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Europa - A Colonia in treno + scooter

TURISMO: Reportage  |  REDAZIONE
26.10.2006 -  L'edizione 2006 di Intermot è stata un'occasione per visitare Colonia, con andata in treno, Tmax al seguito e rientro con una tirata in autostrada senza limiti...


L'ANDATA IN TRENO
Dopo essere stata ospitata per quattro anni allo spazio fieristico di Monaco, da quest’anno Intermot si sposta verso nord, a Colonia. Anche questa volta, nonostante gli 850 chilometri che separano la redazione dalla fiera, ci siamo andati su due ruote, con un piccolo trucco però: facendo correre lo Yamaha Tmax 500 ABS in prova, sulle rotaie, invece che sull’asfalto!
L’ispirazione ce l’ha data il sito stesso di Köelnmesse, che tra i vari mezzi per raggiungere Colonia include il treno con auto o moto al seguito. Deutsche Bahn, le ferrovie tedesche, offrono questo servizio di collegamento tra la Austria, Germania e le altre nazioni europee, tra cui l’Italia. Il viaggio si svolge prevalentemente di notte, in cuccetta e permette di risparmiare tempo, ma soprattutto di non arrivare alla destinazione già stanchi.
I siti DBItalia (in italiano), e DBAutozug (in inglese, francese, olandese, danese), sono facili da navigare ed offrono tutte le informazioni, dalla scelta della tratta, alle diverse sistemazioni, in particolare una grafica interattiva permette di scegliere la stazione di partenza: Verona, Bolzano, Livorno, Rimini, Napoli e verificare tutte le possibili destinazioni: Amburgo, Berlino, Dortmund, Dusseldorf etc. Colonia non è contemplata, ma Dusseldorf dista solo 40 chilometri ed è infatti la nostra destinazione.
Si possono scegliere diverse sistemazioni per costo e comfort, ma il prezzo del viaggio varia anche in funzione di quanti viaggiatori prenotano il singolo compartimento (non può capitare, insomma, di avere sconosciuti come compagni “di branda”); un gruppo di amici (fino a cinque) può quindi occupare uno scompartimento e risparmiare, inoltre nel corso dell’anno ci sono varie offerte e last minute.

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Abbiamo raggiunto Verona nel pomeriggio, con un cielo che non prometteva nulla di buono, ma senza pioggia, e dopo aver assistito alle competenti manovre per assicurare lo scooter sull'apposita carrozza, ci siamo impadroniti dello scompartimento, piccolo ma confortevole, dove abbiamo ripassato le annotazioni su Colonia ed consumato una “lauta” cena al sacco (ma chi vuole può accomodarsi al vagone ristorante). La carrozza è ovviamente un po' rumorosa, ma con i tappi alle orecchie ci si addormenta senza problemi, la brandina è rigida, ma comoda, anche se di notte la temperatura è un po' bassa.

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Il mattino seguente, di buon ora, siamo svegliati da annunci rigorosamente in tedesco e dalla colazione: un'ingegnosa scatoletta con tutto l’occorrente (dolce e salato) per affrontare con energia il recupero del mezzo.
intermot-colonia2008Dusseldorf meriterebbe una visita, con la luce del mattino e le strade vuote che gli donavano un’aria magica, ma il tempo tiranno ci ha spinto ad imboccare l’autostrada (gratuita in Germania) verso la nostra meta.

SINTESI VIAGGIO
Scooter: Yamaha Tmax 500 ABS
Periodo: Ottobre
Durata: 4 giorni
Andata: Treno Deutsche Bahn
Ritorno: 841 km in 10 ore
Consumo: 16,5km/litro
Difficoltà: nessuna, ma l'autostrada è sempre noiosa

COLONIA
A Colonia, la cui area urbana è stata quasi interamente distrutta dai bombardamenti alleati nella seconda guerra mondiale, tradizione e modernità convivono senza scomporsi mai, lo capiamo subito, quando dallo svincolo che ci porta alla zona della Fiera, scorgiamo il profilo del Duomo (che ha ispirato il simbolo della città) a poche decine di metri dalla Stazione Ferroviaria principale di tutta la Germania.
Per le strade colpisce la fluidità del traffico, soprattutto rispetto all’intasamento perenne delle città italiane, e nonostante i preparativi per la maratona cittadina, che inonda le vie di una vera e propria folla di corridori ed atleti.

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La città è rigorosa ed efficiente, ma anche vivace, fantasiosa e tollerante, ci sono moltissime persone che si spostano in bicicletta, che chiacchierano nei pub bevendo le piccole birre locali, e si incontrano nella piazza del duomo per esibirsi con i pattini e addirittura che si arrampicano sui muraglioni intorno al Reno.

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Le moto sono poche e gli scooter ancora meno, in compenso le biciclette sono ovunque e assieme all'efficienza dei mezzi pubblici sono gli artefici di un traffico più umano. I giovani poi sono moltissimi (Colonia è un’importante città universitaria) e le opportunità culturali e gastronomiche non mancano: si può scegliere tra la cucina locale e quella delle numerose comunità immigrate, e chi ama i musei (chiusi il lunedì) può spaziare dal Foto-Museo Agfa a quello del cioccolato, da quello sul periodo romano, a quello di arte contemporanea.
Dalla nostra sistemazione a poche centinaia di metri dalla Fiera (dove abbiamo anche parcheggiato lo scooter, all'aperto, ma protetto dall'arco Luma) possiamo raggiungere il centro a piedi, in mezz’ora, o più velocemente con i mezzi pubblici o noleggiando una bici. Per farlo occorre attraversare il Reno, che taglia in due la città, sui quattro ponti principali, che offrono anche gli scorci più panoramici sulla città.

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Imperdibile una visita del maestoso Duomo gotico con le due torri appuntite, finite di costruire solo nell’800. Proprio a fianco l'Ufficio Turistico può consigliare sul da farsi, come il giro delle 12 chiese romaniche, magari non tutte, ma le principali meritano sicuramente una visita. Anche ai musei andrebbe dedicato molto più tempo di quanto ne abbiamo a disposizione, ci concediamo quindi una visita di quello d'arte medievale (Martinstrasse, 39), con una sezione dedicata agli impressionisti, e purtroppo arriviamo tardi al Centro di documentazione sul periodo nazista (Appellhofplatz, 23-25) che chiude alle 16:00.

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Naturalmente non può mancare una passeggiata senza meta nelle vie del centro, sfruttando le numerose vie pedonali e adocchiando le infinite vetrine luccicanti.
A fine giornata è difficile calcolare i chilometri fatti a piedi, ma di sicuro non tanti meno di quelli che ci aspettano nei padiglioni fieristici.
Per la cena e il dopo cena, niente di meglio di una birreria tipica, nel nostro caso “Früh am Dom”, molto vicina alla Cattedrale, dove i camerieri vestono la tipica divisa blu dei birraioli di una volta, e si possono gustare piatti tipici a buon prezzo, innaffiati dalla fresca e leggera birra locale, servita in bicchieri alti e stretti.
Al di là di Intermot, la città merita sicuramente una visita, magari pianificando di risalire la valle del Reno, partendo dalle sue famose cascate in Svizzera.

IL RITORNO IN SCOOTER
Le autostrade tedesche sono un sogno, generalmente poco trafficate, ti portano dappertutto con numerosi tratti senza limiti di velocità e soprattutto sono gratuite! Naturalmente avendo tempo sarebbe meglio evitarle per godersi il panorama, ma in questo caso il tempo non c'era, l'aggiornamento del sito con le novità da Intermot aspettava il nostro rientro e quindi via più veloci possibile. Dopo l'andata in treno era il momento di mettere alla prova il Tmax 500 ABS, l'equipaggiamento e anche la nostra resistenza, visto che 850km non sono proprio una passeggiata.
L'ingresso in tangenziale è proprio a fianco della Fiera, non bisogna farsi spaventare dal fatto che Colonia è servita da ben dieci autostrade e puntare verso sud sulla n°3 in direzione Frankfurt.

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La giornata è soleggiata e la temperatura superiore ai 15 gradi, il fondo stradale è ottimo e il traffico ridotto ed ordinato. Nei pressi dei centri urbani le velocità sono limitate ad 80 o 100km/h orari, e gli automobilisti locali sono abbastanza ligi, anche se circolano quasi tutti a circa 10/20km/h più del limite. Le cose cambiano quando i limiti si alzano e soprattutto quando la velocità è libera, allora tutti affondano il pedale sull'acceleratore, ma senza l'agonismo e la prepotenza che si sviluppano da noi, tutti viaggiano veloci, ma rispettosi degli altri e alla fine, è inferiore anche il numero degli incidenti, a riprova che non è la velocità, ma la coscienza di chi guida, a fare la differenza.
Naturalmente il Tmax non si fa pregare e ruotata al massimo 'la manetta', guadagna velocemente i chilometri che ci separano da casa. Purtroppo, equipaggiato da turismo con parabrezza maggiorato e bauletto, due passeggeri e il carico di bagagli, la velocità massima non è stratosferica e oscilla fra i 160km/h e i poco più di 150 in caso di salite o turbolenze. Con i bolidi che sfrecciano ad oltre 200km/h bisogna stare attenti ad occupare la corsia di sorpasso, ma è anche vero che i tratti senza limite sono abbastanza brevi e non si sente l'esigenza di velocità superiori, almeno considerando la media oraria. Proporzionalmente alla velocità salgono anche i consumi, con l'autonomia che oscilla tra i 150 e i 170km, prima di fare rifornimento con la spia della riserva lampeggiante. Arrivati nei pressi di Krancoforte, non bisogna seguirne le indicazioni, ma proseguire sulla n°5 in direzione Mannheim, poi Karlsruhe, costeggiando il confine francese nei pressi di Strasburgo, scendendo a Friburgo per passare il confine svizzero a Basel. Per chi ne è sprovvisto, occorre acquistare la 'vignette' per poter circolare in autostrada, costa solo 30 euro e consente di circolare per un anno su tutte le autostrade svizzere, evitando anche le code ai caselli! Da qui in poi meglio rilassarsi, visto che i limiti di velocità oscillano fra 110 e 130km/h, con benefici influssi sull'autonomia, che arriva a 200km.

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Dopo Basilea si segue per Luzern, si costeggia il lago omonimo e, sempre sulla E35, si punta al Tunnel del San Gottardo, ovviamente avendo più tempo, la salita al Passo (2108 metri) è sicuramente da preferire, ma nel nostro caso la luce sta diminuendo, mancano ancora 200km e prima di notte bisogna anche pubblicare il primo aggiornamento, quindi optiamo per il tunnel. Sedici chilometri con limite a 80km/h, particolarmente noiosi e interminabili, soprattutto dopo averne percorsi 600 e avendo fretta d'arrivare. Ormai le indicazioni riportano anche Como/Chiasso, infatti dopo aver superato Bellinzona e Lugano, passiamo il confine italiano proprio a Como.
In un attimo si rientra nelle tipiche abitudini italiane, code ai caselli, traffico bloccato sulla tangenziale milanese, auto che tallonano da pochi centimetri, frequente uso dei clacson (in Germania sembra non esistere), e nonostante i continui limiti di velocità e le indicazioni che la stessa viene controllata, ognuno viaggia alla velocità che preferisce, quindi, per chi cerca di rispettarli, meglio stare sulla destra e sperare nell'attenzione dei 'piloti' impegnati in personali gare quotidiane.
Rientriamo alla base dopo poco più di dieci ore e 841km percorsi, con una media di 16,5km/litro, viaggiando sempre al limite massimo consentito.
Il viaggio non è stato particolarmente stancante, anche se certo monotono, il Tmax è risultato comodo per pilota e passeggero, anche se entrambi avrebbero desiderato un valido poggiaschiena e chi guida anche un manubrio più rialzato. Per il resto il maxi Yamaha non ha fatto una piega (in tutti i sensi, vista la strada...) e il parabrezza maggiorato ha consentito maggiore silenziosità e protezione, ma con la tendenza ad attrarre il pilota, a gonfiare anteriormente la giacca e diminuendo la reattività al crescere della velocità, situazione a cui ha sicuramente contribuito anche il bauletto, ma tutto senza mai influire sulla granitica ciclistica. Anche per l'abbigliamento tutto bene, la temperatura mite non lo ha messo che minimamente alla prova, ma i prodotti utilizzati sono risultati una scelta affidabile. Oltre al bauletto originale Yamaha, abbiamo utilizzato la borsa tunnel Givi, che non si è mai mossa, anche con l'adesivo ormai provato da alcuni cambi scooter. Efficace anche l'antifurto ad arco Luma Pro Scoot che ha protetto lo scooter nei parcheggi notturni.
Tutto bene quindi, appuntamento allora al 2008 e ad un nuovo viaggio, qualcosa c'inventeremo!

ACCESSORI
Parabrezza: Alto originale Yamaha
Bauletto:
originale Yamaha
Borsa tunnel: Givi T435
Atifurto meccanico: Luma Pro Scoot

ABBIGLIAMENTO
Casco lui: Nolan N102
Giacca lui:
Tucano Urbano Pari
Pantaloni antipioggia lui:
Tucano Urbano Super Light
Guanti lui: Tucano Urbano Aviatore
Stivali lui: Oxtar Urban
Casco lei: Caberg Justissimo
Sottocasco lei: Tucano Urbano Stagno
Giacca lei:
Tucano Urbano Parka Lady
Pantaloni antipioggia lei:
Tucano Urbano Urbis

Testo: Fabrizio Villa
Foto: Fabrizio Villa

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