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HONDA

SALONI: Eicma 2005  |  REDAZIONE
22.11.2005 - Nessun SH300, ma la riproposizione di Silver Wing 400, DN-01, E4-01 e GRF-1 già visti a Parigi e Tokyo

 SILVER WING 400
Voci insistenti lo davano per 'sicuro', invece il fantomatico SH 300 non si è visto, ma pensiamo che la notizia sia fondata, aspettiamo quindi segnali più concreti...
C'era però il Silver Wing 400, già esposto a Parigi, ma questa volta corredato di prezzo, e che prezzo: 5.990 Euro franco Concessionario! C'è da rimanere meravigliati, positivamente, visto che il 'fratello più grande' tocca gli 8.420 Euro (anche se lo street price è ben diverso).
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Sicuramente ruberà vendite al 600, ma ne ruberà soprattutto molte ai concorrenti da 400 e 500cc monocilindrici. Bisogna infatti ricordare che stiamo parlando di un motore bicilindrico montato in modo solidale al telaio e non oscillante con la ruota posteriore, soluzione che nel panorama scooteristico condivide solo con i top Suzuki Burgman 650 e Yamaha Tmax 500.
Un motore bicilindrico è in grado di assicurare una dolcezza e al tempo stesso una reattività d'erogazione inarrivabili al più sofisticato dei monocilindrici e la sua collocazione rigida nel telaio permette di ridurre le masse non sospese, con importanti benefici sul funzionamento delle sospensioni e sulla guidabilità del mezzo.
Rispetto al 600 si sono persi 9kW, e il peso è rimasto lo stesso, ma come abbiamo appurato nei test, il 600 era un motore addirittura esagerato, tanto da farci supporre che il 400 possa risultare ciclisticamente anche più equilibrato. Per questo motivo siamo estremamente curiosi di effettuare, quanto prima, una prova su strada in vista della commercializzazione nel febbraio 2006.
Da segnalare anche la conformità alle normative Euro 3, la modifica al cavalletto centrale e agli attacchi del motore, oltre alla colorazione nera di ruote, pedane e portapacchi che lo differenziano dal 600. Per il momento non si parla di ABS, che rimane prerogativa del 600.

 DN-01 (Concept)
Lo spettacolo però, allo stand Honda, arrivava dagli splendidi prototipi svelati a Tokyo e riproposti qui al pubblico italiano. Davvero un peccato dover correre da un padiglione all'altro per realizzare il servizio che state leggendo, visto che la cura del dettaglio e le soluzioni avveniristiche avrebbero richiesto lunghe pause di osservazione.
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Partiamo da DN-01, una proposta molto più 'cruiser' che scooter, ma pur sempre dotato di un cambio automatico, elemento determinante per 'finire' su CyberScooter ed elemento forte di tutte le nuove proposte viste a Tokyo. Che non si tratti di un prototipo fine a se stesso, ma con buone possibilità di commercializzazione future, lo possiamo intuire dal propulsore utilizzato, lo stesso bicilindrico a V da 680cc che equipaggia la nuova Deauville.
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Equipaggiato con un inedito cambio idraulico/meccanico 'HFT' (Human Fitting Transmission) che consente due modalità di variazione continua, Drive o Sport e una manuale a sei rapporti, tutto con comando al manubrio. Anche le soluzioni ciclistiche, con il telaio tubolare, la forcella tradizionale all'avantreno e il monoammortizzatore mosso dal bel forcellone monobraccio contenente la trasmissione cardanica sono possibili da subito e allora DN-01 potrebbe concorrere ad essere la 'prima' moto automatica in commercio (essendo la Yamaha FJR 1300 AS 'semiautomatica'). Ulteriori dettagli li trovate nel report da Tokyo e non dimenticate di visionare il video!

 E4-01 (Concept)
Per certi versi più scooter e al tempo stesso più sportivo, il prototipo E4-01 mira alla sintesi fra il mondo moto e quello scooter massimizzando i pregi di entrambi e riducendone i difetti.
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Abbiamo infatti un potente propulsore da 903cc con doppio albero a camme, cambio automatico 'Sport Automatic' in tre modalità d'uso e trasmissione finale ad albero cardanico. Abbinati ad una ciclistica da sportiva, con ruote da 17 pollici, forcella a steli rovesciati e monoammortizzatore progressivo posteriore con dischi freno di ampio diametro e pinze radiali.
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Ma abbiamo anche il tunnel centrale, il sottosella per due caschi jet e un'ampia carenatura protettiva, con un sofisticato parabrezza che sfrutta canalizzazioni dell'aria per proteggere ed eliminare le turbolenze. Originalissima la strumentazione che abbina lo strumento centrale analogico, ad un ampio display trasparente su cui appaiono le funzioni richieste, navigatore satellitare compreso.
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Impegnativo invece il 'becco' anteriore che si protende fin sopra la ruota anteriore, sfoggiando un'aggressiva presa d'aria centrale e occhi, pardon fari 'a mandorla' laterali.
Non manca l'airbag poco sotto il manubrio e il carenatissimo tubo dei gas di scarico, sempre più oggetto di ricerca da parte dei designer.
Anche in questo caso ulteriori dettagli nella scheda pubblicata con lo Speciale Tokyo, video compreso.

 GRF-1 (Concept)
Sembra incredibile che questo fantastico prodotto possa appartenere addirittura al 'passato' e invece bisogna tornare all'ottobre di due anni fa per rivivere la sua prima presentazione, anche in questo caso al Tokyo Motorshow. Con GRF-1 (ex Grifon) siamo ad un livello di sofisticazione superiore a quanto visto nei prototipi appena descritti, e questo lo fa apparire come il più remoto fra i possibili veicoli commerciali futuri.
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Cuore del veicolo un compatto motore a quattro cilindri contrapposti 'boxer', posizionato al centro del veicolo a comporre una sorta di scultura metallica che raggiunge la summa con l'affascinante radiatore frontale. Un unico trave in (apparente) alluminio scatolato sostiene il motore e collega il reparto sospensioni: una sospensione pro link posteriore ad un braccio anteriore al posto della tradizionale forcella con doppia funzione, di sospensione e sterzo.
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Ampio freno a disco perimetrale davanti e tradizionale dietro, davvero uno dei pochi elementi conservativi in un progetto infinitamente ricco di spunti, come l'antropomorfo faro anteriore, la 'furba' sella con schienale ribaltabile per il passeggero e infine i vani bagagliai nella carenatura anteriore, in grado d'ospitare addirittura due caschi jet!
Altre foto e dettagli nel report dal Salone giapponese del 2003.


Testo: Fabrizio Villa
Foto: Monica Il Grande

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