NUOVE LUCI DIURNE per PIAGGIO X9 500 EVOLUTION
TECNICA&TUNING: Tuning | BLOGGER: Marco Passerotti08.09.2010 - Modifica che mantiene il veicolo perfettamente visibile, riducendo i consumi e gli stress all'impianto elettrico di serie...
| 1- PREMESSA Che la visibilità diurna di un motoveicolo fosse meglio assicurata dall’accensione delle luci anabbaglianti è stato un passo in avanti per la sicurezza dei veicoli a due ruote. Purtroppo la soluzione immediata ma semplicistica di imporre di accendere il faro anabbagliante spesso provoca problemi sull’impianto elettrico e sulla durata dei gruppi ottici se l’impianto non è progettato in origine per stare sempre acceso. Con l’introduzione nel 2003 della versione X9 Evolution, Piaggio adottò subito la logica del faro sempre acceso. Peccato però, per noi possessori, che le modifiche apportate all’impianto si fossero limitate alla semplice abolizione del commutatore luci posto a destra del manubrio. In tal modo, appena girata la chiave nel quadro, rimanevano accese le luci di posizione, il faro anabbagliante, l’illuminazione degli strumenti anche a motore spento, con il rischio aggiuntivo di non avviarlo in caso di batteria un po’ bassa di carica. In altre parole, lasciando inalterati i componenti quali batteria, gruppi ottici e illuminazioni strumenti, Piaggio ha fatto lavorare l’impianto elettrico oltre misura. E questo lo si vede dopo diversi anni. Nella mia esperienza settennale li ho riscontrati direttamente: frequenti bruciature della lampada H7 del proiettore, cottura del plexiglas che diffonde la luce della strumentazione analogica, sostituzione di tre batterie, avaria del regolatore di tensione. A ciò si aggiunge che l’X9, così come tanti altri scooter, non agevola le normali operazioni di manutenzione per cui anche cambiare una lampadina dell’anabbagliante comporta smontare gli specchietti, il musetto e l’intero gruppo ottico. Prendendo spunto dal nuovo Beverly ho pensato di rimettere al posto delle vecchie sedi degli indicatori di direzione anteriori (sull’EVO spostati sugli specchi retrovisori e coperte con delle griglie estetiche) le frecce dell’X9 500 SL con trasparente bianco avendo l’accortezza di togliere il cupolino color ambra interno. Ciò premesso segue la descrizione dell’intervento sperando che sia di aiuto a tutti come quando nel 2005 resi visibili con dei LED bianchi le scale della strumentazione analogica. 2- MATERIALE OCCORRENTE Per fare il lavoro servono i due indicatori di direzione anteriori dell’X9 500 SL, un relé 12 V con un contatto NA, un relé a 12 V con un contatto in scambio, il commutatore luci degli X9 ante Evolution, conduttori di 1 mm2 da inguainare o cavetti multipolari a 3 e a 4 poli, faston femmina piccoli per collegarsi al commutatore luci, faston femmina grandi per i relé, manicotti a schiacciare da 1,5 e da 2,5 mm2 per le derivazioni. Sconsiglio di usare lampade a LED, anche quelle del tipo che diffondono luce lateralmente, perché non illuminano uniformante la superficie riflettente. 3- SMONTAGGI E RIMONTAGGI La parte più difficile dell’operazione è il montaggio fisico delle luci diurne perché va smontato il retro scudo. Quindi armatevi di pazienza e incominciate a togliere il musetto, gli specchietti, il cupolino e la carena della strumentazione analogica. Dopodiché si deve togliere la sella e il copri tunnel centrale (staccando anche il cavetto dello sportellino del serbatoio e la guarnizione ed il tappo). Finalmente solo ora si può svitare le viti del retro scudo senza dimenticarci di quella grossa centrale dentro il vano porta guanti. Con delicatezza far arretrare il retro scudo tenendo presente che a sinistra ci sono attaccati i conduttori della scatola portafusibili, il cavetto del cellulare del PICS mentre a destra c’è il vaso di espansione del radiatore. Si può quindi procedere allo smontaggio delle grigliette; allentare ma non svitare del tutto la vite laterale e svitare completamente quella frontale. Tolto il trasparente, montare poi la luce diurna infilando prima la forcella sotto la vite laterale lasciata parzialmente svitata e poi avvitare la vite frontale infilandola nell’altra staffetta forata. Attenzione a questa vite perché se disgraziatamente vi cade questa va ad infilarsi sotto la pancia dello scooter e ci vuole mezzora per ritrovarla. Questo vale per il lato sinistro; a destra invece bisogna prima togliere una centralina nera altrimenti non si accede bene alle viti frontale e laterale. Rimuovere la strumentazione digitale. Dopo avere realizzato il nuovo impianto elettrico, rimontare tutto in ordine inverso rispetto a quanto sopra descritto. Un commento è doveroso: gli scooter sono progettati per essere montati in fabbrica e basta. Non tengono minimamente conto che per accedere ad un fanalino anteriore si debba smontare anche la sella!! 4- IMPIANTO ELETTRICO Una volta montato fisicamente le “luci diurne” l’impianto elettrico consiste essenzialmente nell’installazione/collegamento del commutatore luci e dei relé. In pratica si lavora sotto la strumentazione digitale al centro del manubrio. L’alimentazione delle bobine dei relé viene presa da un connettore predisposto attaccato con nastro isolante al cablaggio della strumentazione digitale. Il filo viola è un “+” mentre quello nero è un “-“ (negativo delle bobine e delle luci diurne). E’ protetto da fusibile quindi è una derivazione sicura. Da questo si alimenterà il circuito ausiliario delle bobine dei relé che verranno comandate dal nuovo commutatore luci. I contatti di potenza invece andranno ad interrompere gli esistenti conduttori delle “luci di posizione/strumenti” e del “faro anabbagliante”. Il contatto del relé R1 verrà interposto sul conduttore rosso/bianco del cablaggio del devioluci. Il contatto in scambio del relé R2 invece prenderà, previo taglio e riporto al vano manubrio, come comune il filo giallo/nero a valle del secondo fusibile da 7,5 A, come normalmente chiuso il “+” luci diurne e come normalmente aperto il ricollegamento al giallo-nero precedentemente tagliato. In pratica il commutatore luci al primo scatto eccita R2: toglie tensione alle luci diurne e ridà tensione al circuito luci di posizione. Al secondo scatto eccita anche R1 e ripristina l’alimentazione del faro al devio luci. Il circuito del faro abbagliante non si tocca perché prende alimentazione sotto un altro fusibile o dal conduttore rosso/bianco a faro abbagliante acceso. Per il cablaggio commutatore luci > relé ho usato un cavetto tripolare mentre per il cablaggio che attraversa il manubrio e va nel retro scudo ho usato un cavetto quadripolare (“+” e “–“ luci diurne, andata e ritorno conduttore giallo- nero); per le giunzioni piattina bipolare e manicotti isolati. Il resto lo vedete nello schema. 5- SCHEMA ELETTRICO In giallo sono evidenziati i componenti che rimangono nel vano manubrio. Si consiglia di isolare i faston dei relé e quelli più piccoli del commutatore luci meglio con guaina termo restringente. I relé, una volta completati i collegamenti, vanno collocati al centro del manubrio, leggermente spostati a sinistra. Ovvio poi il ripristino della nastratura dei fasci cavi interessati alla modifica. 6- CONCLUSIONI Tre ore e mezzo sono sufficienti per fare questa modifica. Buona parte di questo tempo è necessario per lo smontaggio del retro scudo. Non si deve avere fretta e bisogna stare attenti alle viti e agli accoppiamenti delle plastiche. Questa modifica rende visibile il veicolo come le auto che hanno le luci diurne di serie (come Fiat 500, Nuova VW Golf, ecc…). L’errore fondamentale del legislatore è stato quello di imporre l’accensione di una luce per sua natura “anabbagliante”: tanto consumo quindi per poca visibilità. Impiegando invece la fotometria di un indicatore di direzione si ottiene la stessa luminanza con una potenza inferiore. Nel nostro caso con due lampadine da 10 W ( quindi 20 W in tutto) siamo più visibili del proiettore da 55W! E questo senza tenere accese luci di posizione, luci strumenti e fari per un totale di circa 80W. Riguardo all’omologazione le luci sono conformi al veicolo solo come indicatori di direzione. A mio modo di vedere sono molto, ma molto più in regola di tanti orpelli cinesi posticci che vendono su internet e sicuramente più rispondenti delle lampade allo xenon retrofit. Di fatto la luce emessa da un indicatore di direzione anteriore non è abbagliante e quindi è equiparabile alle luci diurne delle auto che di solito hanno una lampadina da 21W. E per finire, visto che avete smontato il retro scudo, perché non spostate il pulsante di reset accanto al portafusibili? Così eviterete di smontare il musetto ogni volta che si accende l’icona “SERVICE”, “OIL” o “BELT”. Un saluto a tutti gli appassionati e frequentatori del sito WWW.CYBERSCOOTER.IT sperando di aver dato un’idea ai possessori dell’X9 500 EVO come per la modifica della strumentazione pubblicata nel 2005. |
Testo: Marco Passerotti
Foto: Marco Passerotti
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