| Nell’ottobre
del 2003, decido di acquistare uno scooter di cilindrata
medio-piccola; la mia scelta cade su l’Aprilia
Atlantic 200, con carrozzeria verde musk.
Essendo per me la prima esperienza su due ruote,
pongo due requisiti base: facilità di guida
e costi di gestione contenuti.
Dopo aver ritirato lo scooter e dopo qualche centinaio
di Km per prendere confidenza con la guida su due
ruote, inizio a scoprire pregi e difetti del mio
Atlantic.
Bhè, ad esser sincero, sono in chiara maggioranza
i pregi di questo Aprilia.
Innanzitutto resto meravigliato
dalla comodità, dall’ergonomia della
sella e dall’ottima protezione assicurata
dallo scudo anteriore comprensivo di parabrezza,
che, anche in caso di pioggia, lascia ben poche
speranze alle gocce.
L’unica parte un po’ troppo esposta
sono le mani, prive di un’adeguata copertura
soprattutto nei mesi più freddi.
La ciclistica dell’Atlantic
crea da subito un piacevolissimo feeling con il
conducente; in città, assorbe discretamente
senza mai “spaventare” le irregolarità
dell’asfalto; solo il monoammortizzatore posteriore,
regolabile nel precarico della molla su tre diverse
posizioni, soffre un po’. Gli ingombri sono
sempre ben percepibili.
In tangenziale e in autostrada, l’Atlantic
viaggia tranquillo, senza risentire troppo dei turbinii
d’aria provocati dai mezzi; l’anteriore,
anche sui lunghi curvoni veloci, non si alleggerisce,
confidando sicurezza a chi guida.
Il discorso cambia radicalmente
(in positivo) nei percorsi extraurbani, cioè
nell’habitat naturale di questo piccolo Aprilia;
l’aspetto che più colpisce è
la maneggevolezza e la precisione di guida garantita
da una buona ripartizione delle masse. L’Atlantic
affronta senza timore il misto; qualora si esageri
un po’, basta rilasciare leggermente l’acceleratore
o sfiorare la leva del freno di sinistra che attiva
la frenata integrale. A proposito, il sistema frenante
è potente e modulabile; non si arriva mai
al bloccaggio e, grazie al sistema integrale di
serie, mantiene un ottimo equilibrio dello scooter
anche in caso di arresti bruschi.
Il sottosella, nella cui parte anteriore
vi è alloggiata la batteria ben protetta
da un coperchio, è dotato di luce di cortesia
e di una presa elettrica 12v e può contenere
un casco integrale e un jet.
Dal punto di vista delle finiture e della qualità
percepita, l’Atlantic è ben costruito
e assemblato con cura, con plastiche di buona fattura.
Solo il cassettino portaoggetti posto sotto il manubrio
stona, a causa di una fabbricazione posticcia che
lo rende poco fruibile... peccato!
Anche gli specchi sono di livello mediocre, sono
sensibili alle asperità del fondo stradale
ed, essendo piuttosto piccoli, è facile perdere
di vista ciò che accade alle proprie spalle.
La strumentazione, con illuminazione bianca, è
ben leggibile in qualunque condizione di luce e
completa di ciò che serve: tachimetro, contachilometri
totale e parziale, livello carburante, temperatura
acqua, orologio digitale con datario e varie spie
di servizio.
Per quanto riguarda le prestazioni
del monocilindrico di casa Piaggio, giudico buoni
i consumi (24 Km/litro in media) e la guidabilità;
motore sempre pronto, esprime il meglio dai 30 Km/h
ai 90 Km/h.
L’affidabilità sull’esemplare
da me usato per quasi 3 anni, si è rivelata
eccellente; in 19.000 Km solo una piccola perdita
di liquido di raffreddamento causata da una guarnizione
difettosa (riparata in garanzia), il problema più
grave.
Qui sotto una tabella riassuntiva degli interventi:
9500 Km ricaricata batteria.
12000 Km perdita d’acqua riparata in garanzia.
12500 Km sostituita lampadina freccia anteriore
destra.
14500 Km sostituita batteria (ottobre 2005).
18000 Km sostituite pastiglie freno posteriore.
Concludendo, ritengo che l’Aprilia
Atlantic 200 sia complessivamente un valido scooter
con buone prestazioni, adatto a chi cerca un mezzo
comodo, facile da utilizzare, sicuro, affidabile,
adatto all’uso quotidiano casa-lavoro e divertente
per le gite domenicali fuori porta.
Testo by: Matteo
Foto: originali Aprilia
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