio e prossimo intervento di manutenzione.
A proteggere la strumentazione e parte del busto di chi guida, viene fornito di serie un piccolo cupolino trasparente.
Leve freno e specchi retrovisori non sono cambiati, così come i blocchetti elettrici, comuni ad altri modelli Piaggio, la novità è il tasto a bilanciere sulla destra, non più dedicato allo spegnimento d'emergenza, ma che consente di selezionare, anche in movimento, le mappature 'Eco' e 'Sport'.
Passando al retroscudo, ecco il blocchetto d'accensione, che comanda anche il bloccasterzo e lo sblocco della sella. Subito sotto un ampio sportello con serratura nasconde un vano decisamente minuscolo.
In punta di sella troviamo il gancio appendiborse dotato di sicura e nel sottosella, un vano leggermente ampliato permette di stivare un normale casco demi-jet con visiera (non solo il modello Scarabeo come accadeva prima). Non manca neppure la presa a 12 Volt per la ricarica delle immancabili apparecchiature tecnologiche.
Sempre sotto la sella troviamo il serbatoio carburante da 8,5 litri di cui 2 di riserva.
Per il parcheggio c'è solo il cavalletto centrale, anche se molto agevole da utilizzare, mentre il laterale (con blocco dell'avviamento) è solo opzionale.
Neppure in opzione invece il freno di stazionamento, l'antifurto immobilizer e i ganci appendicasco.


 

 

 

 

 · CICLISTICA
A livello ciclistico non dovrebbe cambiare nulla rispetto alle versioni a carburatore, anche stando a quanto dichiarato dal responsabile progetto, invece i dati tecnici sembrano differire in molte misurazioni. Ma come scritto più volte non è il caso di perdere il sonno sui dati tecnici forniti, che spesso celano errori e/o 'arrotondamenti'.
Comunque le misure ufficiali della versione 2009 (sia 125 che 200) parlano di una lunghezza di 2025 mm, per una larghezza di 725 mm e un interasse di 1380 mm, con la sella posta a 810 mm da terra.
Manca invece il dato sul peso, come ormai tradizione (negativa) del Gruppo Piaggio (e non solo), ma se per la precedente versione si parlava di 154kg è ragionevole pensare che non sia lontano da questo valore.
Come d'obbligo in questo segmento troviamo 'pedana piatta' e 'ruote alte', da 16 pollici, con pneumatici tubeless di marca Cheng Shin, da 100/80 all'anteriore e 120/80 al retrotreno.
La frenata è di tipo combinato con un disco anteriore da 260mm stretto da pinza a triplo pistoncino e il posteriore da 220mm con pinza a doppio pistoncino e tubazioni in treccia. Manca l'ABS, come per tutti i competitor del resto...
Il reparto sospensioni utilizza una forcella teleidraulica a perno avanzato con steli da 35mm per un'escursione di 100mm e una coppia di ammortizzatori regolabili su 4 posizioni con escursione di 90mm che sfruttano il motore come 'forcellone' oscillante, accoppiato ad un braccio in alluminio sul lato destro.


 



 · PROPULSORE
Insolito pensare ad uno scooter Piaggio che utilizzi un motore prodotto da altri, ma questo progetto era partito quando Aprilia non era ancora entrata a far parte del Gruppo e visto che le soluzioni tecnologiche erano interessanti e che il progetto di un motore è piuttosto oneroso, si è deciso di procedere. Non solo, anche di evolvere, dotando entrambe le versioni, da 124 e 180,8cc, dell'alimentazione ad iniezione elettronica, ormai doverosa se si punta al miglior rendimento.
La gestione elettronica ha poi aperto la strada per la soluzione innovativa della doppia mappatura che consente di personalizzare l'erogazione in base a parametri preimpostati.
Nella versione 125cc, data l'esigua potenza a disposizione le due mappature coincidono fino a circa 7000giri, oltre questo regime l'utilizzo della mappa 'Eco' dovrebbe consentire un risparmio di carburante intorno al 7%. Un valore percentuale che sarebbe interessante tradurre in dato sui chilometri effettivi percorribili con un litro, valore che invece non viene dichiarato.
Quanto alla potenza 'esigua' facevo riferimento alla cilindrata, non certo a questo motore nello specifico, che anzi è uno dei più potenti arrivando (con la mappa Sport) fino al limite di legge degli 11kW a ben 10.000 giri ed erogando una coppia di 12,5Nm a 7.750 giri (con un leggero vantaggio rispetto ai modelli 2007). Utilizzando la mappa Eco, il calo alla potenza massima sarebbe invece contenuto (ufficiosamente) in circa 0,7kW.




 

 

 

 · TEST SU STRADA
Teatro della prova il centro della città di Milano, terreno più che probante e vicino all'utilizzo 'ideale' di questa tipologia di scooter.
La sella a 810mm non può certo essere considerata bassa, a questo però si è aggiunta un'imbottitura decisamente più rigida che ha peggiorato la situazione. In realtà (ci è stato assicurato), si è trattato di una partita di imbottitura non conforme alle specifiche, che cambierà fin dal primo lotto di produzione che sarà dai concessionari entro la fine di Giugno. Peccato che la sella sia anche un po' scivolosa e piuttosto larga, quindi più adatta ad un pilota di gamba lunga che all'altezza media del pubblico femminile, a cui Scarabeo strizza comunque l'occhio. Complice un manubrio leggermente più basso della media ci sente anche un po' appollaiati e la guida richiede un minimo d'adattamento prima di prendere confidenza.
Altra sensazione, soprattutto nelle manovre a bassa velocità, è quella di un peso leggermente superiore rispetto ai competitor. Ma un angolo di sterzo piuttosto ampio e dimensioni contenute migliorano la situazione anche nel traffico più serrato.
Non ci sono state molte occasioni di metterlo alla prova in curva, ma pur non offrendo lo stesso feeling dello SportCity, per essere uno scooter 'stiloso' se la cava discretamente anche alzando il ritmo.
Il grande passo avanti rispetto alla versione precedente è nel propulsore, che appare deciso sin dalla prima accelerazione, con la sparizione di quel vuoto iniziale che lascia spazio ad un'erogazione, non esuberante, ma lineare e con medi regimi piuttosto 'corposi' (limitatamente alla cilindrata).
Giocare variando le mappature, non porta a cambiamenti particolarmente evidenti, ma questo non era negli obiettivi di Aprilia, che voleva offrire un contenimento dei consumi con il minimo sacrificio prestazionale. Ovviamente nell'arco del breve test non è stato possibile valutare l'andamento reale dei consumi, che rimandiamo ad un'eventuale prova completa.
Il reparto sospensioni della precedente versione mi aveva conquistato per una capacità d'incassare piccole e medie asperità del fondo stradale decisamente superiore alla media, in questa versione invece la sensazione è che siano leggermente più rigide, avvicinandosi ai competior.
Il reparto freni al contrario sembra migliorato, con una potenza da riferimento già utilizzando la sola leva sinistra e che permette 'staccate' record utilizzando entrambe le leve. Ovviamente il risvolto della medaglia è che occorre prestare maggiore attenzione in caso di fondi sdrucciolevoli per evitare bloccaggi indesiderati delle ruote (più probabili comunque al posteriore sfruttando al massimo la leva della frenata combinata), anche perché la modulabilità non è al massimo.
Discreta la protezione dall'aria grazie al piccolo cupolino, modesta invece quella dagli agenti atmosferici, anche a livello di pedana.
Contenuto il tasso di vibrazioni, più evidente la rumorosità, soprattutto a livello del propulsore, costretto a regimi piuttosto elevati per dare il meglio di sé.


 

 

 

 

ACCESSORI
Non sono state fornite immagini, ma gli accessori indicati in cartella stampa vanno dal parabrezza grande con paramani trasparente al cavalletto laterale, passando per il telo coprigambe, la borsa tunnel e il kit piastre baule, assieme a ben tre differenti bauletti, con o senza schinale e colorazione coordinata.

 


 

CONTESTO
Con l'iniezione elettronica fa un salto di classe andandosi a confrontare direttamente con i top del suo segmento.
Il rinnovato Honda SH 125i, da sempre fra i più scattanti, e venduti in Italia, finalmente con doppio disco è anche il più costoso del lotto.
Il Malaguti Centro 125 fa del rapporto qualità/prezzo il suo punto forte e monta anch'esso un motore (meno prestante) frutto di sinergie italo/cinesi.
Il Suzuki Sixteen 125 ha tutte le carte tecniche per ben figurare, prezzo compreso, ma sconta una limitata originalità.


 

 



 · CONCLUSIONI
Uno scooter personale, con un marchio particolarmente 'cool' fra i giovani, ma che piace a tutte le età, costruito decisamente bene e con dotazioni al vertice dei (pochi) competitor reali.
Ha la sella un po' alta, così come il peso, ma si guida ugualmente bene anche in pieno traffico e sfoggia un frenata da riferimento (anche troppo), peccato le sospensioni siano diventate più rigide (a memoria).
Decisamente meglio il motore, con un'erogazione più lineare ai bassi, decisa ai regimi intermedi e con un allungo 'vietato' in città. Dalla doppia mappatura però non ci si deve aspettare il diavolo e l'acqua santa, ma solo una leggera diminuzione dei consumi in determinate condizioni d'uso.
Considerando il prezzo inferiore a quello di due anni fa, e ben al di sotto del limite 'psicologico' dei 3.000 Euro, Scarabeo 125 può puntare sicuramente a far meglio dei sui predecessori.


Abbigliamento
Casco:
Givi
'HPS 10.4 Air'
Giacca:
Tucano Urbano 'Shorty Cotton'
Pantaloni:
Tucano Urbano 'Panta24'
Guanti:
Tucano Urbano 'Rex'



Testo: Fabrizio Villa
Foto: Milagro




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