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2 cilindri scooter maxi club
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Lazio e Umbria 2-3-4-5 giugno 2011

Dettagli Evento: 2 cilindri scooter maxi club
15.06.2011 - Sulla via di S. Francesco visitando le Abbazie e Monasteri di ricovero e preghiera di S. Francesco

 

2-5 giugno 2011
Lazio-Umbria
 
Partecipanti:Duccio e Antonella (Honda Silver Wind 600)
Salvatore e Pina (Suzuki Burgman 650 excutive)
Ugo e Rosa (Suzuki Burgman 650 excutive)
Carmelo e Francesca (Suzuki Burgman 650 excutive)
Circa 1800 Km percorsi
 
1°Giorno
Nelle prime ore del mattino percorriamo l’autostrada A3 SA-RC, A1 NA-RM-FI con uscita Fiano Romano direzione Rieti per poi procedere sulla SS4 (Strada Salaria Nuova).
Breve sosta e visita al Borgo di Farfa che, con i suoi 76 abitanti, si presenta con un gruppo di casette allineate, lungo la strada principale e le altre viuzze intorno, usate come botteghe in occasione delle periodiche fiere che si tenevano. Un corridoio d’ingresso e si entra nella magnifica Abbazia Benedettina dalle notevoli valenze storiche e spirituali, centro politico-religioso dell’epoca medievale per la sovranità conferitole da Carlo Magno.
La Chiesa è un monumento di grande bellezza con decorazioni e affreschi di notevole qualità. Interessanti l’antico refettorio, il chiostro, la biblioteca e l’erboristeria monastica con produzioni di miele, liquori, marmellate, erbe officinali mediche ed aromatiche.
Ripresa la SS4 e oltrepassati Rieti, giungiamo ne tardo pomeriggio all’azienda Agrituristica “Monterosato”a circa 3 km da Poggio Bustone (nota per aver dato i natali al cantautore Lucio Battisti). L’azienda si trova in un posto molto tranquillo, ospitalità come quella di casa, cucina tipica con prodotti aziendali, curata dalla Sig.ra Ornella. Ottime proporzioni qualità prezzo.
 
2°Giorno
Da Poggio Bustone, attraversando il paese di Rivodutri, arriviamo a Leonessa. Cittadina di origine medioevale barocca che si estende tra le bellissime cime del Termillo. Da vedere oltre al centro storico, il Santuario di S.Giuseppe di Leonessa e le maestose montagne del Termillo per giungere dopo circa 20km a Cascia con doverosa visita e preghiera davanti all’urna di cristallo dove vi è posto il corpo mummificato di Santa Rita.Percorriamo la SS29 valnerina, in mezzo a boschi di querce e più, disseminata da borghi in via di spopolamento o addirittura abbandonati e si arriva a Ferentillo, noto per le sue famose mummie, fenomeno particolarissimo di interesse nazionale ed internazionale. Si tratta di una realtà unica nel suo genere in quanto il procedimento di mummificazione è del tutto naturale, dovuto a dei particolari microrganismi presenti nella terra ove si trovano ed alle particolari condizioni di areazione dei locali che impediscono ai cadaveri di putrefare dando vita ad una sorta di mummificazione naturale.
Breve sosta per un panino e si continua con l’itinerario raggiungendo due diversi spettacoli naturali: la famosa Cascata delle Marmore e il lago di Piediluco.
La Cascata (quando non è utilizzata per alimentare la centrale idroelettrica) compie un salto sorprendente di 155 metri in 3 balzi. Ad un passaggio tanto carico di energia segue un quadro di tranquillità e pacatezza. Le limpide acque del lago Piediluco circondato da colline boscose e da una in particolare spunta il paesino di Labro dove, arrivando si ha la sensazione di essere tornati indietro nel tempo.Atmosfera medievale, con le sue case bianche di pietra calcarea tra le vie lastricate e sotto gli archi, si sale sino alla torre alta, terrazza sui monti circostanti con veduta mozzafiato del Lago.L’itinerario si conclude a Rivodutri per ammirare il monumentale Faggio di S. Francesco con i suoi 8 metri di altezza per 4 o 5 metri di circonferenza. Famoso per la sua forma straordinaria, con i rami che si intrecciano sino a creare onde e nodi della bellezza inusuale. La tradizione vuole che la pianta assunse questa conformazione per proteggere S. Francesco da una tempesta che lo sorprese durante un solitario ritiro mistico.   
 
3°Giorno
Dedicato al cammino di S. Francesco nella Valle Santa dove sono collocati i quattro santuari francescani: Poggio Bustone, Fonte Colombo, la Foresta, Greccio con distanze che variano dai 5 ai 20 metri l’uno dall’altro, idealmente disposti alle quattro estremità di una croce mistica.
Ai piedi del Terminillo giace, al centro di una corona di monti, la Valle Santa.. Benedetta nel XIII sec dal passaggio del Patrono d’Italia. S. Francesco d’Assisi che, spogliatosi dei propri abiti e uscito da Assisi, nel 1208 arrivò alle pendici dei monti e trovò riparo a Poggio Bustone.
Con il celebre saluto “Buongiorno buona gente” salutò gli abitanti del Borgo e della Valle. Ricevuto il perdono di Dio, iniziò la vita fraterna con i primi 6 compagni che inviò per la prima grande missione di pace. Il santuario vanta di due romitori: uno superiore con una chiesetta incassata sotto una massa rocciosa e nascosta dal bosco, in cui il santo fu rimesso di tutti i suoi peccati. Il Romitorio inferiore è invece l’attuale Chiesa e convento si S. Giacomo: dal piazzale antistante si gode di una splendida vista su tutta la conca.Sulle pendici boscose dei monti Reatini, a circa 5 km a Nord da Rieti, sorge la costruzione del convento la Foresta che accoglie tra le mura la chiesa di S. Fabiano (al cui interno un affresco che illustra uno dei miracoli compiuti da S. Francesco, ospite del sacerdote che custodiva la chiesa, il Santo fece si che da uno scarso raccolto d’uva il prete ricavasse una quantità notevole di vino), il piccolo chiostro quattrocentesco, la cantina dove avvenne il miracolo con parte della pavimentazione originale e la grotta nella quale, secondo la tradizione, Fancesco avrebbe tratto ispirazione per il suo Cantico delle Creature.Un panino veloce nell’antica capitale dei Sabini: Rieti .Tra la cinta muraria integra e il fiume Velino, il centro storico rivela architetture interessanti nelle vie rinascimentali ed edifici medievali, come il Palazzo Comunale ed il palazzo Vescovile. A 6 km a sud di Rieti, aldilà del fiume Turano, in una zona impervia, si alza, quasi appoggiata alla roccia, la semplice struttura del complesso di Fonte Colombo. Da ammirare la Chiesa quattrocentesca dei santi Francesco e Bernardino, il Romitorio nel cui interno Francesco fu operato agli occhi, la grotta di Frate Leone al quale nel 1223, Francesco detto’ una redazione della sua regola. Fuori dall’itinerario principale, a circa 19 km da Rieti, quasi sospeso su una rupe sospesa, fuori dal paese di Greccio, sia alza il Santuario noto a tutto il mondo. Comprende la cappella di S. Lucia, ricavata nella grotta che la notte del natale del 1223 il poverello d’Assisi celebrò in maniera realistica la nascita di Gesù bambino, dando così inizio alla tradizione del presepe. Interessanti sono pure la cucina, lo spoglio-dormitorio, la cella dove Francesco dormiva sulla nuda terra ed infine la mostra museo permanente dei presepi di tutto il mondo.
 
4°Giorno
Il viaggio di ritorno inizia nella prima mattinata. Lasciato Poggio Bustone (via Salaria) decidiamo un percorso parzialmente diverso dall’andata. Imbocchiamo la SP34 Turanense per poi arrivare a costeggiare il Lago di Turano. Uno specchio d’acqua azzurrissimo che si spalanca d’improvviso in mezzo all’Appennino Laziale: un itinerario tra stradine di montagna e boschi incontaminati, caratterizzato da paesaggi fiabeschi, antichi paesi e castelli che si specchiano nelle limpide acque. A metà del lago si fronteggiano, il primo su una penisola e l’altro su un promontorio roccioso, i due centri abitati di Colle di Toca e di Castel di Tora, quest’ultimo definito “un presepe che galleggia sulle acque” e che fa parte dei borghi più belli d’Italia. Raggiungiamo l’autostrada A24 (Aquila-Roma) con una breve sosta di ristoro nella città eterna: Roma. Nel primo pomeriggio partenza con arrivo a Catanzaro in tarda serata.
Un doveroso ringraziamento va a Carmelo per aver scelto questi luoghi meravigliosi e a tutti i partecipanti. La loro collaborazione è stata preziosa, rendendo questa breve vacanza “indimenticabile”.
Un triplice lampeggio
Ugo Gigliotti

 

http://www.2cilindriscootermaxiclub.com/LAZIO_UMBRIA.htm


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