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Non sono molto pratico di prove su strada, né un
esperto nel redire un articolo giornalistico, ma proprio
come una persona comune credo di poter dare un'opinione
reale, fatta sul campo e dettata dalla percorrenza di
15.000 km in un periodo di 18 mesi circa.
Bisogna subito precisare che il Leonardo 250 non può
essere messo a confronto con altri maxi scooter della
stessa categoria. Sono troppe le differenze di base (le
dimensioni, la posizione di guida, il peso, ecc..) per
permettere un confronto diretto.
Da più parti si è letto o detto che ha la
guida vicino a quella di una moto. Niente di più
vero, in qualsiasi condizione, nel traffico cittadino
o in percorsi tortuosi veloci, perfino nella manovra da
fermo per il parcheggio, la sua tipica impostazione di
guida rende tutto più facile e permette di recuperare
gli errori più banali, ma che molte volte causano
rovinose cadute; data la posizione eretta che assume il
pilota, il controllo del mezzo è totale.
Grazie alle sue forme snelle, poco estese e ad un'ottima
ciclistica, sul veloce è una roccia; nemmeno quando
si incrocia un autotreno o si è esposti ad un vento
laterale, non si innesca alcun tipo di ondeggiamento e
la traiettoria rimane stabile e sicura.
Di contro, a velocità sostenute, la mancanza di una
efficace protezione espone il busto del pilota all'impatto
dell'aria; si potrebbe montare un cupolino maggiorato
in sostituzione di quello originale (di sola funzione
estetica), ma il problema non si modifica di molto, e
alla lunga affatica la guida. Resta da sottolineare che
anche gli scooter dotati di maggior protezione, oltre
determinate velocità accusano fastidiosi fenomeni
di turbolenze ed in caso di nebbia si può ridurre
sensibilmente la visibilità.
La sella, anche se di dimensioni più contenute rispetto
alla concorrenza, assicura comunque un'ottima seduta,
sia al pilota che al passeggero ed è dotata di una
efficace superficie antiscivolo.
Il passeggero, grazie alle limitata ampiezza dei fianchi
dello scooter, non è obbligato a tenere una posizione
troppo divaricata delle gambe e l'adozione di pedane retrattili
unita al maniglione ad ala di gabbiano, assicurano un
comodo quanto sicuro punto di appoggio. In barba a quanto
potrebbe sembrare, nel vano del sottosella si ha a disposizione
uno spazio per due caschi (di cui uno Jet). Sinceramente
non sono mai riuscito nell'impresa, ma resta il fatto
che grazie ad una sua buona profondità è comunque
ben sfruttabile.
L'impianto frenante è proporzionato alle caratteristiche
del mezzo, modulabile ed efficace; anche se sollecitato
a fondo, garantisce un'ottima frenata. I comandi e la
strumentazione, sono di buona fattura e lettura, rientrano
nella media. Comodo il lampeggio dei fari, la presenza
dell'orologio, ma sarebbe stato utile un parziale del
contachilometri.
Sul motore non c'è niente da dire: robusto, veloce
e parco nei consumi (senza particolari attenzioni, si
possono fare 25-26 km/l), un esempio da imitare. Semplice
nella struttura, fatti salvi i normali controlli, non
richiede particolari attenzioni.
Quanto a vibrazioni sono praticamente inesistenti, a qualsiasi
regime e velocità. In termini di prestazioni assolute,
è bene sfatare le dicerie che vogliono questo scooter
come uno dei più prestazionali. Montando lo stesso
motore che accomuna altri maxi scooter, le prestazione
sono pressoché simili.
Un appunto da fare ai tecnici Aprilia riguarda la protettività
al retrotreno. Il parafango posto sul motore anche se
unito a quello opzionale da applicare alla targa, non
sempre assicura una sufficiente protezione. In caso di
mal tempo sulla schiena del pilota o del passeggero si
possono ritrovare i residui sollevati dal fondo stradale,
e la cosa non risulta certo piacevole.
Perfezionabile inoltre l'accoppiamento delle plastiche,
in particolare quelle sul manubrio e le finiture in prossimità
delle vaschette dell'olio dei freni; sembrano quasi soluzioni
approntate più per un prototipo che per un modello
di serie.
Qualche consiglio personale
Filtro aria trasmissione. Rispetto ai 3000 km prescritti
dal costruttore come intervallo per la pulizia dell'elemento
filtrante, io proporrei periodi più brevi (2000 -
2500). Tenuto conto che il tempo necessario all'operazione
di smontaggio e pulizia si compie in 15 minuti, vale la
pena di perderlo, al fine di garantire un corretto raffreddamento
della trasmissione.
Avviamento motore, è praticamente perfetto in qualsiasi
condizione. Solo dopo pochi giorni di inattività,
si manifestano difficoltà di avviamento. Il problema
non dipende tanto dal motore, quanto dallo svuotamento
parziale del carburatore e dai cicli necessari alla pompa
a depressione per ristabilire le condizioni iniziali.
Per evitare di insistere in maniera eccessiva sui cicli
di avviamento, e limitare lo stress alle parti elettriche
e meccaniche, è sufficiente mandare in leggera sovrapressione
il serbatoio per eliminare il difetto.
Un consiglio sulle vostre uscite domenicali: se ne avete
la possibilità provate una gita in montagna. Personalmente
ho fatto diverse uscite sui passi Dolomitici, ed il divertimento
è unico. Nonostante la limitata potenza a disposizione,
ci si può togliere delle vere soddisfazioni, provare
per credere! Se siete da quelle parti merita un passaggio
il passo Manghen o il passo Giau, oltre a un favoloso
panorama alpino da oltre 2000 m., troverete un percorso
a misura di motociclista: stretto, tortuoso e con pendenze
che arrivano al 18%. Niente paura il vostro scooter sarà
all'altezza della situazione, i freni ed il motore non
vi tradiranno.
Testo e foto a cura di: Iol
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