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Da Honda un innovativo cambio a 'doppia frizione' per una nuova generazione di veicoli.

TECNICA&TUNING: Innovazione  |  REDAZIONE
09.09.2009 -  andrà ad equipaggiare la nuova ammiraglia V4 e successivamente...


Il mondo delle moto automatiche sta per arricchirsi di una nuova soluzione tecnologica, sviluppata da Honda ed ispirata al mondo auto, che inizialmente andrà ad equipaggiare la nuova ammiraglia V4 e successivamente potrebbe diffondersi in una vera e propria gamma.

2009-09-09 honda-dct

Si chiama Dual Clutch Transmission e si era vista in versione semidefinitiva ad Eicma 2008, ora però l'annuncio ufficiale riguarda la versione pronta per la produzione, che vedremo sull'erede del VFR, coi suoi 4 cilindri a V da 1200cc, in arrivo nel 2010.
Non si basa né su di un cambio CVT a variazione continua, né sull'HFT della DN-01, ma su un cambio di tipo meccanico, dotato di un numero definito di rapporti, in questo caso sei, e di due gruppi frizione, uno dedicato a gestire le marce pari, l'altro quelle dispari, il tutto controllato da una compatta, ma sofisticata centralina elettronica. La soluzione delle due frizioni consente essenzialmente di preselezionare la marcia successiva, riducendo il tempo di cambiata a pochi centesimi di secondo. I vantaggi che ne derivano sono una maggiore trazione, minori variazioni d'assetto, facilità di guida, comfort superiore (rispetto ad una moto 'classica') e riduzione dei consumi.
In comune coi cambi automatici che conosciamo rimane l'assenza della leva frizione e la possibilità d'inserire le marce con dei semplici pulsanti, in questo caso al manubrio.
Le modalità d'utilizzo saranno due, automatica o manuale: nel primo caso (con le opzioni Drive e Sport) sarà la centralina a stabilire il cambio di rapporto in base alle 'richieste' esercitate sull'acceleratore, nel secondo caso invece il cambio dovrà essere effettuato manualmente e la centralina si occuperà di 'tenere pronto' il rapporto successivo più adatto.
La sua compattezza e disposizione non dissimile ad un cambio meccanico 'tradizionale', potrebbe facilitare una sua diffusione anche su motori già esistenti, potendo così 'automatizzare' una larga fascia di veicoli, ma in un primo momento verrà montato sui modelli più prestigiosi, considerato anche un inevitabile aumento dei costi produttivi.
Storicamente non si può parlare di un'innovazione Honda in assoluto, visto che come anticipato si tratta dell'evoluzione di un concetto già diffuso nel mondo auto da Audi, Porsche e Volkswagen, ma ad Honda va certamente il merito di averlo 'miniaturizzato' e reso compatibile all'uso motociclistico.
Per Honda quindi il mondo 'automatico' si suddivide in tre grandi categorie: CVT per scooter di piccola e media cilindrata, HFT per futuri 'megascooter' o moto di media cilindrata e DCT per moto ad alte prestazioni, senza preclusioni per un utilizzo agonistico e questo potrebbe finalmente 'sdoganare' il concetto di moto automatica anche al largo pubblico, come già successo per le auto.



Testo: Fabrizio Villa
Foto: originali azienda

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