Vai al Blog dello Scarabeo Club
· SOSPENSIONE E MANUBRIO Dal punto di vista tecnico all’anteriore abbiamo una forcella teleidraulica con steli da ben 35 mm di diametro, mentre al posteriore la classica soluzione con motore oscillante, coadiuvato da un braccio secondario in alluminio, ad assolvere il ruolo di forcellone. Inoltre è anche possibile regolare il precarico in quattro posizioni differenti. A mio avviso le sospensione sia del 125 che del 200 sono lievemente dure visto l’uso cittadino che dovranno affrontare, pecie all’anteriore. Niente di preoccupante in quanto il pavè viene comunque assorbito in maniera più che discreta. I cerchi sono da 16 pollici con pneumatici tubeless, all’anteriore 100/80 ed al posteriore 120/80, ed un avantreno un po’ più fermo lo si apprezza quando si prende velocità e si impostano le curve. L’angolo di sterzo è buono e si sterza facilmente. Il manubrio è leggero ed il cruscotto analogico/digitale è ben visibile e pieno di funzionalità. Apprezzato sicuramente il computerino di bordo che indica: Km totali Km parziali Tensione batteria Temperatura esterna con allarme “ICE WARNING” che indica la possibilità di ghiaccio sul manto stradale. Nota importante è l’eliminazione del tasto rosso “Kill Engine” utilizzato invece per selezionare le due differenti mappe.
· FRENI I freni sono commisurati alla potenza degli scooter. Frenano bene e sono molto modulabili anche se avrei apprezzato più incisività almeno per la versione 200 cc. Lo Scarabeo è dotato di un sistema di ripartizione di frenata combinata già visto sul resto della gamma, in pratica, agendo sulla leva di destra si aziona contemporaneamente sia il disco anteriore che posteriore per una frenata più efficace e per una miglior stabilità durante la decelerazione. Difficile il bloccaggio della ruota posteriore a meno che non si strizzi davvero l’impianto. Per l’uso quotidiano a mio avviso è il miglior compromesso soprattutto se si pensa in caso di pioggia. L’impianto è composto da un disco anteriore da 260 mm, con pinza flottante a triplo pistoncino parallelo, e quello posteriore da 220 mm con pinza a due pistoncini.
· MOTORE E’ il punto forte di questi nuovi scooter , difatti anche parlando con uno dei meccanici Aprilia, traspare cha a Noale siano molto soddisfatti ed aggiungo, come dargli torto. Meravigliato: questa è la parola che mi viene in mente pensando al motore 125i.e. ed ancora di più al 200i.e. non facendomi rimpiangere affatto i vecchi carburatori senza strozzature a 2T e per assurdo anche il suono prodotto mi ricorda un po’ i vecchi 2T. Entrambi i motori sono dotati di raffreddamento a liquido e adottano una distribuzione a quattro valvole con doppio albero a camme in testa ed un corpo farfallato da 32mm con l’introduzione di bronzine al posto dei cuscinetti. L’introduzione di quest’ultime impatta positivamente sul rodaggio dei motori. E’ importante fare un buon rodaggio con questi motori. Consiglio vivamente di farlo anche se molti dicono che sono già rodati a banco. Avendo cura di non esasperare i motori con partenza a gas spalancato, evitando il secondo passeggero almeno per i primi 500 km e poi facendo del percorso misto sino a 1000 km in modo da slegare per bene il motore. Considerando il fatto che la maggior parte dei motori provati avevano al più 500km percorsi e che certo non mi sono risparmiato con il gas, sono rimasto meravigliato dello sprint iniziale degli scooter con partenza da fermo, nessuna incertezza e vuoti ai bassi, che tanto hanno fatto penare i vecchi possessori del modello a carburatore risolvendo di fatto i difetti di gioventù della serie precedente. Il motore sale progressivo sino ad arrivare alla velocità massima. Devo dire che l’ottima mappatura delle centraline si sente. Il motore è brillante ma anche facile alla guida e permette di districarsi tra il traffico milanese . Il motore 200 cc vanta ben 14,3 kW (19,5 cv) a 8000 giri, con una coppia estremamente favorevole (18,5 Nm a 6750 giri). Secondo le prove effettuata a banco al 200 cc è accreditato una velocità di 123/124 km/h che considerando il peso dello scooter e la cilindrata è assolutamente apprezzabile. Il motore 125 cc raggiunge il tetto massimo previsto per legge per questa cilindrata, potendo essere guidato anche dai titolari della sola patente B con gli 11 kW (15 cv). Questo scooter non è solo espressione di massima prestazione ma i tecnici Aprilia hanno voluto pensare anche ai consumi. La capacità del serbatoio è passata dai vecchi 9 lt del modello precedente agli attuali 8.5 lt., pur diminuendo di mezzo litro il serbatoio con l’apporto dell’eletttronica sono riusciti a garantire la stessa autonomia . L’introduzione della doppia mappatura ECO e SPORT permette di risparmiare sino al 7% , del carburante, facendo una media tra partenze da fermo, misto cittadino, strade ad alta velocità di scorrimento. La differenza tra le 2 mappature non è netta come pensavo ma bensì i tecnici hanno cercato di limare pian piano le curve di progressione sino ad abbassare la capacità di erogazione del motore di 1 CV. Più precisamente è proprio sul 125 che è molto più avvertibile il taglio di potenza. Sul 200, invece posso dire di non aver avvertito alcuna differenza . Nota, per entrambi i motori anche selezionando la modalità ECO, la partenza da fermo viene effettuata come se fosse in SPORT. Altra chicca, dato che il tasto di selezione mappa è stato messo al posto del tasto rosso “Kill Engine”, lo scooter è dotato di un tasto automatico posizionato nella parte posteriore dello scooter, ma non visibile, che in caso di caduta o ribaltamento spegne automaticamente il motore.
· IN SELLA Posizione di guida comoda come se fossi seduto su una sedia di casa con gambe a 90° e manubrio leggero ed alla giusta altezza che consente una giusta posizione delle braccia senza affaticare. L’altezza della sella e di 81cm comunque permette al semaforo un buon appoggio a terra. Nella guida il peso non da fastidio assolutamente e ci si muove agilmente nel traffico, grazie anche ad un interasse più corto rispetto ai fratelloni 250/300/500. La pedana piatta è comoda e permette di caricare comodamente anche uno zaino senza intralciare la guida. Le pedane passeggero secondo me potevano essere migliori, in quanto davvero risicate. Una volta fermati è un attimo mettere sul cavalletto centrare lo scooter, segno che la giusta posizione del cavalletto ha permesso una giusta ripartizione del peso.
· ACCESSORI Gli accessori sono Parabrezza grande con paramani trasparente Cavalletto laterale (con interruttore di consenso avviamento motore ) Baule “Ovetto” da 24 litri verniciato in tinta Baule “New concept” da 32 litri goffrato Baule “City” da 35 litri con cover in tinta Telo coprigambe Borsa tunnel
· COLORI Il nuovo Scarabeo 125-200 IE si propone nelle colorazioni: Silver Crowd, Bianco Flair, Azzurro Jasmine, Blu Couture, Nero Aprilia
· CONCLUSIONI Dopo mezza giornata passata in sella ai due scooter, tra percorso cittadino e strade ad alta velocità posso dire che le aspettative sono state confermate, soprattutto il motore è stato una piacevole sorpresa. Per dovere di cronaca, volevo segnalarvi che non sono il solito “fantino” che prova gli scooter ma un ragazzotto di 190cm per i suoi discreti kg e questo è stato un elemento ulteriore per asserire la bontà dell’introduzione dell’iniezione elettronica e del motore progettato da Aprilia. Il motore con il corpo farfallato da 32 e il bialbero a camme rendeno anche nelle salitine. Le plastiche sono buone e ben assemblate solo la parte della pedana e nello specifico le pedane del passeggero non mi hanno colpito. L’agilità e’ buona anche se a mio avviso potrebbe essere migliorata magari montando delle gomme differenti in quanto il primo equipaggiamento non mi ha soddisfatto al 100%. Se dovessi comprarlo sicuramente la mia scelta ricadrebbe sul 200 visto il giusto rapporto tra prezzo e prestazione che da anche la possibilità di poter fare delle gite fuori porta. Il 125 è un buona scelta per i soli patentati B. Ringrazio vivamente Fabrizio per l’opportuna di testare e recensire gli scooter.
Vai al Sito dello Scarabeo Club
Testo: Roberto Papa Foto: Milagro